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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


STRESS, FUNZIONI VITALI e SISTEMA IMMUNITARIO
Visionare questo video:  http://it.youtube.com/watch?v=tsh_Vo8bLbA
L'acidosi e' la base fisiologica del Cancro sulla quale scende lo stress del Conflitto Spirituale Irrisolto,
che ne e' la Causa primaria attivando il Tumore nell'organo bersaglio dell'archetipo conflittuale.
Cancro = Combattere l'acidita' per sconfiggerlo - Le ultime ricerche
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
Paolo-Lissoni: i-segreti-della-pineale-anticancro-io-oncologo-vi-spiego-perche-la-medicina-esclude-di-bella/
 

L'OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità".
Questa definizione risale al 1948 ma, a distanza di quasi sessant'anni, non si è ancora affermata a pieno.
Da una parte le Istituzioni dovrebbero garantire costantemente una serie di interventi concreti per garantire la effettiva "salute" dei cittadini, e dall'altra, noi stessi dovemmo prestare più attenzione alla qualità della nostra vita. Stando a questa definizione, potremmo ben dire, infatti, che al giorno d'oggi ben poche persone godono di perfetta salute.
Come detto i ritmi di vita odierni sono sempre più frenetici. Si corre a destra e sinistra tra mille impegni, tra ingorghi e imprevisti e pressioni e difficoltà. I tranquillanti sono tra i farmaci più venduti al mondo e lo stress è da più parti definito come il male del secolo.
Finalmente oggi viene universalmente riconosciuto che molte malattie, perfino quelle più gravi come i tumori sono spesso aggravate, se non addirittura provocate da un eccessivo accumulo di stress, come scoperto finanche sui topini in laboratorio. 
Visionare questo video:  http://it.youtube.com/watch?v=tsh_Vo8bLbA
 


Ormai la letteratura medica sulla correlazione tra stress e malattia e' vastissima. Ecco perché è fondamentale divenire consapevoli dei meccanismi che generano lo stress, ed imparare a gestirlo e scaricarlo.
Purtroppo a volte non ci rendiamo conto delle tensioni accumulate, se non quando è troppo tardi. Il nostro corpo ci manda continui segnali ma spesso facciamo finta di nulla e continuiamo a correre illudendoci, così facendo, di fare al meglio il nostro dovere. Spesso si finisce addirittura per sentirsi in colpa se ci si concede qualche piccola pausa. Si fa ricorso ai farmaci per dormire meglio, per il mal di testa, per i dolori articolari, per facilitare la digestione, per regolare la pressione. Raramente si cerca di risalire alle cause di questi sintomi.
Se in casa ci si accorge di una macchia di umidità sulla parete, è probabile che non ci si limiti a passare una bella mano di vernice. La macchia tornerebbe in brevissimo tempo. Per evitare che il problema si ripresenti, occorre cercare di trovare le cause ed eliminarle. E' un concetto elementare, eppure siamo così pieni delle nostre abitudini dannose che perdiamo di vista la qualità della vita. Ci ritroviamo immersi in un vortice dal quale è difficile venir fuori.
" Dopo questo esame, dopo la laurea, appena finito questo progetto."
Troppe volte mettiamo in secondo piano la nostra salute e la rimandiamo ad un dopo che spesso non arriva mai. Per scaricare lo stress, il primo punto dal quale partire è volerlo fare.
Non sempre sono necessari grandi cambiamenti. Il più delle volte basta concedersi brevi pause, ogni giorno.
E' difficile ? Sicuramente si. Ci sembra che il tempo non basti mai.
Occorre creare in noi una nuova abitudine. Giorno dopo girono, man mano che i primi benefici si fanno sentire, miglioreranno le nostre performance, il nostro lavoro e la nostra vita ne avranno un grande beneficio.
E finalmente saremo più felici e sereni. La vita va vissuta giorno per giorno.
Oggi seminiamo quello che raccoglieremo domani, ma occorre anche non perdere di vista il qui ed ora.
Lo stress si può e si deve scaricare, attaccandolo da più lati. I parametri da controllare sono l' alimentazione, l'attività fisica, la respirazione, il riposo ed il sonno, e l'atteggiamento mentale.

Tratto da: relax.piuchepuoi.it

Studio finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel corpo modificandolo

vedi anche:
BioEtica
+
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia + Stress quotidiani + Stress e funzioni vitali + Ansia + Depressione + Terreno Oncologico + Elettroshock + Suicidio + Modelli mentali

Ormai e' molto noto che lo stress della vita quotidiana, oltre a quello da farmaci e soprattutto da Vaccini, può nuocere alla salute mentale, portando a disturbi come ansia e depressione.
Anche le piccole difficoltà della vita di tutti i giorni - una lite in famiglia o col capo, lo smarrimento delle chiavi, o dei documenti, la perdita del lavoro o di un a persona amata, il furto in casa o dell'automobile, ecc. - colpiscono negativamente soprattutto chi tende a reagire male allo stress.
L'allarme arriva da uno studio di Susan Charles della University of California ad Irvine su 711 soggetti dai 25 anni, pubblicato in versione integrale su Psychological Science.

Cura naturale dello Stress e/o sovraaffaticamento: una cura della pianta della Rhodiola

IMPORTANTE
Una delle regole della Medicina Naturale e' questa: "una scopata al giorno toglie il medico di torno...", cio' significa che un buon e sano sesso, fatto con gioia nella coppia (meglio se maschio + femmina) e NON di nascosto, scaricando le tensioni emotive-mentali, evita lo stress intenso e quindi la salute ne trae beneficio, il contrario porta comunque facilmente verso la malattia, prima mentale e poi fisica !
Studio finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel corpo modificandolo

Lo stress fa male, si sa. Fino ad oggi però non era chiaro in che modo stress e disturbi collegati, come ansia e depressione, influenzassero il nostro organismo e riuscissero a peggiorare il nostro livello di salute.
A fare chiarezza arriva un nuovo studio pubblicato sulla rivista Psychotherapy and Psychosomatics dai ricercatori delle università tedesche di Konstanz e di Ulm, che dimostra come i disturbi da stress creino danni al livello del Dna, peggiorando inoltre la capacità di riparazione delle cellule. Oltre al problema, i ricercatori sembrano però aver trovato anche la soluzione: la psicoterapia, che sarebbe in grado di invertire il fenomeno a livello cellulare.
In un primo esperimento, i ricercatori tedeschi hanno analizzato campioni di Dna provenienti da 34 pazienti che soffrivano di disturbo da stress post traumatico (Ptsd), mettendoli a confronto con quelli prelevati da 31 soggetti sani. I risultati della loro analisi hanno dimostrato che nei soggetti con Ptsd il Dna presentava un quantità molto più alta di danni e una minore capacità di auto-riparazione rispetto ai soggetti sani, una situazione che può determinare un rischio più alto di sviluppare diversi tipi di patologie, come ad esempio i tumori.
Al termine del primo studio, i ricercatori hanno quindi deciso di verificare l'efficacia della psicoterapia, dividendo i 34 pazienti in due gruppi, uno dei quali è stato sottoposto ad una terapia definita Narrative Exposure Therapy, mentre l'altro veniva tenuto il lista d'attesa. Analizzando lo stato di salute mentale e il Dna dei pazienti dopo un anno di terapia, i ricercatori hanno quindi accertato che erano spariti non solo i sintomi del Ptsd, ma anche i danni presenti nel loro materiale genetico.


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Svolgere un lavoro stressante si associa a un aumento del rischio di ictus
Svolgere un'attività stressante potrebbe accrescere le probabilità di un ictus, secondo una metanalisi pubblicata su Neurology.
«Lo stress lavorativo è correlato a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, ma ricerche analoghe sugli eventi cerebrovascolari hanno dato finora risultati discordanti» esordisce Xu Dingli dell'Università di Guangzhou in Cina, tra gli autori dell'articolo, ipotizzando che i lavori più stressanti portino a stili di vita meno salutari con cattive abitudini alimentari, eccesso di fumo e alcolici oltre alla mancanza di esercizio fisico.
Per scoprire di più, i ricercatori hanno esaminato gli studi disponibili sulla correlazione tra attività lavorativa e rischio di ictus, selezionando sei trial per un totale di 138.782 partecipanti seguiti per periodi variabili da tre a 17 anni.
I lavori sono stati suddivisi in quattro gruppi in base al controllo esercitato dal lavoratore sulla propria attività, all'intensità di quest'ultima, al coinvolgimento psicologico e alle mansioni di coordinamento di altro personale.
Gli esempi vanno dai bidelli ai minatori fino agli insegnanti, ai medici, agli ingegneri e agli architetti passando per infermieri e lavoratori dei servizi, come le receptionist o le cameriere d'albergo.
Nei sei studi, la percentuale di chi svolge lavori ad alto contenuto stressante, come gli infermieri e i medici di pronto soccorso o terapia intensiva, variava dall'11% al 27% dei partecipanti, e i dati raccolti suggerivano che all'interno di tale categoria il rischio di ictus tra i maschi è del 22% più elevato rispetto a quello osservato in coloro che svolgono lavori a bassa componente stressogena.
Viceversa, le donne con attività a elevato coinvolgimento psicologico hanno un rischio di ictus del 33% maggiore delle coetanee con lavori meno stressanti. «Sulla base di questi risultati è ragionevole considerare come potenzialmente preventive e di impatto sulla salute pubblica le strategie volte ad aumentare il controllo sul proprio lavoro, come il decentramento del processo decisionale e la flessibilità nello svolgimento dell'attività, come nel caso del telelavoro» commenta in un editoriale Jennifer Majersik dell'Università dello Utah a Salt Lake City e membro della American Academy of Neurology.

Neurology 2015. doi: 10.1212/WNL.0000000000002098
http://neurology.org/lookup/doi/10.1212/WNL.0000000000002098

Neurology 2015. doi: 10.1212/ WNL.0000000000002107
http://neurology.org/lookup/doi/10.1212/WNL.0000000000002107

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L'arte della longevità - Gestire lo stress - 05/05/2010
La parola stress deriva dal latino stringere che significa “provocare tensione”. In inglese la parola strain, significa “tensione, sforzo”. Possiamo definire lo stress come una reazione arcaica di fronte a diversi fattori, chiamati “stressori”, che preparano l’organismo a lottare, fuggire o adattarsi ad una supposta minaccia.

Lo stress è uno stato di eccitazione, a partire dal quale l’organismo reagisce di fronte alle diverse esigenze della vita. È chiaro che non possiamo vivere senza una certa tensione o stress, dal momento che vivere significa essere esposti ad ogni tipo di sfida. Ogni giorno tutti dobbiamo fare fronte agli alti e bassi della vita. Lo stato di stress si instaura quando le richieste, cui il soggetto deve fare fronte, superano ciò che egli è in grado di sopportare.
La società ha creato nuove esigenze che mettono alla prova la nostra capacità di sopravvivere. Pertanto lo stress sarebbe una risposta incontrollata, o non adeguata, nel processo di adattamento a certi stimoli ambientali.
Pertanto esistono due dimensioni nello stress:
1) Lo stimolo o situazione minacciante.
2) La capacità della persona di reagire alla minaccia.
Il tipo di risposta che diamo di fronte agli stimoli è determinante.
Ognuno di noi, in base alla propria personalità, reagisce alle situazioni della vita in modo differente. In altre parole noi soffriamo per il significato che diamo alle situazioni. Spesso è il contesto sociale che predispone alle situazioni stressanti. La stessa situazione, che si rivela angustiante per alcune persone, per altre può essere fonte di piacere.
Molto spesso le nostre reazioni hanno poco a vedere con i fatti reali, ma sono più il frutto delle interpretazione e dei pensieri distorti che elaboriamo.
Se il soggetto interpreta una situazione come pericolosa o minacciosa, reputando che le sue risorse siano scarse per fronteggiarla, vi sarà una reazione di stress, che può essere sproporzionata e tale da creare disturbi fisici e psichici.
Per esempio, la collera e l’ostilità aumentano il rischio di ipertensione arteriosa e quindi le probabilità di infarto, ma non aiutano ad affrontare un problema.
Comunque, lo stress prolungato nuoce alla salute e accelera i processi di invecchiamento.
La cosa più semplice ed efficace che possiamo fare per neutralizzare gli effetti dello stress è di imparare a rilassarci. “Rilassarsi significa interrompere un’attività che richiede concentrazione o un grosso sforzo fisico per fare qualche cosa di piacevole o niente del tutto. Rilassamento significa concedersi tempi e spazi per riprendersi fisicamente e psicologicamente da situazioni che sono state fonte di stress e ansia.” Dopo un intenso sforzo fisico o mentale, dobbiamo rigenerarci dedicandoci a qualcosa che ci piace e che ci permette di rilasciare tutti i muscoli, la cui contrazione - spesso involontaria- è una risposta a stati d’ansia. Imparare qualche tecnica di rilassamento ci permette di tornare nuovamente in una condizione di normalità e serenità.

Esistono svariate tecniche che possono essere utili per raggiungere lo scopo. Il rilassamento muscolare progressivo (PMR), ideato dal medico-fisiologo Edmund Jacobson, è basato sul principio che, liberando la tensione mentale e fisica, possiamo entrare in maggiore sintonia con i messaggi provenienti dal nostro organismo.
A chi svolge un lavoro sedentario a contatto con il pubblico io consiglio, prima di esercitarsi sul rilassamento, di effettuare dei movimenti energici del corpo per liberarsi dall’eccesso d’energia e di tensione che si è accumulata nell’organismo.
L’esercizio consiste nello stendersi in posizione comoda e, dopo avere fatto alcuni respiri profondi, nello stringere forte per cinque secondi le dita dei piedi per poi espirare e lasciare la tensione. Dopo 20 secondi di rilassamento si ripete con l’altro piede e quindi con tutte le rimanenti parti del corpo.
Durante l’esercizio bisogna prestare attenzione alla respirazione e percepire la tensione dei muscoli che si allenta.
Altra tecnica molto diffusa in occidente è il Training autogeno, ideato dal neuropsichiatra svizzero Shultz.
L’attenzione è focalizzata sulle sensazioni associate al rilassamento, come la pesantezza degli arti e la regolarità del battito cardiaco.
Tante altre tecniche possono essere utili per evitare o neutralizzare gli effetti dello stress, che, perdurando a lungo, influenza negativamente il funzionamento del sistema immunitario e può provocare malattie, anche gravi. È importante che impariamo a percepire i segnali del corpo, anziché ignorarli. Per questo può essere utile, ogni volta che sia possibile, provare a rallentare il ritmo con cui facciamo le cose: mangiare, parlare, camminare, assaporando in pieno il momento presente. Con la pratica costante diverrà un’abitudine, che potrebbe regalarci la sorpresa di constatare che la nostra “performance” (in italiano rendimento, prestazione) è migliorata.
Prestando attenzione alla vostra postura, potrete anche notare come questa sia collegata con gli stati emotivi: noterete che quando chinate la testa e lasciate cadere le spalle in avanti siete depressi, quando serrate le mascelle e stringete i pugni siete in preda alla collera. Il linguaggio del corpo rispecchia le vostre emozioni e invia messaggi a chi vi circonda. Prestando attenzione ai messaggi non verbali che voi inviate agli altri, imparando a capire il linguaggio corporeo e il comportamento del vostro interlocutore, eviterete incomprensioni e motivi di tensione.
Tratto da: L'arte della Longevita' pag. 50-52 by V. Calogero


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Il 70% ITALIANI MUORE per MALATTIE da STRESS - Lo rivela uno studio dell'Università La Sapienza e dell'Aisic
AGI - Roma, 13 Ott., 2009 - Il 70% degli italiani muore per malattie causate da stress.  E' il dato preoccupante contenuto in uno studio del Dipartimento di Studi Clinici dell'Universita' La Sapienza di Roma" in collaborazione con l'AISIC.
Tanto che il presidente dell'Ordine dei Medici di Roma, Mario Falconi, ha proposto l'istituzione di una commissione permanente sullo stress e l'organizzazione di evento dedicato a questo tema.
"Lo stress cronico e' tra i fattori piu' rilevanti della nella genesi delle patologie piu' diffuse nei paesi industrializzati", ha spiegato la presidente dell'AISIC, Cinzia De Vendictis durante la conferenza stampa tenutasi stamane al CNR.
"Si tratta delle malattie cronico-degenerative, che includono le patologie cardiovascolari, tumori, broncopneumopatie croniche ostruttive, cirrosi epatica, le malattie intestinali che nell'insieme costituiscono piu' del 70% delle cause di morte". Un allarme lanciato anche dall'OMS, secondo cui entro il 2020 tumori e bronco pneumopatie cronico ostruttive costituiranno la terza causa di morte. Tra i disturbi causati dallo stress anche l'ipertensione che, oltre alle patologie cardiovascolari, puo' essere causa di diabete e infarto. Colpisce il 25% degli italiani, circa 15 milioni di persone, percentuale che raggiunge l'80% se si considerano gli "over 65". "Ansia, depressione, alcolismo, disadattamento sociale, abuso di farmaci, sono tutte possibili complicazioni dell'ansia da stress", sottolinea De Vendictis. "Particolare attenzione merita la depressione, che colpisce nell'arco della vita il 15-20% della popolazione. Tuttavia 6 depressi su 10 non vengono diagnosticati come tali dai medici e e dei 40 su 100 che vengono identificati come depressi, solo al 51% viene prescritta una cura. Di conseguenza solo il 18% dei depressi riceve una terapia appropriata". Gli esseri umani sono possono tollerare solo un certo grado di stress, cioe' quello che consente di sopravvivere anche in circostanze eccezionali e che viene definito "stress buono".
Esiste pero' lo stress cronico, che deriva dal persistere nel tempo di piu' stressori - cioe' eventi traumatici, condizioni ambientali, cognitivi, stili di vita - che fanno superare la cosiddetta soglia critica oltre la quale l'organismo non riesce piu' a difendersi e la naturale capacita' di adattarsi viene a mancare. Di conseguenza il sistema immunitario si indebolisce, l'organismo diventa piu' vulnerabile alle infezioni, alle malattie e allo sviluppo di patologie autoimmuni: e' evidente che ognuno reagisce in base alle caratteristiche e predisposizioni costituzionali.
Luciana Sinisi, presidente della commissione ambiente e salute dell'Ordine dei Medici di Roma, ha puntato l'indice anche sui fattori ambientali come causa di stress (inquinanti domestici, inquinamento acustico ed elettromagnetico, ecc.) e responsabili di malattie ad esso correlate. Se inoltre si considera che e' ansioso un cittadino su tre, uno su cinque si rivolge allo psichiatra, 12 milioni e mezzo di italiani fa uso di ansiolitici, aumenta la depressione tra i piu' giovani, i disturbi del sonno riguardano il 14% della popolazione, aumenta l'ipertensione da stress, si comprende, oltre al disagio generalizzato della popolazione, anche l'aumento dei costi. E' stato infatti calcolato che solo nello scorso anno, l'importo per terapie da malattie causate da stress ha rappresentato piu' della meta' della spesa sanitaria nazionale.
L'OMS ha calcolato che in Italia, il solo costo di giornate di lavoro perse a causa della depressione, e delle sue conseguenze sulle relazioni interpersonali, delle sofferenze dei nuclei familiari e degli atti auto-lesivi incide per 5 mld di euro all'anno.
"Lo stress non risparmia nessuno", conclude De Vendictis. "Per questo e' necessario mettere la persona nel suo complesso al centro dell'attenzione nel rapporto medico-paziente. Solo cosi' possono essere identificate in tempo tulle le possibili cause di stress personale, lavorativo, ambientale, relazionale".

Tratto da: salute.agi.it

vedi: Ansia, Stress e Cancro + Stress Ossidativo + Stress  e FUNZIONI Vitali - 2 + Conflitti Spirituali + Senso di Colpa +  Sistema Immunitario
+ Stress Ossidativo - 2

Commento NdR: Nei fatti la malattia (qualsiasi) nasce fisiologicamente, proprio nel microcircolo, (vedi per i particolari: circolazione sanguigna) per l'intossicazione dell'organismo e/o la iper produzione di globuli bianchi (dovute alle iperstimolazioni del sistema immunitario dovute a vaccini, stress, ecc.), e/o per il diminuito apporto alle cellule di ossigeno, nutrienti e sostanze necessarie alla produzione di certe proteine ecc., e/o alla loro specializzazione, oltre ad impedire la distribuzione delle sostanze prodotte e/o specializzate alle altre cellule dell'organismo e/o l'eliminazione delle eccedenze e/o delle tossine dalle cellule stesse, e quindi dai tessuti alle quali esse appartengono ! )

Le RICERCHE MOSTRANO un NESSO fra MICROBIOMA Intestinale (intestino) e CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia di miliardi di microbi che abitano il corpo umano vivono principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora, recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino, fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10 anni, vari studi hanno collegato il microbioma intestinale a una serie di comportamenti complessi, come umori ed emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Una delle modalità più sorprendenti con cui il microbioma influisce sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta preparando a rispondere al mondo circostante”, spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze presso la facoltà di veterinaria dell’Università della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema microbico della madre si modifica - per esempio a causa di infezioni, stress  o diete - ciò cambierà il micro bioma intestinale del neonato, e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il microbioma abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com : http://tinyurl.com/kaa2j36

Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche e non solo per i vaccini che il neonato subisce dai due, tre mesi  in avanti…infatti se una madre ha delle amalgami dentali in bocca (contengono mercurio) il neonato potra’ subire delle conseguenze anche gravi.


Infine vi sono i Batteri detti "Psicobiotici" - vedi: Spirito
Cosa sono gli psicobiotici ?
Sono probiotici che alterano la
mente, e i ricercatori affermano che possono migliorare l’umore, diminuire l’ansia e la depressione e apportano molti altri benefici. I probiotici sono microrganismi vivi che sono simbiotici con i batteri intestinali positivi e che riescono ad arrivare nell’intestino integri. Ad esempio i fermenti dello yogurt non sono considerati probiotici perché muoiono appena entrano in contatto con i succhi gastrici non sopportandone l’acidità.
Fino a qualche anno fa era difficile credere che alterando i batteri nell’intestino, si potesse gestire meglio lo stress, migliorare l’umore, e anche curare ansia o depressione. Eppure ci sono moltissime ricerche scientifiche pubblicate da vari ricercatori in tutto il mondo che riguardano la connessione intestino-cervello e che stanno dimostrando proprio questo.
Ora sappiamo che è possibile modificare i batteri intestinali in modo da influenzare positivamente l’umore e la funzione del cervello. Uno dei principali modi è quello di assumere gli psicobiotici. 
Gli psicobiotici sono organismi vivi che, se ingeriti in quantità adeguate, producono un beneficio per la salute nei pazienti affetti da malattie psichiatriche.[1] Questa definizione, coniata nel 2013, è troppo limitante se ci si basa sulla più recente ricerca che dimostra che non c’è bisogno di avere una depressione clinica, un disturbo d’ansia, o qualche altro disturbo psichiatrico affinché gli psicobiotici influenzino positivamente il cervello.[2] Chi soffre di stress cronico, depressione, o di ansia ha il potenziale per beneficiare di questa classe di probiotici.

Come gli psicobiotici agiscono sul cervello
1. Uno dei modi per cui questi probiotici “alterano la mente” è attraverso la loro capacità di produrre vari composti biologicamente attivi, come i neurotrasmettitori. Diverse molecole con funzioni neuroattive come l’acido gamma-amminobutirrico (GABA), la serotonina, le catecolamine e l’acetilcolina possono essere prodotti dai batteri intestinali.[3] Quando questi neurotrasmettitori sono secreti all’interno dell’intestino, possono attivare cellule all’interno del rivestimento epiteliale che a loro volta rilasciano molecole che stimolano la funzionalità cerebrale e influenzano il comportamento.
2. Una seconda modalità attraverso cui gli psicobiotici agiscono sul cervello è esercitando effetti sul sistema di risposta allo stress del corpo, che coinvolge il cervello e le ghiandole surrenali.[4] Questo sistema, noto come asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), diventa disfunzionale in caso di stress cronico o malattia. Quando si verifica una disfunzione dell’asse HPA, la produzione ritmica di cortisolo e di altri ormoni legati allo stress diventa perturbata. Questo potrebbe svolgere un ruolo centrale nel provocare disturbi dell’umore e problemi cognitivi.[5]
3. Un terzo modo per cui gli psicobiotici possono agire sul cervello è attraverso la loro azioni anti-infiammatoria.[6] 
I livelli cronicamente elevati di infiammazione in tutto il corpo e nel cervello sono ormai noti essere una delle principali cause della depressione e di altri disturbi dell’umore e cognitivi. Questa infiammazione può derivare dall’intestino, e alcuni psicobiotici apportare i loro effetti benefici nel cervello abbassando l’infiammazione.

Quali probiotici sono psicobiotici ?
La ricerca sta cominciando a identificare quali probiotici abbiano effetti sul sistema nervoso e quali siano questi effetti.
Negli studi effettuati in persone sane, diversi psicobiotici hanno dimostrato di migliorare l’umore e la funzione cognitiva e di diminuire i sintomi di stress e ansia. Alcuni psicobiotici hanno anche dimostrato di curare la depressione, l’ansia, e altri problemi di salute mentale e cognitivi nei pazienti con disturbi psicologici e / o altre condizioni mediche.

Psicobiotici per la depressione e l’ansia
E’ stato effettuato uno studio clinico su pazienti con disturbi depressivi maggiori, in cui alcuni hanno assunto integratori prebiotici, altri un placebo per otto settimane.[7] L’integratore prebiotico era costituito da Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, Bifidobacterium bifidum (2 miliardi di CFU ciascuno). Dopo otto settimane, i pazienti che hanno ricevuto il probiotico avevano diminuito in modo significativo i punteggi totali sulla Beck Depression Inventory, un test ampiamente utilizzato per misurare la gravità della depressione, rispetto ai pazienti che avevano assunto il placebo. Inoltre, avevano una significativa diminuzione della infiammazione sistemica come misurato dal hs-CRP, i livelli di insulina erano significativamente più bassi, si era ridotta la resistenza all’insulina, e si era verificato un significativo aumento di glutatione, un antiossidante.
Altri psicobiotici hanno conseguenze benefiche sull’umore e sui sintomi di ansia, ma anche in persone senza questi disturbi. In uno studio per analizzare i possibili effetti su ansia, depressione, stress in volontari sani, è stato utilizzato un probiotico che contiene Lactobacillus helveticus r0052 e Bifidobacterium longum R0175 (Probio’Stick®), ed è stato  dimostrato che esso aveva alleviato lo stress psicologico, in particolare la depressione, la rabbia, l’ostilità, e l’ansia quando assunto per 30 giorni.[8] I ricercatori hanno concluso che L. helveticus r0052 e B. longum R0175 hanno effetti psicologici benefici nei soggetti sani. Possono contribuire a rafforzare l’umore e alleviare l’ansia nelle persone affette da varie malattie croniche.
Lo stesso probiotico studiato sopra (Lactobacillus casei ceppo Shirota) è stato utilizzato in un altro studio controllato con placebo nei pazienti con sindrome da stanchezza cronica.[9] I pazienti sono stati divisi in gruppi in cui uno ha ricevuto 24 miliardi di unità formanti colonie di Lactobacillus casei, ceppo Shirota e un altro un placebo al giorno per due mesi. Le persone che avevano assunto il probiotico avevano una significativa diminuzione dei sintomi di ansia. Molti psicobiotici supplementari hanno dimostrato di poter curare la depressione e l’ansia in studi su animali. Il Lactobacillus plantarum, ceppo PS128, per esempio, è noto per l’effetto di aumentare la dopamina e la serotonina e di diminuire i comportamenti di depressione nei topi.[10] 
Nei topi depressi che sono stati sottoposti a stress precoce, questo stesso psicobiotico diminuisce il cortisolo, normalizza il sistema di risposta allo stress (HPA), e diminuisce la depressione.[11] Sia il Bifidobacterium longum e sia il Bifidobacterium breve riducono l’ansia e migliorano le prestazioni nei test cognitivi nei topi.[12] [13]

Psicobiotici per lo stress
E’ stato anche dimostrato che gli psicobiotici aiutano le persone e gli animali sottoposti a stress. Una bevanda di latte fermentato (kefir) contenente il Lactobacillus casei, ceppo Shirota, ha impedito un aumento di cortisolo ed ha aumentato i livelli di serotonina negli studenti di medicina stressati.[14] Inoltre, la bevanda probiotica ha diminuito i sintomi fisici legati allo stress come dolore addominale e sintomi del raffreddore.
Gli autori dello studio hanno concluso che l’assunzione di Lactobacillus casei, ceppo Shirota “può esercitare effetti benefici per prevenire l’insorgenza di sintomi fisici nei soggetti sani esposti a situazioni di stress.”
Il Lactobacillus helveticus NS8 è stato confrontato con l’SSRI (citalopram) nei ratti con depressione, ansia e disfunzioni cognitive a causa dello stress cronico.[15] Il prebiotico ha funzionato meglio del citalopram nel ridurre l’ansia indotta da stress, depressione e disfunzioni cognitive. Esso ha abbassato il cortisolo e riportato i livelli di serotonina e di altri  neurotrasmettitori cerebrali alla normalità.
Altri probiotici contenenti Lactobacillus helveticus  hanno anche dimostrato, in studi condotti su animali, di poter ridurre la depressione legata allo stress e all’ansia, influenzando la serotonina, il cortisolo, e altri composti neuroattivi.[16] 
Ad esempio, il Lactobacillus helveticus r0052 combinato con il Lactobacillus rhamnosus R0011 ha normalizzato i comportamenti simili all’ansia e le carenze di apprendimento e di memoria nei ratti immuno-deficienti con disfunzioni dell’asse HPA.[17]

Alcuni prebiotici sono anche psicobiotici ?
I prebiotici possono anche agire come importanti regolatori dell’umore e della funzione del cervello. I prebiotici non sono organismi vivi come i probiotici, ma sono sostanze vegetali che stimolano la proliferazione dei batteri positivi intestinali.
In un recente studio è stato dimostrato che essi riducono la secrezione dell’ormone dello stress, il cortisolo, e migliorano l’elaborazione emotiva in volontari sani. I partecipanti hanno ricevuto uno dei due prebiotici (frutto-oligosaccaridi, FOS, o Bimuno-galactooligosaccharides, B-GOS) oppure un placebo (maltodestrine) al giorno per tre settimane. I livelli di cortisolo al mattino erano significativamente più bassi dopo l’assunzione B-GOS rispetto a chi aveva assunto il placebo. I partecipanti che avevano assunto B-GOS hanno anche mostrato aumenti positivi sulla vigilanza e attenzione, che è un’indicazione che il prebiotico ha avuto effetti anti-ansia. Nessun effetto è stato trovato dopo la somministrazione di FOS.[18]
Le persone con l’intestino irritabile spesso hanno l’ansia e / o depressione, condizioni correlate direttamente con la disbiosi e con la diminuzione dell’attività intestinale e della diversità microbica.[19] Uno studio ha trovato che una miscela prebiotica contenente galactooligosaccaride ha dato benefici sull’ansia nella sindrome dell’intestino irritabile.[20]  Il trattamento giornaliero con questa miscela per 4 settimane ha ridotto i punteggi di ansia e ha avuto un notevole impatto positivo sulla qualità della vita.

Conclusione
Nel complesso, i risultati di questi studi dimostrano che gli psicobiotici hanno il potenziale di avere un impatto positivo sulla funzionalità del cervello, sul miglioramento dell’umore, sul trattamento della depressione e dell’ansia, e aiutano a gestire lo stress.  I migliori psicobiotici ed i relativi dosaggi devono ancora essere determinati. In generale sono raccomandati almeno 10 miliardi di CFU al giorno per la maggior parte dei probiotici, tra cui gli psicobiotici, ma possono anche essere utili apporti superiori o inferiori. Basta fare una prova per almeno un mese prima di decidere se funzionano o meno.
La chiave della salute è nel nostro intestino e gli antichi di ogni tradizione lo sapevano benissimo. Ippocrate, padre della medicina moderna, ha detto 2400 anni fa: “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino“.

Commento NdR: anche e pur rispettando gli autori dello studio, precisiamo: non e' che un singolo batterio influisce sulla psiche, ma e' l'insieme sinergico di TUTTI i batteri autoctoni della flora intestinale, il microbioma, che permette al soggetto di avere una psiche / mente  lucida ed attenta, senza distrazioni dai malesseri causati dalle alterazioni della flora foriera di qualsiasi danni o ammalamento.

Riferimenti
[1] Dinan TG et al. Psychobiotics: a novel class of psychotropic. Biol Psychiatry. 2013 Nov 15;74(10):720-6.
[2] Tillisch K et al. Consumption of fermented milk product with probiotic modulates brain activity. Gastroenterology. 2013 Jun;144(7):1394-401, 1401.e1-4.
[3] Wall R et al. Bacterial neuroactive compounds produced by psychobiotics. Adv Exp Med Biol. 2014;817:221-39.
[4] Ait-Belgnaoui A et al. Probiotic gut effect prevents the chronic psychological stress-induced brain activity abnormality in mice. Neurogastroenterol Motil. 2014 Apr;26(4):510-20.
[5] Stuart Watson and Paul Mackin. HPA axis function in mood disorders. Psychiatry Volume 5, Issue 5, 1 May 2006, Pages 166–170
[6] Clin Ther. 2015 May 1;37(5):984-95.
[7] Nutrition. 2015 Sep 28. pii: S0899-9007(15)00391-3.
[8] Br J Nutr. 2011 Mar;105(5):755-64.
[9] Gut Pathog. 2009 Mar 19;1(1):6.
[10] Behav Brain Res. 2016 Feb 1;298(Pt B):202-9.
[11] Brain Res. 2015 Nov 24. pii: S0006-8993(15)00862-8.
[12] Neurogastroenterol Motil. 2014 Nov;26(11):1615-27.
[13] Behav Brain Res. 2015;287:59-72.
[14] Benef Microbes. 2015 Dec 21:1-12.
[15] Neuroscience. 2015 Dec 3;310:561-77.
[16] Psychoneuroendocrinology. 2013 Sep;38(9):1738-47.
[17] Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol. 2014 Oct 15; 307(8): G793–G802.
[18] Psychopharmacology (Berl). 2015; 232(10): 1793–1801.
[19] Neuropsychiatr Dis Treat. 2015; 11: 715–723.
[20] Aliment Pharmacol Ther. 2009 Mar 1;29(5):508-18.
Tratto da dionideam.it


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Salute, facilmente "malati di stress" i lavoratori e gli impiegati - 08/01/2007 (Adnkronos/Adnkronos Salute)  
Dal mal di testa ai dolori di stomaco, dall'insonnia alle difficoltà digestive, dal colon irritabile a episodi di tachicardia e picchi di pressione alta, ecc.
Non solo calo produttivo e disagio psicologico. Anche malesseri fisici 'specchio' di una vera e propria sindrome: dal mal di testa ai dolori di stomaco, dall'insonnia alle difficoltà digestive, dal colon irritabile a episodi di tachicardia e picchi di pressione alta con seri rischi per la salute del cuore. Sono solo alcuni dei molti sintomi dello “stress da ufficio”, che secondo statistiche europee valide anche per l'Italia colpisce piu’ o meno tutti i lavoratori.
vedi
Vestiti Sintetici: accumulano e generano altro stress

Lo STRESS AUMENTA il RISCHIO d'INFARTO
"......A questo proposito è molto interessante lo studio di Anne Underwood sulle cause psicologiche della cardiopatia. La ricerca prese il nome di 'Effetto Northridge', dal nome del terremoto del 1994, che colpì una zona nelle vicinanze di Los Angeles. Nei mesi seguenti al potente sisma alcuni ricercatori universitari avevano esaminato i referti dei medici legali e avevano rilevato un notevole incremento dei decessi per crisi cardiovascolari, da una media giornaliera di 15,6 ai 51 del giorno del terremoto. Questo significava che le persone rimaste illese dal terremoto si erano, comunque, spaventate a tal punto da essere, in seguito, colte da infarto. Per dirla in parole più semplici, si erano spaventate a morte....."

".........Infine, anche i traumi infantili sembrano produrre conseguenze sulle malattie cardiache, lo dimostra una recente inchiesta condotta dalla dottoressa Maxia Dong, del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, su oltre 17.000 adulti residenti a San Diego. La dottoressa rilevò che il rischio di attacchi cardiaci aumentava del 30 o del 70 per cento nelle persone che avevano riferito di aver avuto, durante l'infanzia, traumi dovuti ad abusi fisici, sessuali od emotivi, o che avevano subito violenze da parte di genitori che abusavano di droga o alcol."
Tratto da: http://italia.6seconds.org/modules.php?name=News&file=article&sid=89
http://marcomarilungo.splinder.com/

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Studioso italiano dimostra legame tra stress e immunita' - 01/09/2007
ROMA - Il patologo Pietro Muretto, dell'ospedale San Salvatore di Pesaro, ha dimostrato per la prima volta il legame che esiste fra il sistema nervoso e le difese immunitarie. I risultati della sua ricerca, pubblicata sull'International Journal of Surgical Pathology, danno un'evidenza scientifica a quella che sinora era un'ipotesi della medicina psicosomatica. Il sistema nervoso e quello immunitario sono collegati dalle cellule di Langerhans o cellule dendritiche, che non nascono come si riteneva nel midollo osseo ma nella struttura dell'embrione dalla quale si forma una parte del sistema nervoso periferico, chiamata cresta neurale. (Agr)


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Ammalarsi dipende molto da noi - By dott. Bottaccioli (medico)
II modello medico-sanitario dominante è vecchio e superato e non è in grado di spiegare le connessioni tra psiche, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario
C'è una rivoluzione in corso d'opera nelle scienze biomediche. Essa è il prodotto di altrettante rivoluzioni all'interno di discipline tradizionalmente separate: la neurofisiologia, l'immunologia, l'endocrinologia.
La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia - che potremmo siglare per brevità PNEI -  è il prodotto di questi cambiamenti e, a sua volta, imprime un'accelerazione nel ritmo e nella qualità del cambiamento in corso nelle singole discipline, a soprattutto essa reclama con forza una radicale modificazione del modello medico dominante, un modello vecchio, scadente nella pratica clinica e ormai d'impaccio allo sviluppo della ricerca scientifica.
Quali sono le idee portanti del vecchio modello che la PNEI mette in discussione ? Provo a riassumerle.
Il cervello umano è simile a un computer, una stazione di comando centra­le che conosce l'esterno leggendolo come un calcolatore legge un nastro magnetico e governa l'interno tramite gli ordini impartiti dall'alto al basso attraverso la rete nervosa. Il cervello è il reparto speciale e inaccessibile dell'organismo, i suoi codici e i suoi componenti sono unici e non rintracciabili in nessun altro organo.
A loro volta, le difese immunitarie sono di tipo meccanico e automatico: l'anticorpo blocca l'antigene neutralizzandolo.
Gli ormoni sono un sistema di bioregolazione automatica, la loro influenza sulle malattie comuni è praticamente nulla: essi interessano la diagnosi in quei rari casi di grave squilibrio endocrino che si presentano all'osservazione clinica.
Le neuroscienze e la PNEI invece dimostrano che il cervello, pur essendo ovviamente la sede delle funzioni intellettive umane, non solo non è paragonabile a un calcolatore nel suo modo di leggere la realtà esterna, ma è, al tempo stesso e a tutti gli effetti, una grande ghiandola endocrina, recuperando così una geniale intuizione dell'antica medicina occidentale ("il cervello è una ghiandola, come una mammella", Ippocrate) e orientale ("il cervello è il lago del midollo", medicina tradizionale cinese).
Così, il sistema immunitario può essere definito un vero e proprio organo di senso, l'occhio interno, organizzato in network per sorvegliare sia l'esterno sia l'interno.
In questa nuova concezione le ghiandole endocrine non sono dei semplici 'termostati', ma costituiscono un sistema strutturato a più vie che, in collaborazione con i sistemi nervoso e immunitario, mette in atto le reazioni vitali di adattamento dell'organismo ai cambiamenti che provengono dall'esterno.
E le reazioni vitali nell'organismo umano includono funzioni cognitive cui partecipano organi e molecole di origine non nervosa: per esempio è ormai accertata la partecipazione di alcuni ormoni alla costruzione della memoria. Infine e quindi: la comunicazione all'interno dell'organismo non è di tipo gerarchico, ma bidirezionale e diffuso.
D'altra parte senza queste nuove idee non sarebbe possibile spiegare e inquadrare risultati della ricerca altrimenti confusi e contraddittori.

In sostanza nei laboratori di ricerca e nelle università più avanzate del mondo si è dimostrato in modo chiaro che il cervello  - e quindi anche la nostra volontà -  è in grado di influenzare il sistema immunitario e che a sua volta, fatto ancor più sorprendente, quest'ultimo fa sentire i suoi effetti sul cervello.
Sono state decifrate anche le “parole” di questo dialogo interno al nostro corpo: si trat­ta di piccole molecole, dette “neuropeptidi”, che vengono rilasciate e captate sia dalle cellule nervose sia da quelle immunitarie ed endocrine.
La portata di questa rivoluzione non sta solo nel rappresentare un punto di incontro tra le ricerche della medicina organica e quelle della psicosomatica, ma nell'interpretare in modo nuovo vecchie malattie  - infettive, cardiache, infiamma­torie, metaboliche, tumorali -  e nel suggerire più appropriate terapie, visto che le dinamiche del loro nascere e svilupparsi non sono più quelle che si sono fino ad oggi ritenute valide.

Stress emozionale e malattie infettive
Spesso il virus ci assale se noi glielo permettiamo. Questi i risultati delle ultime ricerche scientifiche che dovranno rivoluzionare l'interpretazione di malattie infettive e vaccini !
Gli studi sulle relazioni tra stress e malattia, infiammatoria in particolare, iniziano negli anni Cinquanta e alternano esperienze su animali (topi perlopiù) ed esseri umani. - vedi stress ossidativo

Un esempio: i cadetti di West Point
Stanislaw Kasl, della Yale University nel New Haven, Connecticut, sul finire degli anni Settanta realizzò uno studio di ampie dimensioni per verificare l'inciden­za dello stress sulle malattie infettive. Il terreno era privilegiato: la elitaria accademia militare di West Point. Un luogo in cui lo stress si mangia a colazione, nel quale la particolare stupidità della disciplina militare si somma alle aspettative di carriera che nutrono giovani e famiglie, così come ci hanno raccontato decine di film americani.
Vennero reclutati circa 1400 cadetti appena entrati in accademia. All'analisi del sangue si vide, come è nella norma, che circa i due terzi mostravano anticorpi contro il virus Epstein V Barr.
Occorre considerare che la maggior parte degli esseri umani presenta questo virus senza ammalarsi, il quale però, in determinate circostanze, può provocare una febbre con ingrossamento delle ghiandole linfatiche conosciuta come “mononucleosi infettiva”.
Qui cito solo gli studi sugli umani: la tabella fornisce una sintesi dei più importanti negli ultimi quarant'anni.

 

 

Stress emozionale, immunità e infezioni: sintesi degli studi più importanti

 

 

AUTORE e SOGGETTI

MALATTIA

RISULTATI

 

 

Sparer (1956)
volontari maschi e femmine

Tubercolosi

La malattia ha una maggiore incidenza  tra  le persone depresse.

 

 

Imboden (1961)
600impiegati ma
schi/femmine

Influenza

L'influenza è preceduta dalla depressione e le persone depresse ritardano nella guarigione.

 

 

Meyer (1962)16 famiglie
(100 persone)

Angina streptococcica

Gli stress acuti e cronici aumentano   l'incidenza   della   malattia.

 

 

Kasi (1979) 1400 cadetti

Mononucleosi

11 rischio di sviluppare la malattia appare significativamente aumentato in situazioni di stress.

 

 

Mason (1979) 48 reclute

Influenza

Le situazioni stressanti (soprattutto dell'addestramento) producono una depressione immunitaria due tre giorni prima di ammalarsi.

 

 

Glaser (1984) 70 studenti di medicina

Mononucleosi in-

Depressione immunitaria maggiore negli studenti che più soffrivano di solitudine.

 

 

Glaser (1985) 49 studenti

Herpes simplex

La depressione immunitaria conseguente allo stress fa uscire dalla latenza il virus.

 

 

Costa (1989)
 

Herpes labialis, genitalis, Zoster, cheratocongiuntivite erpetica

Lo stress emozionale si associa ad un'inibizione   dell'attività   delle cellule immunitarie (fagociti).

FONTE: M. Biondi e A. Palma, "Stress e malattie infettive", in M. Biondi, La psicosomatica nella pratica cllnica, II Pensiero Scientifico, Roma, 1992.

Un terzo dei cadetti quindi, nello studio di S. Kasl, non era mai entrato in contatto con il virus. Dopo un anno di vita militare, però, il 20% di loro mostrò nel sangue gli anticorpi contro il virus. Di questi però solo uno su quattro si ammalò di mononucleosi. Perché? S. Kasl elaborò un dettagliato questionario che somministrò ai cadetti.
Giunse alla conclusione che i soggetti che soffrivano per le aspettative che non erano in grado di soddisfare o quelli che avevano i propri padri sul collo, si ammalavano molto più facilmente dei soggetti che, per una ragione o per l'altra, vivevano con più relax la propria carriera. Insomma è raro che una malattia sia il prodotto di una sola causa.
 

Anche nel caso delle malattie infettive, come abbiamo visto, non basta che ci sia un batterio o un virus in azione per produrre la patologia: occorre anche una disposizione di quello che i medici ottocenteschi chiamavano 'terreno' e che oggi potremmo definire la "grande connessione", il bilanciamento integrato dei grandi sistemi di regolazione dell'organismo.
Fonte: dr. Francesco Bottaccioli, ha scritto il libro: Psiconeuroimmunologia, Red, Corno, 1997, pp. 148-154.

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vedi anche in Iridologia:
..........L’iride si manifesta fisicamente nel centro esterno, dell’Uovo oculare, il globo oculare; quest’ultimo è la proiezione dell’Uovo energetico emanato - vedi Campo Toroidale del Cuore - o (CEI) Campo Psico Energetico Informato, nel quale viviamo e che quando siamo ammalati, diminuisce di dimensione e varia di colore; la cosiddetta “aura” è il suo primo segmento elettromagnetico; esso risuona con i colori dall’infrarosso all’ultravioletto nella materia ed è riflesso anche nei vari colori delle iridi che troviamo.
Nell’Uovo oculare è “inserito o proiettato” tutto il corpo umano; analogicamente l’Uovo o campo energetico informato contiene l’immagine, proiettata del corpo fisico ed è inserito a sua volta in un immenso “Corpo pensante”, la Vita nel corpo dell’UniVerso.

Il “buco pupillare”, è il riflesso dell’’Ego/IO e rappresenta nel finito, il “grande nulla” ovvero l’InFinito; ciò significa che l’Ego/IO è un Punto dell’Infinito che manifesta se stesso per comunicare con gli altri infiniti punti e quindi definirsi e definire l’Infinito; egli è proiettato/riflesso nel buco pupillare.

Saper creare e mantenere il processo Osmotico, lo scambio biochimico, elettromagnetico, informazionale, nei giusti rapporti fra l’Ego, il “buco nero” dell’Infinito e la Sua manifestazione, la fisicita': gli Elettroni, gli Atomi che compongono il Campo Psico Energetico Informato, le Molecole, le Cellule, gli Organi, i sistemi, l’Ambiente esterno l’Universo; ciò significa poter raccogliere il maggior numero di informazioni sulla Vita e vivere Godendo una Perfetta Salute.
L’Ego/IO/NOI, il “dentro” dello Spirito nel corpo, per comunicare con il “fuori”, l’Ambiente (per Ambiente si intende Tutto ciò che sta fra l’Ego ed i confini dell’Universo) e tendere così all’Infinito le sue Consapevolezze sulla Vita che tende all’Infinito.
 

Lo Stress e' anche un sintomo di determinate carenze di minerali e vitamine, cioe' sintomo anche di malnutrizione.
L’unico e vero mezzo per determinare realmente le necessità Termico/Nutrizionali di ogni individuo, è quello di riuscire a capire completamente tutti i cambiamenti psico/fisici a cui il soggetto va incontro nel suo vivere quotidiano, nel suo adattamento allo “stress”.
Se i meccanismi naturali difensivi automatici rispondono in pieno alle sue necessità, le funzioni della tiroide e delle surrenali rispondono ai fabbisogni energetici dei momenti stressanti e l’omeostasi si riordina; se al contrario la produzione di energia è insufficiente lo stress imposto alle stesse ghiandole per lungo tempo, le esaurisce, diventano carenti croniche ed al limite tendono a non funzionare più, ma quello che ancor più grave è che sotto lo stress, le surrenali inviano l’ordine ai reni di drenare, distillare, più sostanze vitali del necessario, in modo che queste finiscano nell'urina; questo per favorire l’ammalamento di qualsiasi malattia, in quanto quest’ultima è la Giusta conseguenza delle Trasgressioni Etiche che l’Essere produce, essendo Incoerente con le Leggi che regolano i sistemi Viventi esistenti nella Manifestazione Universale.

Questo decadimento funzionale porterà inevitabilmente ad uno squilibrio energetico ed a una patologia sicura.

Analizzando questo problema seriamente e da vicino potremo però con un giusto apporto nutrizionale, e ribevendo la propria urina, e/o supplementare l'alimentazione appropriata con delle micro diete e quindi invertire la tendenza ghiandolare e mantenere condizioni adatte alla normale produzione energetica di queste importanti funzioni.

La produzione energetica dipende quasi esclusivamente dal giusto rapporto fra le colonie Microbiche (riordino della flora batterica intestinale) esistenti, Vitamine, Minerali e sostanze vitali.
vedi anche: Protocollo della Salute

 

Il ciclo di interdipendenza che, attivato dal Pensiero/Psiche, (conscio od inconscio) genera a tutti i livelli lo stress e quindi la malattia, lo ricordiamo ancora una volta, è questo: la Psiche sottoposta a Stress di Incoerenza rispetto alle Leggi dei Giusti rapporti con la Manifestazione della vita nell’UniVerso, attiva l’Ipotalamo e l’Ipofisi (ghiandola endocrina posizionata al centro del Cranio), la quale invia opportuni messaggi bio elettrochimici alle Surrenali, le quali a loro volta attivano i Reni ad espellere più del normale, le sostanze Vitali (vitalie) nell’urina e quindi se quest’ultima viene gettata via, l’organismo si indebolisce man mano che il processo Nutrizionale si và via via depauperando, permettendo quindi la nascita di QUALSIASI tipo di malattia.

Ricordiamo che la Luce inFormata, (le frequenze modulate ricevute o create dall’essere) si memorizza nei corpi viventi, nel substrato che ha alla base la “terra” fisiologica, cioè nei metalli amorfi a base di minerali rari.

Quindi la malattia è chiaramente un metodo che la Natura ha messo a punto per far comprendere all’essere che non deve trasgredire le Leggi della Manifestazione, vivendo una vita di Incoerenza, in quanto egli, se continuerà nell’incoerenza, somatizzerà sicuramente qualsiasi tipo di malattia; ma comunque essa è la base dalla quale partire per riprendere coscienza su se stessi, sui propri errori e quindi iniziare ad invertire la “rotta” di Vita.

Ogni volta che lo stress compare, vi deve essere un adeguamento del corpo alla produzione di energia e di conseguenza ciò produce una perdita più o meno intensa di tali sostanze, sopra tutto nell’orina.

La modifica dei giusti rapporti fra questi elementi FONDAMENTALI porta SEMPRE ad una mal funzione dei principali sistemi Omeostatici corporei:
 

A) Quello Acido/BASICO, + quello di Ossido -Riduzione modifica i valori di pH, rH, rò dei liquidi del corpo, il terreno, vedi Bio elettronica.

Questa funzione basilare è modificata da vari cofattori: disequilibrio idrico/salino; mal funzione del processo di nutrizione cellulare; squilibrio cronico dieto-alimentare; insufficiente funzionalità endocrina (ghiandolare); mal funzione polmonare respiratoria.
 

B) Quello IDRICO/SALINO (precipitazione e conseguente accumulo di determinati minerali con produzione di elementi tossici, (virus mutati, prioni, parassiti, tossine, ecc.) questi giusti rapporti Termico/Nutrizionali devono mantenersi entro determinate tolleranze, pena la mal funzione e l’intossicazione di tutto l’organismo.

La diminuzione o l’aumento sopra tutto degli elettroliti porta inevitabilmente a ridurre gli scambi che avvengono attraverso le membrane delle cellule ed ecco che gli organi interessati passano ad una ipo funzionalità; (ecco perché il citrato di potassio o ancor meglio l’Ascorbato di Potassio sono indispensabili per coloro che accumulano minerali nell’organismo, ammalando le cellule per intossicazione e somatizzando patologie degenerative in modo veloce), salvo l’assunzione quotidiana della propria urina
 

C) Quello del SISTEMA ENDOCRINO (mal funzione sopra tutto delle ghiandole e delle correlazioni fra i vari sistemi ad esso collegati).

L’importanza del giusto equilibrio ormonale è noto a tutti ed in questo sistema dobbiamo dire che si tratta di interazioni fra le varie ghiandole che lo compongono e che quando vengono ad essere compromesse vi è una disfunzione totale del sistema.

Antagonismo diretto fra timo e surrenali; pancreas endocrino e surrene; surrenali e gonadi e paratiroide; gonadi e timo e ghiandola pineale.

L’unica che può essere considerata la “direzione” del sistema, è la ghiandola ipofisaria ma la sua mal funzione può influenzare logicamente TUTTE le altre.
 

D) Quello del SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (squilibrio fra simpatico e parasimpatico).

Questa mal funzione del SNA è sempre la concausa primaria di ogni disturbo “psico somatico”; la dominanza di una delle 2 parti del SNA, Sistema Nervoso Simpatico (SNS) e quello Parasimpatico (PSNS), porta inevitabilmente alle patologie psico/fisiche.
 

Il controllo sul SNA si può effettuare con:

1) Controllo Nutrizionale, compresa l'assunzione della propria urina.

2) Per mezzo dell’articolazione Temporo/Mandibolare.

Le lussazioni dell'Atlante e le mal occlusioni dentali sono fra le principali cause di tale anomalia; (esiste una tecnica manipolativa Osteopatica, Chiropratica, Kinesiologica adatta per normalizzare tale disfunzione) oltre a modificare le mal occlusioni presso un serio dentista capace.

3) Per mezzo del controllo Cranio/Occipito/Sacrale.

(esiste una tecnica manipolativa adatta Osteopatica, Chiropratica, Kinesiologica, che lavora sopra tutto sul sistema neurovegetativo, per normalizzare tale disfunzione).

Qualsiasi disturbo è sempre la risultante di variazioni funzionali di questi sistemi omeostatici.
 

Vi sono sempre nella mal funzione due “opposti funzionali” chiamati: IPERfunzione od IPOfunzione che facilmente producono sintomi simili, pur provenendo da concause opposte.
 

Ricordiamo che la pancia ha il suo cervello di sotto (intestino) o encefalo enterico, con la sua rete di innervazioni, dalle pareti dello stomaco e dell’intestino, rete che è in correlazioni con i due rami del sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) con circa 100 milioni di neuroni, in grandissima parte autonomi dal cervello di sopra a cui è certamente collegato ma da cui non dipende per il suo funzionamento anche e sopra tutto per i sensori (terminazioni nervose) delle mucose interne delle viscere (stomaco ed intestino); la prova sta nel fatto che recenti scoperte hanno dimostrato che interrompendo le connessioni fra cervello superiore e quello di sotto, quest’ultimo continua a funzionare autonomamente.

Questo cervello (di sotto) è in stretta relazione con il sistema endocrino, perché nell’intestino vi operano cellule endocrine sparse nella sua mucosa e lo è anche con il sistema immunitario, inteso come organo di senso e di riconoscimento, che nell’intestino ha la sua principale funzionalità con appositi sensori e con un’ampia rete linfatica ove circolano i linfociti inviati dal sangue in tutto l’organismo, per “riconoscere” ciò che serve alla vita ed alla protezione totale del corpo per la sua migliore sopravvivenza.
La nostra pancia è un potente complesso neuro, endocrino, immunitario integrato, che svolge complesse funzioni in gran parte autonome, avendo reazioni immediate con cibi e sistema informatico del cervello di sopra (nel cranio), quindi con interazione istantanea con le InFormAzioni, emozioni, lo stress ed i Conflitti dell’Essere stesso; infatti ad ogni forte situazione di stress, tutta la pancia reagisce bloccando od accelerando la peristalsi intestinale, l’evacuazione della orina e con l’aumento o la diminuzione dell’appetito.
Noi “sentiamo” inconsciamente ogni avvenimento, con la pancia, che è il nostro recettore più sensibile. 

I cicli (bioritmi) biologici, personali ed ambientali (variazioni ioniche dell’atmosfera ecc.), sono determinanti per la “sincronizzazione” delle varie funzioni vitali di tutto il sistema corporeo, quindi anche le malattie stagionali, NON dipendono da virus e batteri (vedi influenze) , ma bensì dalle variazioni iono-psico (alterazioni ioniche - elettroniche - dell'atmosfera + le errate informazioni su cosa e' la salute o la malattia) del “Terreno”, i liquidi corporei, - vedi  Bio Elettronica - interdipendenti ed interrelazionate con l’ambiente esterno.
I ritmi biologici corporei (endogeni) che sono caratteristici di ogni specie, hanno una origine genetica, ma sono sincronizzabili con l’habitat biologico esterno e l’ambiente sociale, che a loro volta interreagiscono con l’UniVerso.

Lo stress desincronizza questi ritmi creando caos nei sistemi corporei.

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Scala dei Valori STRESSANTI
(messa a punto dal Prof. T.H. Holmes e R.H. Rahe dell’Università di Washington nel 1967)
 

EVENTI STESSANTI:  

PUNTI    

Morte del Coniuge
Divorzio 
Separazione fra Coniugi  
Carcerazione
Morte di un famigliare stretto
Malattia o ferita  
Matrimonio 
Licenziamento  
Riconciliazione coniugale
Pensionamento 
Malattia di un famigliare
Gravidanza
Difficoltà sessuali
Acquisizione di un nuovo membro della famiglia
Riassesto negli affari
Mutamento delle condizioni finanziarie 
Morte di un amico stretto
Cambiamento di lavoro
Aumento di conflittualità con coniuge
Creazione di mutuo oltre i 25.000 Euri 
Preclusione di mutuo o di un prestito
Mutamento di responsabilità sul lavoro
Abbandono della casa di un figlio
Disaccordo con i parenti 
Rilevante successo personale
Moglie inizia o cessa un lavoro
Inizio fine scuola
Cambiamenti nelle condizioni di vita
Correzioni delle prime abitudini di vita  
Fastidi con un superiore
Mutamenti di orario e condizioni di lavoro

100 
73
65
63
63
53
50
47
45
45
44
40
39
39
39
38
37
36
35
31
30
29
29
29
28
26
26
25
24
23
20

Studi condotti da P. Cugini (ricercatore italiano) hanno dimostrato che, il soqquadro dei sistemi oscillatori è pressoché universale e tende a peggiorare in rapporto alla gravità ed alla permanenza della condizione stressante, coinvolgendo i sistemi biologici corporei, quelli ambientali e sociali”.

Pur non conoscendo che una minima parte del cervello totale (ghiandole endocrine essi stessi, quello di sopra, quello di sotto e della complessa rete di neuroni anche autonomamente intelligenti con le loro molteplici funzioni, abbiamo compreso e ciò solo recentemente, che innanzi tutto è la struttura più complessa che l’UniVerso conosciuto abbia creato e che i 2 Cervelli ed il sistema neuro endocrino, devono essere visti come un computer complesso, definibile come una rete di micro computers (PC) con i Chips, che sono i neuroni (nel solo cervello di sopra ve ne sono circa 100 miliardi, con 1 milione di miliardi di contatti o sinapsi ed ognuno di essi può essere “contattato” da un minimo di 50 sinapsi ad massimo di 100.000), le ghiandole endocrine, gli ormoni ed i linfociti (altri chips del cervello immuno-mobile) con possibilità indipendenti, ma collegati a due computer “server”, (cervello di sopra e di sotto) con un programma (software) unitario indirizzato alla migliore sopravvivenza con il minor danno in un “network” elettronico (di tipo psico/bioelettrico) o dialogo informazionale continuo (cybernetico), per poter acquisire informazioni di qualsiasi tipo, riguardo alla Vita stessa ed alla sua Manifestazione nell’UniVerso.
 

Con Hans Selye nel 1936, si è aperta la via alla comprensione di questi complessi meccanismi perché egli descrisse e segnalò lo stress come un aumento fisico e funzionale della “corteccia” surrenale (parte delle ghiandole surrenali) o “cortico surrenale”, una riduzione od atrofia della ghiandola del timo, posta dietro lo sterno, che svolge un ruolo fondamentale nel sistema immunitario e quella delle ghiandole linfatiche, determinando anche la comparsa di mal funzione immediata e riflessa di tutti gli organi, sistemi e parti del corpo, per mezzo del “network” immunitario con i “neuropeptidi”, sostanze prodotte da tutto il sistema del cervello totale, stimolano in primis l’ipofisi e quindi tutte le altre ghiandole del sistema endocrino a secernere o rallentare la produzione, di certe sostanze, in genere ormoni, messaggeri di informazione.

Lo stress è l’essenza della vita, ma se questo persiste oltre certi limiti ai quali siamo “tarati” (stress senza cattivo stress), esso si ripercuote contro il sistema stesso (corpo) che dovrebbe aiutare a sopravvivere.

E’ la cronicità derivante dalla non soluzione del Conflitto esistente fra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere, che tiene sotto pressione l’essere (psico/fisico), quello che genera il malessere (essere nel male) e quindi la malattia od azione del male, perché genera perdita di sostanze vitali che finiscono nell’orina che viene gettata - vedi Urino terapia -, quindi depressione spirituale, generando contemporaneamente mal nutrizione cellulare e corporea, con alterazione del metabolismo delle cellule stesse e quindi alterazione termica detta infiammazione e di conseguenza immuno soppressione cioè caduta delle difese immunitarie, circolo vizioso dal quale si esce rimuovendo la causa che genera il tutto: il Conflitto Spirituale che genera stress cronico, infiammazione, depressione, alterazione del peso.
 

Lo stress che genera maggior danno, lo ricordiamo, è quello generato dalla “convinzione” di non potere uscire dal conflitto esistente, che “crea” tutte le malattie e sopra tutto quelle degenerative che portano precocemente alla morte.

L’infiammazione è un mezzo di difesa del corpo, ma se perdura troppo (oltre i limiti della propria “taratura”), diviene ulteriore fonte di concause e mette nei guai tutto il sistema corporeo: psico/neuro, endocrino, gastrico, intestinale, immunitario. Essa è anche e sempre strettamente correlata “sincronizzata”, alle azioni/reazioni bio elettroniche indotte dall’aria, acqua, terra, fuoco, gli elementi base dell’ambiente esterno al corpo, ma essa è   “accesa” dall’energia del “Conflitto” Spirituale dell’essere stesso.

Con la cronicità del Conflitto irrisolto = stress cronico, infiammazione, Intossicazione, acidosi, generalizzate su tutto il sistema corporeo, la malattia od azione del male è assicurata.
 

I medici dell’era prima dell’avvento degli antibiotici affermavano che: “il Terreno è tutto ed il batterio è nulla”, essi avevano perfettamente ragione, dopo la "sbornia e lo stress" provocati dall'uso dell'antibiotico su tutti i sistemi, occorre ricostruire per esempio il ciclo del sistema immunitario, leso dalla perdita della flora batterica simbiotica intestinale (che ne è la base) perché il ciclo si ricostituisca.

Il coinvolgimento del sistema immunitario segue la via di tutte le mucose: stomaco, intestino, naso, bocca, faringe, trachea, bronchi, polmoni, vagina, in quanto abbondantemente associate al tessuto linfoide.
L’infiammazione a sua volta altera la funzionalità di organi e sistemi, producendo la caduta totale della funzionalità del sistema intero corporeo, generando depressione e quindi nuova immuno soppressione, con la ulteriore perdita contemporanea di sostanze vitali nell’urina.

Riprendere possesso della ConoScienza, dell’inFormAzione sul come mantenere o ripristinare la Salute è la BASE per mantenersi sani ! ecco lo scopo di questo trattato.
vedi Protocollo della Salute

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Una coppia felice fa vivere più a lungo, ma è difficile sopravvivere al partner
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Succede, soprattutto nelle coppie di lunga data, che la morte di uno dei partner sia seguita, nel giro di pochi giorni o settimane, da quella dell'altro. Il senso comune ha sempre attribuito questi decessi al dolore causato dal lutto, e un'analisi condotta nel 2011 dall'Università di Harvard (Usa) e di Yamanashi (Giappone) sui dati di 2,2 milioni di persone, già confermava questa credenza: nei 6 mesi successivi alla perdita, per il coniuge sopravvissuto, indipendentemente dalla sua età ma in misura maggiore se è maschio, il rischio di morte aumenta del 41%. 
Uno studio inglese, pubblicato quest'anno su Jama Internal Medical, è giunto a conclusioni molto simili. Nel mese successivo alla morte del partner, il rischio di infarto e di ictus, per chi rimane solo, raddoppia.
La “sindrome del cuore spezzato” come è stata soprannominata dagli scienziati, deriva principalmente dallo stress emotivo provocato dal lutto (che causa tra l'altro un picco nel rilascio di adrenalina). Non è però solo il sistema circolatorio a sopportare i colpi e la fatica della sofferenza, anche il sistema immunitario si indebolisce, esponendo a un maggiore rischio di infezioni.
E ancora, secondo gli scienziati, sono da studiare gli effetti negativi sull'organismo del brusco stop nel rilascio nel cervello delle sostanze legate alle relazioni felici, quelle che si aumentano con le carezze e la vicinanza emotiva, come dopamina (neurotrasmettitore) e ossitocina (ormone).
By  Patrik Giardino – Corbis - Tratto da: Focus.it


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Ipertensione e tachicardia: per la prima volta uno studio italiano dimostra perché lo stress uccide - Incertezza. Frustrazione….ed il sistema nervoso esplode in azioni anomale e patologiche
Di lavoro non si muore. Ma sicuramente ci si può ammalare, con chiari effetti concreti come aumento della pressione, tachicardia e fastidi all'apparato digerente.
Perché lo stress non è solo psicologico. E, soprattutto, se cronico, può davvero porre le basi per possibili malattie future.
A provarlo è una ricerca condotta su un centinaio di colletti bianchi di una grande multinazionale della chimica, la DuPont, con sede a Milano.
Lo studio, pubblicato sulla rivista "Hypertension" che ha dedicato l'editoriale a questa ricerca tutta italiana, è stato inte­ramente condotto all'interno dell'azienda nel periodo della ristrutturazione. Una fase complessa, in cui le persone temono per il proprio lavoro o sono comunque preoccupate per un possibile mutamento delle mansioni.
«La ristrutturazione è sicuramente un momento di grande impatto su chi lavora, perché assomma diverse condizioni in grado di indurre stress», fa notare Daniela Lucini, autrice della ricerca che lavora al Centro di ricerca sulla terapia neurovegetativa dell'Ospedale Sacco di Milano.
«Si sommano infatti tre situa­zioni psicologicamente stressanti che hanno un impatto immediato sul sistema nervoso centrale: la paura di perdere il lavoro, l'impossibilità di controllare quanto avviene perché i cambiamenti sono decisi da altri, il rischio che si modifichi la condizione operativa di ogni giorno. Il nostro studio ha considerato un centinaio di dipendenti di questa grande azienda, che sono stati seguiti e studiati in ufficio. Ci ha permesso di dimostrare che lo stress non è solo una reazione psicologica, ma può essere valutato e misurato anche in termini clinici e diagnostici ben definiti. Ma soprattutto che questa condizione può essere trattata nel tempo, direttamen­te sul posto di lavoro».

L'indagine ha preso in esame volontari sani sottoposti a una batteria di test, poi confron­tati con i valori di una popolazione di controllo, composta anch'essa da persone sane ma senza la tensione indotta dalla spada di Damocle della ristrutturazione.
I risultati dimostrano chiaramente che nella popolazione sottoposta a stress lavorativo, oltre a uno stato di sofferenza psicologica, si ha un incremento medio della pressione arteriosa.
E soprattutto sono presenti spesso i sintomi legati all'attivazione cronica del sistema ner­voso autonomo, come respirazione accelerata, disturbi digestivi, tachicardia. Proprio l'effetto sul cuore è un parametro delle moderne misurazioni dello stress.

Lo studio milanese ha analizzato la sequenza dei battiti cardiaci registrata, per cinque minuti, nei lavoratori del campione e l'ha poi confrontata con un'analisi analoga effettuata sulla popolazione di controllo. Spiega Lucini: «Visto che il battito del cuore non è re­golare, ma variabile, con una valutazione di cinque minuti si possono avere informazioni importanti su come la frequenza cardiaca viene controllata dall'azione del sistema nervoso autonomo, da cui dipendono molti sintomi dello stress ».
Questo test è alla base della valutazione neurovegetativa, non è invasivo, è ripetibile, ed è utilizzato in tutte le occasioni in cui è importante indagare il funzionamento del sistema nervoso autonomo, ad esempio nei malati di ipertensione arteriosa, in quelli che hanno sofferto un infarto miocardio, nei diabetici.
Oggi è il test principe, anche se non il solo, della misurazione dello stress. Perché questo dimostra, da ultimo, lo studio milanese: che lo stress è patogeno e si misura. E non è uno studio isolato: ancorché mol­to importante, è solo l'ultimo di una serie.

Una ricerca condotta in Israele, su 677 lavoratori di mezza età, apparsa su "Psychosomatic Medicine", indica che l'eccessivo stress professionale potrebbe addirittura aumentare il pericolo di ammalarsi di diabete. «Lo stato di stress da lavoro è cronico ed è associato a un maggior rischio di diabete analogamente ad altri fattori di rischio come l'alto indice di massa corporea, il fumo e la mancanza di attività fisica», spiega il coordinatore dello studio, Samuel Melamed, dell'Università di Tel Aviv: «I ricercatori hanno notato che i lavoratori stressati con pressione alta presentavano un rischio quattro volte maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2 della popolazione generale»
Insomma, lo stress fa male
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E non quando è associato a una situazione particolare, legata ad esempio ad un test professionale o a un colloquio importante, ma quando è generatore di una tensione cronica che si scarica sull'organismo.
Quando il carico di lavoro e la tensione emotiva diventano eccessivi, i problemi superano le nostre capacità di gestirli, la motivazione manca o non si riesce più ad avere il controllo della situazione, ecco che possono iniziare i problemi. «Lo stress negativo nasce quando esiste un disequilibrio tra le richieste e le nostre risorse», spiega Massimo Pagani, docente di Medicina Interna all'Università di Milano, ospedale Sacco: «In questi casi una condizione emotiva come la paura di perdere il lavoro o il timore di profondi mutamenti in ambito professionale possono tradursi in sintomo fisico o malattia vera e propria».
Per capire come questo possa accadere si può pensare ad una situazione acuta, un momento clou della nostra vita. È esperienza comune percepire il cuore che batte forte, lo stomaco che si stringe, l'agitazione e la mente che non ricorda nulla.

Tutti questi sintomi sono fisiologici, perché si tratta di una normale risposta dell'organismo. Infatti in seguito a un evento emotivo, indotto ad esempio dalla consapevolezza di una condizione difficile o pericolosa, alcune parti del nostro cervello inviano impulsi nervosi ad alcuni centri specializzati (centri che controllano il sistema nervoso autonomo, l'ipotalamo) dai quali partono dei veri ordini che raggiungono i nostri organi periferici facilitandone l'azione e inducono la secrezione di alcuni ormoni particolari, come il cortisolo o le catecolamine.
Risultato: il battito cardiaco accelera, lo stomaco "si stringe".
Ma finito il momento clou, tutto torna nella norma. «Se invece la condizione di stress si mantiene nel tempo ed è prolungata, cioè esiste uno stress cronico, ecco che l'attivazione del sistema nervoso autonomo che manda fuori controllo le funzioni dei nostri organi permane, e di conseguenza si mantengono anche i sintomi», spiega Pagani: «Stanchezza, mal di testa, cuore che batte forte, disturbi gastrointestinali, difficoltà a riposare e dolori muscolari possono diventare presenti anche in momenti di apparente tranquillità e senza che vi sia una malattia che li possa giustificare».
Ovviamente sulla risposta soggettiva allo stress cronico incidono molto altri elementi: le caratteristiche individuali, il comportamento che la persona assume in modo consapevole o meno in conseguenza dell'evento stressante, la percezione dello stress da parte dell'individuo.
Insomma: predisposizione genetica, psicologia del soggetto, eventuali condizioni cliniche preesistenti come patologie cardiovascolari o diabete, fumo, l'abuso di alcol sono tutti fattori che giocano un ruolo chiave nel determinare l'effetto dello stress sull'organismo e nel favorire alcune patologie come l'ipertensione o le aritmie.

Ma si può vincere, lo stress da lavoro ?
Le tecniche sono molte: da quelle di rilassamento mentale e muscolare, alle terapie psicologiche individuali o di gruppo, passando per il recupero delle buone abitudini come una regolare attività fisica, il controllo dell'alimentazione e l'addio al fumo.
Ma proprio dalla ricerca condotta a Milano emerge un modello promosso a pieni voti da "Hypertension".
Si basa su una tecnica di intervento che promette di salvare mente, cuore e rendimento: trasformare la pausa pranzo in una scuola di benessere, con un programma specifico fatto di lezioni ad hoc, dieta sana anche in mensa, attività fisica in palestra e allenamento al relax.
«Abbiamo sviluppato una serie di interventi sulle persone che liberamente hanno deciso di sottoporsi a questo trattamento», conclude Lucini. «Una volta alla settimana sono stati approntati corsi di ginnastica respiratoria attiva sul sistema nervoso autonomo, e sono stati effettuati nel tempo alcuni incontri per aiutare le persone, fornendo strumenti per la gestione del cambiamento.
Dopo un anno di osservazione sono stati ripetuti i test strumentali e psicologici condotti all'inizio dello studio, e nei dipendenti che avevano seguito questo training la situazione generale è migliorata
».
Uno studio pilota, s'intende. E per tutti gli stressati senza programmi ad hoc ?
Una ricerca condona all'Università di Atene promuove la classica "pennichella" postmensa.  
Chi schiaccia un pisolino pomeridiano avrebbe un rischio inferiore del 34 per cento di morire per problemi di cuore, e la riduzione arriverebbe fino al 64 per cento nel caso dei maschi che lavorano.

Commento NdR: quello che questi ricercatori non dicono e’ che le Condizioni fisiologiche (sopra tutto intestinali) e capacita’ di reagire, fanno la differenza, le condizioni genetiche non sono molto influenti, mentre un’intestino in disordine per cattive abitudini alimentari, uso di Farmaci e Vaccini portano il sistema nervoso enterico ad uno stress cronico e quindi a predisporsi a qualsiasi malattia, per malnutrizione indotta dalle intossicazioni, infiammazioni, acidosi sempre presenti quanto l’intestino e’ in disordine, se poi vi sommiamo lo “stress psicologico” la malattia e’ sempre piu’ grave !

Quanto pesano i problemi degli altri
Cosa hanno in comune medici, infermieri, poliziotti, giudici e insegnanti ? A prima vista poco o niente. Ma scavando si scopre che tutte queste professioni si "occupano" di altre persone, facendosi spesso carico dei loro problemi. E quindi chi lavora in questi settori è a rischio di una nuova, insidiosa patologia: la ”Sindrome da Burnout”. Che può portare a conseguenze pesantissime, a sintomi psicosomatici come mal di testa, tensione muscolare, ipertensione, difficoltà nell'andare di corpo regolarmente e un incomprensibile affaticamento. Nelle forme più gravi si può arrivare a depressione e insonnia. Non solo.
La Sindrome da Burnout si presenta, sotto il profilo soggettivo, con tre sintomi predominanti e in successione: fatica, cinismo e inefficienza. L'esaurimento viene considerata la prima reazione allo stress prodotto dalle richieste di lavoro o da cambiamenti significativi.
La persona in queste condizioni sente di aver superato il limite massimo sia a livello emozionale che fisico, fino ad essere quasi prosciugata, incapace di rilassarsi e recuperare. Poi si passa al cinismo, che può essere considerato il segnale della seconda "fase" sintomatologica. Infatti quando una persona diventa cinica assume un atteggiamento distaccato nei confronti del lavoro e delle persone con cui si relaziona in questo ambito. In pratica, secondo le chiavi di interpretazione psicologica, il cinismo può essere considerato come una reazione difensiva, nel senso che rappresenta il tentativo di proteggere se stesso dall'esaurimento e dalla delusione.
Infine l'inefficienza è forse l'indice più grave del burnout, perché quando un individuo si sente inefficiente cresce il suo senso di inadeguatezza: qualsiasi progetto, atto anche a migliorare la sua condizione, viene vissuto come opprimente. Si perde la fiducia di poter realizzare qualcosa di valido e si perdere la fiducia in sé stessi. Secondo gli esperti la sindrome da burnout è legata ai cambiamenti sostanziali avvenuti nei posti di lavoro e nel modo in cui si lavora.
Oggi infatti il posto di lavoro viene considerato freddo, ostile ed esigente sia sotto l'aspetto economico che psicologico. Il che sfinisce a livello emozionale, fisico e spirituale molti operatori.

Come migliorare la situazione ?
Prima di tutto occorre dar modo alle persone di sentirsi realizzate nell'ambito della propria attività. Evitare che i valori umani della professione, ad esempio del medico o del poliziotto, scendano molto più indietro rispetto a quelli economici, che debbono risultare soddisfacenti: progetto che prevede una rivisitazione della struttura aziendale. Infine, un approccio corretto a questa problematica prevede un "checkup" dell'organizzazione, da ripetersi con regolarità nel tempo.
Ma soprattutto occorre che i dipendenti non subiscano un processo, ma contribuiscano a stabilire cosa verrà valutato e nel completare il controllo finale. Solo così i risultati ottenuti potranno riflettere il punto di vista di tutti e quindi potranno fornire un quadro accurato dell'intera organizzazione.

Come si misura lo stress ?
Nei centri di ricerca si arriva ad utilizzare strumenti particolarmente sofisticati, come la risonanza magnetica funzionale e la Pet, che possono dimostrare la "rete" del sistema nervoso all'interno dell'encefalo e addirittura fornire risposte "dinamiche" su quanto avviene nel cervello nelle fasi di stress. Nella pratica, sia in diagnostica che in terapia, si utilizzano misurazioni più semplici.

Misurazione Ormonale
Può essere utile seguire il ritmo circadiano del cortisolo, un ormone dello stress, con esami fatti al mattino e alla sera. L'esame viene effettuato sulla saliva.
Per valutare lo stato di tensione può essere indicato anche il controllo di marcatori infiammatori come le citochine, ma attualmente questa misurazione può essere considerata solamente sperimentale.

Ritmo Cardiaco
Questo test valuta le oscillazioni del ritmo cardiaco, cioè come si modifica il ritmo dei battiti del cuore in un determinato periodo di tempo. Si pratica registrando un elettrocardio­gramma continuato, poi attraverso un'analisi di spettro si valutano i tempi necessari per il compimento di un intero ciclo del cuore (intervallo Rr).
Questo test fornisce informazioni sia sulla regolazione "simpatica", cioè non controllabile dal nostro sistema nervoso, sia sull'attività del nervo vago a carico del nodo del seno. Questo è una sorta di centralina riccamente innervata e pronta a ricevere segnali ormonali per cui un'alterazione sugli stimoli in arrivo si "scarica" sul ritmo cardiaco.
Le oscillazioni sono nascoste nelle piccole variazioni del ritmo cardiaco, e vengono studiate sia a riposo che in risposta a uno stimolo eccitatorio, come la posizione eretta o il Tilt test (con la persona sdraiata a testa in giù).
Questa semplice variazione determina una attivazione simpatica con conseguente tachicardia e amplificazione delle oscillazioni a bassa frequenza. Alterazioni sia del ritmo a riposo che della sua risposta sono indicatori, in un contesto clinico, di livelli di stress.
In genere questi indicatori sono correlati statisticamente (forse causalmente) a variazioni del livello di percezione sia dello stato di stress (questionario) che di sintomi soggettivi fastidiosi, che potrebbero simulare una patologia (aritmia, ipertensione, dolore toracico, insonnia). In casi più impegnativi possono essere impiegate le registrazioni per 24 ore dell'elettrocardiogramma con l'esame Holter, che per questi controlli richiede l'impiego di specifici programmi di analisi.

La felicità abbassa la pressione
La pressione arteriosa media è un indice affidabile della serenità degli abitanti di un paese. Quanto più è bassa, tanto più le persone si sentono felici.
È la conclusione di una curiosa ricerca condotta all'Università di Warwick, in pubblicazione su "National Bureau of Economie Research", che per la prima volta ha correlato l'indice di felicità di una nazione con la pressione dei suoi abitanti non solo con la loro ricchezza. «Abbiamo trovato che l'ipertensione rappresenta un parametro molto affidabile per valutare lo stato generale di serenità degli abitanti di una nazione».
I risultati non sono certo consolanti per il nostro paese.
Ai vertici del benessere ci sarebbero gli abitanti dei paesi nordici, Finlandia esclusa, seguiti da Olanda, Irlanda, Francia, Lussemburgo. L'Italia si trova nella seconda metà della classifica e precede paesi come la Germania e il Portogallo.
Lo studio ha preso in esame 15 mila persone in numerosi stati del vecchio continente.
A ognuno sono state chieste informazioni sulla vita, sul livello di soddisfazione generale, sullo stato di salute generale con particolare riferimento alla condizione psicologica. Infine sono stati valutati i livelli di pressione arteriosa e si è considerata anche l'ipertensione pregressa. I valori pressori, a detta di Andrew Oswald dell'Università di Warwick, potrebbero diventare in futuro un fattore chiave per valutare lo stato di salute economico e psicologico di un'intera nazione.

Questa tecnica prevede l'apprendimento di modalità di respirazione particolarmente salutari.
Si possono usare anche tecniche di feed back muscolare, per favorire il rilassamento o anche tecniche di feed back più complesse, miranti a favorire una condizione elettroencefalografica particolare chiamata ritmo alfa.
Molto semplice è anche il feed back termico. In questo caso il rilassamento si associa a vasodilatazione e aumento di temperatura superficiale, per cui il paziente riferisce un piacevole senso di calore.
Tratto da: L’Espresso, Apr. 2007
vedi:   Stress  e FUNZIONI Vitali - 2

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Anche di fronte a stimoli di bassa entità, si manifesta un'attività dell'amigdala molto superiore a quella presente nei soggetti normali

L'esposizione a un grave trauma può provocare modificazioni cerebrali capaci di indurre anche a distanza di anni reazioni spropositate di fronte a gesti innocui, anche in persone che non soffrano o abbiano sofferto, in seguito all'evento, di disturbo post-traumatico da stress (PTSD).
Lo afferma una ricerca svolta da psicologi del Weill Medical College della Cornell University, pubblicata sull'ultimo numero della rivista Emotion, edita dalla American Psychological Association. Secondo quanto hanno scoperto i ricercatori, il trovarsi coinvolte in una situazione traumatica può avere effetti di lungo termine sul cervello e sul comportamento di persone che non manifestino al momento sintomi clinici rilevabili, effetti che possono aumentare la suscettibilità a successivi problemi di salute mentale. Nell'esperimento, i ricercatori hanno sottoposto un gruppo di persone a risonanza magnetica funzionale mentre venivano mostrate loro fotografie di facce serene e spaventate, così da monitorare il livello di attività delle diverse aree cerebrali e in particolare dell'amigdala, il centro che presiede alla valutazione dell'intensità emotiva e concorre alla formazione della memoria emotiva.

Il campione dei soggetti traumatizzati era costituito da persone che al momento dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 si trovavano a non più di tre chilometri dalle torri gemelle, mentre il gruppo di controllo era formato da persone che all'epoca vivevano a 400 chilometri da Manhattan e che si erano trasferite a New York solo successivamente.
Dall'esame delle risonanze è risultato che, di fronte al pur ridotto stimolo visivo rappresentato dai volti impauriti, nei soggetti "traumatizzati" (anche in quelli non soffrivano di PTSD, depressione o ansia patologica) si manifestava un livello di attività dell'amigdala notevolmente superiore a quello presente nel gruppo di controllo. "Da tempo sappiamo che l'esposizione a un trauma può rendere successivamente più suscettibili a problemi mentali", ha detto Barbara Ganzel, che ha diretto lo studio. "Questa ricerca ci fornisce indicazioni sulla biologia sottostante a questa vulnerabilità, e aiuta a darci un'idea su come meglio aiutare queste persone."
Fonte: Le Scienze - 07 maggio 2007

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IMPORTANTE per i ragazzi e per gli adulti
A volte, quando i ragazzi affrontano periodi di stanchezza l'alimentazione può venire loro in aiuto.
Alcuni cibi contengono sostanze in grado di aiutare a stimolare il cervello, e a riequilibrare le membrane cellulari nervose.
Se i nostri adolescenti cambiano umore ogni momento, si chiudono nel loro mondo e lontano dai pasti li vediamo rimpinzarsi di cioccolato, focaccine, merendine, forse possiamo cercare la causa dei loro comportamenti nello stress e aiutarli a mangiare meglio, per risolvere “da dentro” i problemi.
Il magnesio per esempio, (NdR.ma non e' il solo minerale utile)  è particolarmente indicato contro i disturbi del comportamento e gli spasmi nervosi. Si trova soprattutto nei cereali integrali, poi anche nelle verdure crude a foglia verde, nella carne, nel latte, nei legumi e nelle noci.
La biotina, se non assunta correttamente, provoca depressione. Per integrarla bisogna preferire le uova, le verdure a foglia verde e i piselli.
Quando manca la vitamina PP si può cadere in episodi di irritabilità ! Bisogna mangiare cereali, noci, uova.
L'acido pantotenico quando è carente nell'organismo provoca insonnia e irrequietezza. Si trova nel fegato, nella carne, nei cereali, nelle noci, nelle uova, nel lievito.
Il cromo interviene nei disturbi dell'umore ed è contenuto naturalmente nei grassi, negli oli vegetali, nella carne, nei molluschi, nei cereali.
Lo iodio è indicato contro i disturbi della tiroide che alterano il fisico e la psiche. Si trova nel pesce, nei frutti di mare, nello Yogurt, nel sale, nelle verdure.

Come si può intuire, basta seguire una dieta sbilanciata per incorrere in gravi problemi alimentari:
150 grammi di carne 4 volte alla settimana, 150 di pesce ogni due giorni, 100 grammi di pasta e di pane. Latte ? fino a mezzo litro al giorno e almeno 50 grammi di formaggio o un vasetto di yogurt... e poi anta frutta e verdura CRUDA dopo i pasti.....

Il genitore può fare molto a tavola, ma deve fare molto anche lontano da questa. L'adolescenza è il periodo delle trasgressioni: psichiche, sessuali e intellettuali. Nel cibo i ragazzi diventano più anticonformisti e iniziano a fumare e bere alcolici.
Si inizia spesso dalla birra, più frizzante e piena di schiuma per passare poi al vino e ai superalcolici, specialmente se si passa una serata in discoteca o al bar. Inoltre si frequentano più spesso i fast food: hamburger e patatine fritte, panini e cheeseburgers, gelati e coca cola.
Se sapete che vostro figlio ha pranzato al Mc Donald fategli trovare per cena uno sformato di verdure e del riso !
Tratto in parte da: kidzone.blogosfere.it

Cancro e Pineale - vedi: BioElettronica
 Dopo 25 anni di ricerche il dott. Paolo Lissoni, oncologo della divisione di Radioterapia del San Gerardo è riuscito nel suo intento. Infatti, il National cancer institute di Washington, l'istituto oncologico che divulga notizie scientificamente attendibili, ha corroborato la fondatezza dei suoi studi sulla ghiandola pineale. 
 Lissoni parte dalla teoria di Cartesio che a metà del '600 teorizzava il ruolo della ghiandola pineale (alla base del cranio) come collegamento tra il corpo e l'anima. Infatti, Lissoni si rifà agli antichi filosofi che parlavano di unità della persona tra corpo e anima, dai Magi a Platone, secondo cui la malattia era il distacco dall'universale. Dall'ipotesi filosofica, poi è passato a quella scientifica: la ghiandola produce quattro ormoni (fra cui la melatonina), in alcuni casi utili come antitumorali. 
 Secondo Lissoni non basta curare solo la parte fisica del tumore, ma bisogna occuparsi anche della psiche del paziente, perché la cura della malattia non è semplicemente organica, ma deriva anche da un malessere esistenziale. I quattro ormoni vengono prodotti nelle quattro diverse fasi della giornata, seguendo il ritmo del sole. Le teorie del medico monzese sono state a lungo derise, ma il National Cancer Institute di Washington le ha riconosciute come valide. Lissoni è stato chiamato dal National cancer institute di Washington, il tempio della scienza medica mondiale a cui venerdì riferirà dell'uso dei 4 ormoni prodotti dalla ghiandola pineale. 
 Nel frattempo, il tempio della ricerca internazionale sta compiendo gli stessi studi sugli animali, mentre a Monza Paolo Lissoni ha già una casistica di 2500 pazienti in 25 anni (circa il 15% dei pazienti del reparto).
 Di conseguenza, il San Gerardo si ritrova ad essere l'unico centro al mondo con una tradizione di studio sulla ghiandola pineale
 «Non ho mai voluto spaccare il mondo degli oncologi come fece il professor Di Bella - dichiara il dottor Lissoni - ma auspico l'unione fra gli specialisti del settore, l'unità delle terapie per rendere, per esempio le chemioterapie sempre meglio accettate ed efficaci».