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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


TEORIA dei GERMI
(virus e batteri) che generano le malattie e' FALSA - 2   

 

Continua da e in: La teoria dei Germi e' falsa - 1

La "teoria" dei Germi come causa unica delle "malattie
" e'
FALSA, vediamo il perche'.
 

Non esistono studi pubblicati che DIMOSTRINO inequivocabilmente che i virus, siano le cause delle cosiddette impropriamente "malattie", in quanto dovremmo trovarli anche nei sani e non solo nei malati, anche se i sani non si ammalano; in quest’ultimo caso, quei sani dovrebbero essere identificati come “portatori sani”. Solo ritrovandoli nei portatori sani potremmo iniziare a ridiscutere seriamente il problema
Infatti quegli eventuali portatori sani (che non ci sono), non si ammalano perche’ le condizioni del loro “Terreno” sono talmente buone che i cosiddetti virus (Proteine complesse di lipidi a DNA - non micro organismi) non gli fanno un baffo…
Infatti nelle cosiddette “epidemiesi ammalano solo il 10-15% dei soggetti, l’altro 85-90 % non si ammala….evidentemente i virus non ne sono la causa, ma altre sono le cause (terreno alterato, liquidi del corpo, matrice extracellulare ed intracellulare in disordine e quindi anche il loro sistema immune e’ alterato), per cui quel 10-15% si ammala facilmente, non per colpa dei virus, ma per colpa del Terreno disordinato. Quelle sono le VERE cause della malattia, e non i virus…..

Dovremmo anche in questo caso, se vogliamo essere possibilisti ma soprattutto obbiettivi, almeno NON fare affermazioni tipo:
il virus tale, e’ la causa della malattia x od y…ma dire onestamente: non conosciamo la causa …..(come la medicina allopatica, gia' ammette nella stragrande maggioranza dei casi di malattia…vedi i suoi testi di fisiologia umana.
Pero’ per la storia dei vaccini, si devono comunque "incolpare" le proteine tossiche a DNA (virus) ed i batteri, per spaventare le popolazioni, i politici che ignorano la verita’ ed i medici indottrinati che ormai possono essere considerati in mala fede, dato che vi sono oltre 1.000 studi pubblicati che parlano dei GRAVI danni dei vaccini.
Nella realta’ l’ideologia che invoca la patogenicita’ dei virus e’ una Bufala, ben gestita e mai voluta approfondire da nessuno degli “indottrinati” dall’ideologia allopatica, ben gestita da Big Pharma…. attraverso la sua filiera = CDC > FDA > OMS > universita’ > enti > ministeri della sanita’ > ordini dei medici (ove esistono) "scuole di medicina allopatica", generando medici indottrinati ed impreparati.

Vedi QUI come lavora la Natura in agricolture sui vari Terreni agricoli, cosa e come nascono le piantine; la similitudine spiega molto bene come nascono le "malattie" cosiddette dai medici della medicina ufficiale, in realta' solo sintomi dell'UNICA malattia = l'Ammalamento, nei vari Terreni fisiologici, la matrice del corpo umano !

vedi anche:
Teoria dei GERMI - 1 + Studio di un Biologo sulla falsa teoria dei Germi quali cause della malattia + Trasmissione Patologica delle malattie ? + Ecosistemi Microbici + Pleoformismo + Effetto gregge, Immunita' di gregge ? + Batteri autoctoni + Fermenti probiotici + Microbi + Verita' sul cancro - 1 + Verita' sul cancro - 2 + I postulati di Koch + Micoplasma + Come nasce la malattia

PITAGORA KOCH,  le  FARSE e le  VERRUCHE - I principi e le regole naturali, eterne ed immutabili
Esistono dei principi e delle regole naturali che sono eterne ed immutabili, e che qualche mente eccelsa riesce a notare, a scoprire, ad inquadrare in uno schema logico e sintetico chiamato legge, postulato, teorema.
Questo succede in tutte le scienze esatte, siano esse matematica, geometria, fisica, chimica, biochimica o microbiologia. Pitagora aveva una mente universale che copriva tutti i fronti, era un multi-scienziato ante-litteram. Non a caso, illuminò il mondo intero, sia ai suoi tempi che in quelli successivi.
Riuscì a far filtrare il suo sapere attraverso i secoli e i millenni, nonostante la furibonda e demenziale persecuzione attuata nei suoi confronti dalle autorità ecclesiastiche, retroattivamente gelose della sua grandezza che metteva in secondo piano quella del loro Profeta.
Pitagora non era nato in una mangiatoia, al pari di Gesù, ma era pure lui stato concepito da una madre-madonna ingravidata non da un padre comune e naturale ma dallo spirito divino, almeno così voleva la leggenda.
Già questo bastava a  renderlo estremamente scomodo ed ingombrante agli occhi della chiesa.

Pitagora insegnò al mondo il galateo del corpo e dell’anima.
Non ci è dato sapere se Gesù, vissuto 600 anni dopo, fosse al corrente del suo antenato Pitagora.
Possiamo solo dire che, se lo avesse conosciuto culturalmente, ne avrebbe inglobato di sicuro spirito e principi, facendone magari una religione alternativa per sé e per i suoi discepoli.
Avrebbe pure approvato integralmente  I Versi Immortali, il solo scritto pitagorico originale giunto fino a noi.
Pitagora significa, tanto per capirci, Platone, Aristotele e Socrate messi assieme.
Pitagora significa Parmenide, Ippocrate e Galeno riuniti per incanto.
Pitagora significa Orazio, Ovidio,Virgilio, Seneca e Cicerone in unica sintesi.
Pitagora vuol dire padre della naturopatia e del salutismo naturale, della filosofia, della politica, della matematica, della musica, dell’eugenetica, del femminismo.
Egli assorbì magicamente il meglio del meglio del mondo antico, e lo tramandò ai posteri.
Insegnò all’umanità intera il rigore e la precisione, la saggezza e l’educazione, il galateo del corpo e dell’anima.

Un Dio in matematica, un ingombrante vecchio per il resto
Oggi, tutti gli studenti del mondo, dalla California all’Iran,  dalla Svezia al Giappone, lo ricordano grazie ai suoi famosi teoremi sul triangolo rettangolo, dove  il quadrato costruito sull’ipotenusa è sempre uguale alla somma dei quadrati costruiti sui cateti.
Una verità utile ed importante che valeva ai suoi tempi e resta valida oggi, come lo sarà tra 50 mila anni.
Non c’è problema di geometria che si possa risolvere senza ricorrere a Pitagora.
Ma, se nessuno osa contestare Pitagora in termini di matematica, il Pitagora scienziato viene invece tenuto nella naftalina, o meglio ancora sotto la sabbia.
Troppe cose giuste e veraci ha detto.
Troppi insegnamenti illuminanti ha formulato.
Troppe tracce filosofiche e comportamentali di carattere etico e pratico ha lasciato, tutte contrarie e scomode, tutte in netto contrasto con quanto si sta predicando e facendo, nei nostri tempi sregolati ed intrisi di volgarità, imbrogli e materialismo.
Troppi sensi di colpa lascia all’uomo medio di oggi, per essere adottato, come meriterebbe, a simbolo universale del sapere e del sentire.

Chi ignora, snobba, odia Pitagora, fa altrettanto nei riguardi di Leonardo da Vinci
Che si tenga i suoi teoremi, che li insegni pure a tutti i nostri figli, e morta là, è stato il tacito ed univoco motto del mondo contemporaneo.
Già la chiesa lo ha messo all’indice e gli ha bruciato una ad una tutte le sue opere, tutte le sue tracce scritte, facendo un repulisti minuzioso, durato secoli, in tutte le biblioteche e in tutti i monasteri.
Avrà avuto i suoi bravi motivi, concludono gli antipitagorici, spiazzati dal suo rigore etico-scientifico e dal suo fervido amore per la natura e gli animali.
Gli stessi poi che confinano riduttivamente l’eclettico e il pitagorico Leonardo al quadro della Gioconda e ai suoi disegni tecnici di sottomarini, aerei ed elicotteri, ignorando e scartando la sua grandiosa eredità filosofico-etico-medicale.
Quel lascito che si concretizza in quelle due massime che Da Vinci amava ripetere:  Verrà giorno in cui l’uccisione di un singolo animale sarà considerata come orrendo crimine, e, per il settore igienistico, Impara non a curare la malattia, ma piuttosto a mantenere al meglio la tua salute.

Robert Koch: grande medico con una predisposizione per le scienze esatte e la matematica
Robert Koch (1843-1910), medico e batteriologo, fondatore e direttore dell’Istituto per le Medicine Infettive a Berlino, premio Nobel 1905 per la medicina, scopritore del bacillo del carbonchio 1876), di quello della tubercolosi (1882), e del vibrione del colera (1883), aveva, da bravo scienziato tedesco, una predisposizione per le scienze esatte e per la matematica.
Rimase fuori dalla polemica francese tra Antoine Béchamp e Louis Pasteur, e intervenne solo con un messaggio sintetico inviato a Pasteur, dove gli ricordava che  "il terreno colturale (il corpo) è tutto e che il microbo è niente", per cui le malattie si devono combattere migliorando le condizioni corporali e rafforzando il sistema immunitario, più che scatenando furibonde guerre ai microbi e terroristiche campagne vaccinatorie.

Sindrome infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf 
Tratto da:  
http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf 
... ed e' noto che... le 
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici impreparati allopati chiamano erroneamente "malattie"....

Inquietanti similitudini tra la scomodità odierna di Koch e quella di Pitagora.
A Robert Koch interessava soprattutto soddisfare i  Requisiti di Henle ed i  Requisiti di Klebs, ricercatori germanici che si erano mossi prima di lui nella direzione della chiarezza e della regolamentazione del fenomeno batteri.
Gli interessava di fissare dei paletti, dei principi sicuri e delle leggi, al fine di rendere l’intera materia applicabile concretamente in campo medico.
Allo stesso modo in cui Pitagora arreca fastidio alla chiesa e a tanti altri poteri del mondo odierno, Koch non gode oggi di grosse simpatie, almeno in campo medico-farmaceutico.
Per fortuna che non venne anche lui adottato dalla medicina come simbolo ed iniziatore, al pari di Ippocrate.
Saremmo costretti ad assistere a dei doppi spergiuri in contemporanea, da parte dei neo-laureati medici.
I suoi famosi postulati sono troppo veri e troppo validi, troppo scientifici e rigorosi.
Al pari di  Primo non nuocere e di  La Natura è sovrana medicatrice dei mali, legano le mani e creano ostacoli a non finire ai tanti ricercatori da strapazzo dei tempi odierni.

Oggi servono mani libere e non paletti
Oggi si fa ricerca più per interesse e venalità che per motivazioni scientifiche.
Si fa ricerca per presentare a uno sponsor dei risultati che soddisfino le sue esigenze ed i suoi interessi particolari, e per riceverne favori, appoggi e prebende. Servono dunque mani libere e non paletti.
Serve fare giustizia sommaria e tabula rasa dei segnali, dei cartelli, dei divieti.
Poco importa se le leggi di Koch sono valide e resteranno tali per 1000 e per 10 mila anni.
I postulati di Koch rientrano infatti in quella categoria di leggi naturali di cui abbiamo parlato all’inizio, e per molti aspetti sono una specie di teorema di Pitagora in campo microbiologico.

I basilari requisiti di Henle e di Klebs
Nel 1840, Jakob Henle, docente di medicina all’università di Gottingen, formula pubblicamente l’ipotesi che le malattie infettive siano causate non da spiriti maligni ma da organismi invisibili.
Aggiunge però, giustamente, che per provare tale affermazione serve A) isolare il microbo, e B) coltivarlo fuori dal corpo umano:
Queste due esigenze vengono chiamatie i Requisiti di Henle.

Nel 1870, Edwin Klebs, dell’università di Praga, aggiunge qualcosa di importante alle posizioni di Henle, e i suoi 3 punti diventano famosi come i  Requisiti di Klebs, per cui serve: A) isolare il microbo, B) coltivarlo fuori dal corpo, C) verificare che, iniettato in animale da laboratorio, provoca lo stesso tipo di malattia.

I postulati di Koch e la piastra di Petri
Tra il 1876 e il 1878, Koch passando dalle parole ai fatti,  fu il primo a definire i  Requisiti di Klebs, e pubblicò le sue nuove regole, chiamate  i  Postulati di Koch:
1° Postulato: Il microbo deve essere trovato in tutti i pazienti affetti dalla stessa malattia.
2° Postulato: Il microbo deve poter essere isolato dal suo ospite e coltivato in coltura esterna incontaminata (vedi piastra di Petri, medico italiano collega di Koch, che perfezionò tale metodica).
3° Postulato: Il microbo deve riprodurre la malattia originale quando viene inoculato in un ospite suscettibile.
Perche' in nessuna "malattia" cio' e' riscontrabile in tutti i malati dello stesso problema !

Ma alla luce degli assiomi della Medicina Naturale vanno assolutamente rivisti !

N
ella realta' i germi sono sorprendentemente molto neutrali. NON possono fare assolutamente nulla per i tessuti sani che vivono nel nostro corpo. Non ha nemmeno importanza quando veniamo in contatto con i germi. Vi siete mai chiesti perché più persone possono avere dentro gli stessi germi, ma solo poche di queste persone si ammalano, mentre il resto rimanere sano ?
Germi e altri microrganismi non possono che nutrirsi di tessuti morti nel corpo. I tessuti del nostro corpo iniziano a morire quando i giusti rapporti acido_base si alterano ed il pH del nostro corpo (Terreno - liquidi) diventa acido.
L'ambiente acido di un corpo sano dà la libertà germi per nutrirsi e crescere a dismisura, impedendo la Perfetta Salute.
La teoria dei germi è stata sviluppata da Louis Pasteur, che ha ammesso alla fine della sua vita, sul letto di morte, che la teoria era in realtà una frode, cioe’ una falsita’. Ha anche detto che non sono i germi che danno il problema della malattia, ma il mezzo, il terreno in cui vivono.
Anche se Pasteur ha ritrattato tutto sulla sua teoria dei germi,
quella FALSA teoria, è ancora ampiamente utilizzata e propagandata anche oggi come un fatto “vero” in campo medico allopatico.
Molte persone sono resistenti a considerare la falsita’ della teoria dei germi.
Pensateci, è molto più facile dare la colpa ai germi per la propria malattia, piuttosto che assumersi la responsabilità personale per il modo in cui hanno trattato la loro salute ?
Noi possiamo certo dire a qualcuno che è malato di influenza e che sono responsabili i germi ? cio’ consente al malato di scaricare colpe inesistenti sui poveri germi e non assumersi la responsabilita’ dell’auto ammalamento.
Nello stato acidosi di un corpo sano, i germi possono rapidamente mutare e secernere tossine che aggravano lo stato di intossicazione preesistente.
E 'importante che noi siamo proattivi nella nostra dieta (liquidi e solidi) e lavorare sullo sviluppo di un naturale e giusto ordine del pH nel nostro corpo, che lavora e deve essere alcalino, quindi i germi che entrano in contatto con non saranno in grado di proliferare, mutare ed emettere tossine.

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Un modello medico difettoso, il MITO della Teoria dei Germi, come causa di malattia
Nelle scuole mediche degli Stati Uniti e in molti altri Paesi occidentali di oggi, ai medici si insegna una bugia.
Questa
menzogna è un punto di vista particolare sulla malattia chiamata la “teoria dei germi”. Lo scienziato a cui e’ stata attribuita la scoperta, è Louis Pasteur, a cui e’ stato attribuito anche il merito di trovare una "cura" per la rabbia.
Il nome di Pasteur è stato divulgato come se avesse fatto alcune delle “scoperte” più importanti di tutti i tempi. Eppure, quando guardiamo le testimonianze storiche, vediamo che
Pasteur era un incompetente ed un truffatore !  
Non solo egli non capi’ i processi che ha sperimentato e di cui ha scritto, ma la maggior parte di ciò che gli si è attribuito nella “scoperta” è stata
copiata dagli precedenti scienziati o suoi contemporanei.
Per una ripresa ed  accurata analisi di questa storia, è possibile leggere il testo integrale del libro del 1940 "Pasteur, Plagarist, impostore" di RB Pearson a “Il Sogno e la menzogna di Louis Pasteur”.

Fondamentalmente, tutto si riduce a questo: sia Pasteur che un suo contemporaneo, Antoine Beauchamp, hanno sperimentato il processo di fermentazione. La teoria prevalente era che la fermentazione (NdR:
La fermentazione è un insieme di processi chimici di demolizione degli zuccheri, operata da "fermenti" che comprendono muffe, lieviti e batteri) è una semplice reazione chimica, ma gli esperimenti di Beauchamp hanno mostrato che la fermentazione è un processo provocato da microrganismi aerobici.
Pasteur ha continuato ad insistere per qualche tempo dopo la scoperta di Beauchamp è che la fermentazione è un processo che non ha bisogno di ossigeno perché era una reazione chimica senza vita (chiamata generazione spontanea).
Ci sono voluti molti anni a Pasteur per cogliere finalmente il concetto che la fermentazione degli zuccheri è causata da un fungo, lievito, cioe’ un organismo vivente. Quando lo fece, scrisse su questi concetti e li presento’ come sue scoperte, non dando credito a tutte le ricerche di Beauchamp. Così per lo meno, nei fatti egli fu un ladro ed un copiatore, ma al massimo, un povero “scienziato” (1).

Per tutta la vita, Pasteur e Beauchamp hanno continuato a sperimentare con i microrganismi. Pasteur ha continuato ad aderire all'idea di monomorfismo, con la convinzione che tutti i microbi ed i batteri hanno una sola forma.
Beauchamp è stato in grado di dimostrare, tuttavia, l'esistenza di pleomorfismo, che i microbi possono modificare la loro forma ed apparire come  germi diversi.
Questa scoperta è stata confermata da molti scienziati che sono venuti dopo Beauchamp, tra cui Gunther Enderlein.
Nei suoi esperimenti, Enderlein ha scoperto che ogni cellula vivente contiene due tipi distinti di microrganismi chiamati endobionti (che significa "dentro la vita"). Questi microrganismi vivono all'interno della cellula e non possono essere rimossi. Essi svolgono un ruolo importante per la salute cellulare. Lo stato di salute di una persona è determinata dalla fase di sviluppo di questi organismi.
Enderlein scoperto che tutti i microbi che vivono stabilmente nel nostro corpo passano attraverso tre fasi:

- Lo stage Primitive (microbo)
- Lo stage Oriente (batteri)
- La fase finale (fungo)
Altri scienziati sono stati in seguito in grado di confermare che c'era una quarta fase (Naessens = Somatidi) che si verifica solo dopo l'estrema tossicità, in cui il fungo passa attraverso una trasformazione, mutazione in virus (proteine complesse di lipidi, a DNA).

La maggior parte delle varie “malattie” di oggi, nella società moderna, non sono causate dai "batteri patogeni" che entrano dal di fuori di noi, come è stato insegnato da Pasteur.
La malattia si verifica in quanto questi endobionti vengono trasformati dalla fase microbo a forme più virulente di vita.
Lo stato di sviluppo di questi organismi dipende dallo stato del mezzo (Terreno) in cui il germe vive.
In altre parole, i microbi che vivono nelle nostre cellule lo fanno per aiutare le cellule a mantenere uno stato di salute e si mutano in batteri, funghi e virus, solo quando i liquidi dei tessuti del nostro corpo, in cui vivono, cambiano, per fungere da mezzo (matrice) per la loro crescita e/o trasformazione di stato.
Cominciano a diventare "patogeni", quando il pH dei liquidi dei tessuti diventa più acido.
- Fasi primitivo vive in un pH fortemente alcalino
- Fasi batteriche vive in lieve pH alcalino
- Forme fungine vivere in un pH acido medio
- Forme virali vivere in un pH acido forte (2)

Questi organismi primitivi possono vivere nel nostro corpo nella fase microbo a tempo indeterminato, e non causano la malattia, ma piuttosto svolgono una funzione di riparazione. I batteri e altri germi consumano materia morta. Questa è la loro funzione.
Gli esperimenti dimostrano che se si mette una nuova, bistecca cruda che ha ancora gli enzimi attivi che in
​​essa vivono, e una bistecca cotta al di fuori all'aria aperta, è la bistecca cotta che sarà infestata da vermi.
Microrganismi non possono vivere in tessuti viventi. E 'solo quando il tessuto diventa morto che si muovono ed iniziano a fare il loro lavoro.

Questo è ciò che accade nel vostro mucchio di concime (compost).
Mettete sul vostro tavolo degli scarti di cibo, insieme ad alcuni batteri, ed i batteri decompongono gli scarti di cibo nel terreno. Tutto ciò che esiste su questa terra alla fine biodegrada. E' proprio vero che quando moriamo, torneremo alla polvere.
Batteri e altri microrganismi detti impropriamente "patogeni", stanno solo facendo il loro lavoro. Essi sono in grado di percepire chimicamente quando la materia morta è presente, e se ne vanno in giro a cercare il degrado dei e nei tessuti. È qui che la malattia, l’ammalamento, nasce.
I microrganismi nel vostro corpo stanno mangiando e degradando i tessuti morti in preparazione alla biodegradazione (3).

La maggior parte dei germi che entrano nel nostro corpo dall'esterno sono rapidamente eliminati dal sistema immunitario.
Ma sono i microrganismi che vivono stabilmente nel nostro corpo che ci fanno ammalare. E causano la malattia, perché noi forniamo loro un mezzo di coltura (Terreno) ricco (il loro cibo), in modo che possano mutare e trasformarsi in batteri letali, funghi e virus.

Quindi, vedete, se non ci si ammala e o si muore, cio’ ha ben poco a che fare con quello che chiamiamo “germe patogeno”, ma ha tutto a che fare al fatto, se teniamo i nostri corpi liberi della materia morta, della quale si nutrono questi germi.
La materia morta della quale si nutrono questi germi si produce quando il pH del nostro corpo è alterato da uno stato leggermente alcalino (pH 7,35) ad uno stato sempre più acido.
Alla fine della sua vita, Pasteur ha ammesso che la sua teoria era una frode ed una falsita’, pronunciando sul letto di morte al suo assistente, la celebre frase:
il Terreno e’ tutto, il microbo e’  niente”….
Nei fatti in questa frase “redentrice”, ha detto che non erano i germi che contavano, ma il mezzo in cui vivevano.
Eppure, il suo cosiddetto "lavoro" è la base di tutto il modello medico della malattia e della guarigione della medicina ufficiale.

La teoria dei germi non puo’ spiegare il fatto che, se si “espongono” 100 persone, a quelli che chiamiamo "i batteri patogeni",  una parte delle persone in quella stanza, non svilupperà la malattia. Non è che i germi causano malattie a tutti.
Il pH dei corpi di quelle persone non era sufficientemente acido, per sostenere la trasformazione dei germi in funghi, batteri o virus.
Perché mai il germe muta, perche’ e’ la persona che ammala il suo Terreno.
A causa di cio’, cioe’ di Louis Pasteur e la sua “teoria dei germi”, non c'è modo di essere trattati convenientemente da un medico addestrato negli Stati Uniti o altri paesi occidentali. Le loro "diagnosi" e quelle delle loro cure farmacologiche, inevitabilmente rende il paziente sempre piu’ ammalato immergendo il corpo del malato in uno stato ancora più acido, ed incoraggiandone la trasformazione più rapida di microbi in agenti patogeni anche mortali.
Infatti, se una persona impara a modificare la propria dieta in modo che incoraggi un pH più alcalino del corpo, non c'è bisogno di avere un medico di qualsiasi tipo, a disposizione per il proprio stato di salute...

Tutto ciò che viene detto qui, si basa su studi scientifici e reali documenti storici. Eppure, molte persone che scelgono di rifiutare trattamenti medici allopatici sono guardati come squilibrati mentali. E se una persona si rifiuta di permettere ai loro figli da fare trattamenti medici, si vedono come colpevoli di negligenza medica e possono avere i loro figli portati via dal Tribunale. E per cosa ? Perché non sono d'accordo con una particolare interpretazione dei dati scientifici ? Le prove abbiamo citato sono veritiere e provate.  
By R.B. Pearson at  The Dream and Lie of Louis Pasteur
Riferimenti per:
A Faulty Medical Model,  The Germ Theory
 
1 - Pearson, R.B. (2001). Il Sogno e menzogna di Louis Pasteur. Disponibile online: http://www.sumeria.net/dream.html.
Tratto da "Pasteur, Plagarist, impostore" dello stesso autore, 1940.
2 - Poehlman, Karl H. (1997). Sintesi del lavoro di Enderlein, Bechamps e pleomorfo altri Ricercatori. Esplora vol. 8, n. 2.
3 - Logan, Cordell E. (2000). Una teoria parzialmente unificata della malattia. Priorità: Una sola salute e nutrizione.
Disponibile online su: http://www.priorityonevitamins.com  

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A San Marino (I) dal 2012 esiste una legge che obbliga i genitori obiettori ai vaccini, per i loro bambini (quelli che non vogliono vaccinare i propri figli), a contrarre una polizza assicurativa per il “Danno da Contagio”….richiesta che fa ridere, perche’ siccome il danno da contagio non esiste, perché tutto e basato sulla FALSA teoria del contagio aerobico, che NON esiste, salvo ad esempio nel caso di  trasfusioni di sangue o contato e/o manipolazione di feci, per cui trattasi non di contagio aerobico, ma si tratta per le trasfusioni, di inoculazione di sangue tossico eterologo (non proprio), quindi ritenuto tossico dall’organismo ricevente, con tutti i pericoli del caso, e per la manipolazione di feci, non e' detto che i manipolatori delle feci dei bambini vaccinati, cosa che fanno tutte le madri di bambini vaccinati quando gli lavano il sederino dopo la loro cacca...NON si ammalano es. di Polio...neppure loro....si dovrebbe tenere il conto dei “possibili” contagiati  aerobici dalla data della entrata in vigore della Legge sanmarinese sul tema,  per vedere quanti bambini non vaccinati si sarebbero ammalati con il "contagio aerobico"; inoltre se fosse vera la "teoria del contagio" i bambini vaccinati, essendo portatori sani o non, dei virus e batteri vaccinali, potrebbero "contagiare" gli altri adulti e bambini non vaccinati, con i quali vengono in contatto, cosa che NON avviene mai !
Esempio:
In Italia ogni anno nascono 500 mila bambini x 40 anni = 20 milioni di bambini portatori, (di questi quasi il 95 % viene vaccinato minimo con l’esavalente che contiene  ben 6 virus vaccinali, ad esempio quello della polio); i bambini portatori "sani" crescono e vengono in contatto con tutti gli altri, eppure pur essendovi in Italia oltre 20 milioni di adulti di oltre 40 anni, NON vaccinati per la Poliomielite, NESSUNO di questi, pur essendo a contatto con quei bambini portatori "sani" del virus della Polio, si ammala…perche’ ?..., perche’ la teoria del contagio e’ FALSA !...... e cio’ vale anche per la altre malattie falsamente dette "contagiose"…
Riflettete bene su questi che sono fatti !


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Leggi precise che mandano a soqquadro tutte le fandonie virologico-pestilenziali dei giorni nostri
A quei tempi non si conoscevano ancora i virus, e gli standard di Koch vennero formulati avendo in testa i batteri.
Ma il metodo vale ancora di più per i virus, i quali sono parassiti, o veleni, o meglio ancora detriti cellulari interni, in ogni caso non viventi e con nessuna flessibilità di comportamento, mentre i batteri, essendo organismi vivi, possono rilasciare tossine o adattarsi a mutazioni ambientali.
Sono questi postulati, assieme ad altre precisi principi della microbiologia, che vanno dritti al cuore del problema, mandando a soqquadro tutte le fandonie e tutti gli imbrogli virologico-pestilenziali dei giorni nostri, ed in particolare quelli riguardanti l’Aids maschile (generato da un virus Hiv mai nemmeno isolato), e il nuovo preteso Aids femminile o Papilloma virus (generato da centinaia di diversi virus, alcuni dei quali isolati, ma innocui e innocenti, ed esistenti comunque dai tempi di Adamo ed Eva).

Le incongruenze insanabili di un virus mai isolato e di una malattia mai esistita
Nessuna traccia del virus Hiv (human immunodeficiency virus) esiste nel sarcoma di Kaposi, né in tutte le altre circostanze indicate come causatrici di Aids.
Se l’Hiv infettasse attivamente i linfociti T o altri componenti del sistema immunitario, come pretendono Gallo e Montagnier, dovrebbe succedere che i virioni (particelle virali cellulari) dovrebbero trovarsi con estrema facilità in circolazione nel sangue, come succede in tutte le malattie virali classiche.
Un paziente sofferente di epatite B rivela ad esempio 10 milioni di particelle virali in 1 ml di sangue (5-10 gocce). Un altro affetto da influenza presenta 1 milione di particelle di rinovirus per 1 ml di muco nasale.
Le feci di una persona colpita da diarrea manifestano da 1 a 100 miliardi di rotavirus per grammo.
Ma, stranamente, nel corpo dei malati di presunto Aids non si trovano particelle virali.
L’abbondanza di linfociti T in tutti i presunti malati Aids è poi l’argomento decisivo ed incontrovertibile che manda a casa, coda tra le gambe, tutti gli infettologi.
L’assenza di un virus attivo ed infettivo scagiona l’ipotetico Hiv (che nessuno ha ancora mai isolato, occorre dirlo e ripeterlo) come responsabile della sindrome etichettata Aids.

Il vero tallone d’Achille della buffonata Aids
L’assoluta incapacità dell’Hiv di uccidere i linfociti T, anche in condizioni ottimali di contagio, è il vero tallone d’Achille della buffonata Aids.
Il fatto poi che milioni di persone abbiano contratto un’immunodeficienza alla nascita, eppure siano poi diventati adulti sani, rappresenta un altro significativo argomento contro l’ipotesi Hiv/Aids.
Da qualsiasi angolo la si consideri, l’ipotesi Hiv/Aids fa acqua da tutte le parti.
Non regge sui fatti e non regge nelle teorie.
Ed è proprio per questo che la virologia scientifica americana, in blocco (700 e oltre ricercatori), è d’accordo con Peter Duesberg.
Anche i discorsi sui virus lenti, sui virus latenti, sui retrovirus, si sgonfiano uno ad uno come bolle di sapone.
Non esistono precedenti di retrovirus che uccidono le cellule, e non esistono leggi diverse da quelle di Koch per incolpare un virus di una determinata malattia.
Gli stessi sostenitori dell’Hiv/Aids ammettono che la loro è solo un’ipotesi non dimostrata. Quello che invece non ammettono è che si tratti pure di un’indegna montatura.

I  due criteri epidemiologici delle patologie infettive
A completamento e integrazione dei postulati di Koch, esistono due basilari criteri adottati dall’infettologia per determinare se una malattia può essere o non essere considerata infettiva:
1°  Criterio: Maschi e femmine devono essere colpiti in equale misura dal batterio o dal virus, perché nessun microrganismo al mondo ha mai prediletto un sesso dall’altro.
Ma l’Aids colpisce al 90% i maschi, perché evidentemente bevono di più, si drogano di più, straviziano di più, dormono di meno. L’Aids non può assolutamente essere infettivo. Questo è l’aspetto più paradossale e grottesco della situazione. Tutta la farsa Aids fabbricata commercialmente sulla infettività, e si arriva invece al patatrac finale dove l’Aids primo non esiste e, secondo, ammesso e non concesso che esista, non è nemmeno contagioso.
2°  Criterio (legge di Farr): Le malattie infettive si diffondono sempre a ritmo esponenziale, e mai in modo lento.
Ma le sindromi definite Aids rassomigliano al contrario alle lente progressioni del cancro polmonare e dell’enfisema, che aumentano a ritmo blando negli anni, in sintonia col consumo di tabacco.

La virologia dalla polvere all’altare
Agli inizi degli anni 80, la virologia avvizziva e penava per mancanza di interesse da parte del pubblico.
La gente perdeva fiducia nell’inconcludente guerra nixoniana contro il cancro.
Ma l’Aids ribaltò miracolosamente la situazione, facendo all’improvviso della virologia la branca di ricerca più affascinante e remunerativa, scrive Peter Duesberg nel suo best-seller  Il Virus Inventato.
Per incolpare l’Hiv della sindrome Aids, i virologi furono però costretti a fare salti mortali, a utilizzare tutti gli stratagemmi e i paradossi possibili ed immaginabili.
Chiunque osasse mettersi di traverso e fare un’obiezione veniva bollato come bastian contrario.
Più una persona è famosa, e più si ritiene che essa sia colta nel suo campo.
Le star internazionali Gallo e Montagnier risposero alla perfezione a questa forma di divismo scientifico.

Una teoria premiata col Nobel, ma incapace di reggersi in piedi.
E asserirono al mondo intero che  l’Hiv è un nuovo agente patogeno causatore della nuova malattia Aids.
Ma tale affermazione non stava e non sta in piedi perché:
L’Aids non è una nuova e singola malattia, ma eventualmente una collezione di 30 o più vecchie ignote malattie (tanto che né Gallo, né Montagnier, sono in grado di spiegare la definizione esatta di Aids).
L’Hiv non è un nuovo agente patogeno. Secondo la legge di Farr, un virus è nuovo solo se la percentuale di persone infettate aumenta od esplode nel tempo.
La pretesa che l’Hiv sia nuovo è ingenua come quella di  un astronomo che pretende di definire nuova una stella sconosciuta, solo perché è diventata visibile grazie al suo più potente telescopio.

L’Aids non è un’epidemia virale-infettiva, come pretendono Gallo e Montagnier.
Essa non risponde a nessuno dei due criteri infettivi sopra citati, e ancora meno ai Postulati di Koch. Ammesso che si trattasse poi di retrovirus, sappiamo che le centinaia di retrovirus noti non sono altro che innocenti virus di transito che nulla causano. Ci si aspetterebbe che le  massime autorità del settore, il Gallo e il Nobel Montagnier, spiegassero con chiarezza perché ritengono il loro presunto Hiv fatalmente patogeno. Ma la loro risposta Crediamo che l’Hiv sia patogeno, è classificabile tra le comiche della televisione, non certo come argomento da uomini di scienza.

L’infondatezza e le scappatoie
I sostenitori dell’ipotesi Hiv-Aids non sono disposti ad accettare nessuna prova contraria, perché sanno di godere di avere le spalle abbondantemente coperte, dalla sanità, dalla politica, dalle industrie.
Ricorrono così in modo sistematico a una gamma di scuse, di scappatoie, basate sull’ignoto, sulla congettura, su criteri di autorevolezza, su appelli alla responsabilità.
Se nell’organismo la quantità di Hiv (cioè di linfociti T morti, o messi fuori combattimento) è scarsa o nulla, ipotizzano l’esistenza di fantasiosi serbatoi alternativi di virus nascosti, e di speciali vie aggiuntive di infezione.
Se nel corpo si trovano solo anticorpi anti-Hiv (che sconfessano già di per sé la loro teoria), li chiamano anticorpi inefficaci o non-neutralizzanti.
Se il virus non fa ammalare gli animali da laboratorio (iniettati dal materiale virale supposto Hiv), sostengono che il virus riesce, non si sa come, a distinguere tra uomo e scimpanzé (che è poi pressappoco come distinguere tra maschio e femmina).

Diverse malattie esautoranti tossico-cibarie-comportamentali, etichettate e trasformate in una peste di comodo
La realtà è che l’Aids non è una sola malattia ma tante, tutte sfibranti e nessuna contagiosa.
Tutte di carattere tossicologico, derivanti cioè da cibi sbagliati e stili di vita sbagliati, non da virus e da contatti sessuali.
Vale a dire che esistono al mondo molte malattie di carattere tossico-cibario-comportamentale  che portano la gente ad autodistruggere il proprio sistema immunitario e a prestare il fianco ad altre malattie opportunistiche subentranti.
Trattasi di malattie esautoranti ed autodistruggenti contro le quali nulla si può fare se non cambiare urgentemente rotta, ammesso che ciò non sia già troppo tardi.
Gli si possono dare 50 etichette diverse, ed associare 50 virus diversi, senza che il risultato cambi.

Nel caso dell’Aids, i suoi inventori hanno voluto farne un caso mondiale, dargli un nome, affibbiargli un virus inesistente, renderlo contagioso, guadagnarci un oceano di soldi.
La realtà è che la ricerca del sapere e della verità logica, la scienza che si propone di rispondere agli interrogativi, sono state soppiantate dal carrierismo, dalla fame enorme di danaro, dalla sicurezza del posto di lavoro, dalle sovvenzioni statali, dai benefici finanziari, dal prestigio dei premi e dei riconoscimenti posticci.

La nozione Lwoff di virus latente
André Lwoff iniziò la sua carriera all’Istituto Pasteur negli anni 20, dove apprese della supposta esistenza di alcuni virus latenti che apparentemente si addormentano all’interno della cellula per scoppiare dopo qualche tempo indeterminato, liberando il virus riattivato.
Diventò il suo chiodo fisso per la vita.
Nel 1953 ritroviamo Lwoff sostenere a spada tratta che il cancro era conseguenza della riattivazione di virus latenti.
La sua ipotesi trovò subito credito presso gli oncovirologi. Ma la teoria del legame tra virus e cancro si scontrò contro un problema fondamentale. Non si riusciva a isolare nell’uomo alcun virus tumorale, per cui il primo postulato di Koch non veniva rispettato.

Le incredibili licenze di un cadavere di nome virus
La caccia al virus era in pieno fervore e nessun ricercatore voleva rinunciare alla possibilità di trovare il virus cancerogeno, e vincere l’ambito trofeo della sua carriera.
Ecco allora che i biologi superarono d’un colpo sia la logica e il buon senso, ed anche il paradosso di Lwoff, inventando una nuova incredibile ipotesi, secondo cui i virus potevano provocare tumori molto tempo dopo l’infezione, mentre erano ancora latenti.
Col nuovo paradigma, i postulati di Koch e tutte le altre regole si disintegravano come per incanto.
Ora, un qualunque virus, pur essendo un cadavere, un detrito, un microrganismo privo di vita, poteva addirittura fare miracoli.
Poteva infettare un nuovo ospite un giorno, poteva andare in letargo o trasferirsi in vacanza-premio a suo piacere per mesi e anni, e poi provocare un cancro mortale senza nemmeno essere più presente nel paziente.
Se questo non è medioevo e superstizione, ci si dica cosa è.

Il ricorso all’artifizio del  cofattore
Quando non si riesce a dimostrare la responsabilità del virus, si ricorre a una nuova invenzione e a un nuovo artifizio, chiamato  cofattore. A questo punto, i virologi vorrebbero far credere che un cancro non ha più bisogno di una infezione virale, ma addirittura di due infezioni separate. Se poi queste due non bastano, e ci sono altre discrepanze da giustificare, poco male.
Si inventano altri cofattori aggiuntivi e il gioco è fatto.

Gli oncovirologi e il terrorismo medico
Nel 1969, Robert Huebner pubblicò un articolo-chiave che andava oltre l’ipotesi di Lwoff, dove sosteneva che tutti i tipi di tumori umani erano causati da virus latenti che si risvegliavano causando il cancro non appena radiazioni o altri cofattori pericolosi attaccavano l’organismo.

Una vera crociata a favore dell’oncovirologia, a cui si unì pure il premio Nobel James Watson.
Addebitando il tumore a dei virus, gli oncovirologi riuscirono ad accaparrarsi l’interesse del pubblico attraverso una diffusa campagna basata sulla paura più nera.
L’11 maggio 1990, il  Los Angeles Times Magazine  pubblicava una grande foto a colori di una giovane coppia dall’aria spaventata, a fianco di un titolo particolarmente sinistro: 
Relazioni Pericolose.
Si leggeva tra l’altro: Patty e Victor Vurpillar sono affetti da un ceppo dell’Hpv (papilloma virus umano), il virus che si nasconde dietro una delle malattie a trasmissione sessuale più diffuse del paese, e che sta diventando il principale indiziato del cancro della cervice.
Quel che è peggio, è che alcune persone stanno diffondendo il virus senza nemmeno saperlo. Un autentico bombardamento terroristico, privo di motivi se non quello solito di spillare quattrici alla gente.

Storia delle ultime pestilenze chiamate Hv (herpes virus) e  Hpv (human papilloma virus)
I microbiologi cominciarono a studiare il cancro della cervice ancora nel XIX secolo, quando un medico italiano riscontrò che questo tipo di tumore colpiva più facilmente le donne sposate che le monache.
Una varietà di microbi fu ritenuta responsabile della malattia, compresi i batteri della sifilide e della gonorrea, i micoplasmi, le clamidie e il triconomas che è un protozoo.

I virologi entrarono in campo negli anni 60, subito dopo che il virus di Epstein-Barr era stato isolato e ritenuto (a torto) responsabile del linfoma di Burkitt (che in realtà si rivelò essere, come al solito, malattia tossicologica e non virale-infettiva).
Nel 1966 i virologi giocarono di nuovo sporco, rispolverando l’asserzione che le pazienti con cancro della cervice tendevano ad aver avutro più rapporti sessuali rispetto a quelle meno attive sessualmente.
In più, un laboratorio gettò ad arte benzina nel fuoco, riferendo che le pazienti cancerogene avevano avuto in precedenza un’infezione da herpes.
Questo era un boccone troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire.

La carta fasulla dell’herpes tipo II
In due anni riuscirono a distinguere due tipi di herpes, il tipo I (più comune, intorno alla bocca) e il tipo II (infezione ai genitali, cervice compresa).
E quest’ultimo diventò per anni il bersaglio preferito, come presunto responsabile del cancro.
Ma anche qui si dovettero fabbricare nuove ipotesi assurde e fantasmagoriche.
Secondo questa teoria, il virus prima infettava e uccideva milioni di cellule, ma ogni tanto faceva cilecca e si mescolava con delle cellule diventando impotente. Le balle e le bufale vennero ben presto a galla.
L’85% degli americani adulti sono infettati dal virus herpes II in modo spesso asintomatico, compreso donne prive di alcun segno di cancro al collo dell’utero.
Molte donne poi, affette dal tumore alla cervice, non erano addirittura mai state infettate dal virus herpes II. Cose da chiodi.

Con le loro ipotesi demenziali i virologi-infettologi diventarono lo zimbello della comunità scientifica
Nel 1983, i virologi-infettologi disperati ma mai disposti a mollare l’osso, proposero una nuova trovata da Carnevale.
Sostennero l’ipotesi di  toccata e fuga, per cui l’herpes virus infetterebbe brevemente le cellule della cervice delle donne ignare, provocando qualche misterioso cambiamento.
Questa idea peregrina minacciava di rendere i virologi lo zimbello della comunità scientifica. Come si potevano mai fare delle sperimentazioni e delle teorie per dimostrare un evento ipotetico che non lasciava traccia ?  Eppure questa ipotesi demenziale sopravvisse in medicina fino agli anni 90.

L’arrivo dell’ultima brillante trovata: quella del papilloma virus
Nel 1977, un virologo tedesco, Harald zur Hausen, che lavorava al centro di ricerche sul cancro di Heidelberg, propose un altro virus come agente responsabile del cancro alla cervice.
Si trattava dell’Hpv (human papilloma virus), un virus non aggressivo che causa delle innocue verruche.
Tant’è vero che le prove a favore di questa ipotesi Hpv sono tutte regolarmente fallite e naufragate.
Infatti, non appena Harold zur Hausen e i suoi colleghi si accorsero che:
A) Metà delle donne americane era regolarmente portatrice del virus Hpv
B) Solo l’1% della popolazione femminile portatrice Hpv sviluppava poi il cancro
C) Un terzo di quell’1% non era comunque mai stato infettato dal virus Hpv, conclusero giustamente di aver seguito una pista sbagliata e, da scienziati onesti, cestinarono il tutto.
C’è anche chi è bravo a pescare nei cestini e tra i rifiuti, e a rilanciare il tutto in grande stile
Ma il mondo è fatto di persone per bene ed anche di filibustieri.

Perché mai buttare via tutte quelle ricerche, quelle ipotesi, quelle buone occasioni per fare denaro sulle spalle della povera gente, sulle spalle delle donne, sulle costole di Eva?
Abbiamo perseguitato i maschi, e raggranellato enormi capitali sull’Aids maschile, perché non fare lo stesso tiro mancino alle donne, e trasformare l’Hpv in un nuovo planetario Aids femminile ?
Questo si devono essere dette certe industrie farmaceutiche.
Il virus Hpv provoca papillomi o verruche, ovvero piccole escrescenze anomale e non maligne di cellule che possono comparire e scomparire spontaneamente nel giro di una settimana.
A patto che non venga messo in crisi dal fumo e dal caffè, dai cibi sbagliati e da stili di vita assurdi, da pensieri e atteggiamenti negativi, il sistema immunitario riconosce le proteine virali e fa piazza pulita con estrema facilità sia delle verruche che dei virus che le hanno provocate.

Il cancro della cervice non è contagioso ed ha motivazioni tossicologiche
Le spiegazioni più plausibili dei rari casi di cancro della cervice rimangono quelle del cattivo invecchiamento (cibi e stili sbagliati prolungati nel tempo), del fumo, dell’uso continuo di contraccettivi.
In ogni caso, il cancro della cervice non è contagioso per nessuno, essendo una situazione personale e irripetibile riguardante esclusivamente la paziente che se lo è fabbricato.
Chiaro poi che i cacciatori di virus, al soldo di ben specificate industrie del farmaco e del vaccino, continuano a propagandare l’ipotesi virale.
Per cercare di risolvere i tanti paradossi e i tanti vuoti logici, i virologi, quanto mai corrotti e in malafede, hanno persino riportato in auge il virus herpes Simplex II, come cofattore Hpv, fingendo di ignorare che in matematica zero più zero fa ancora zero, per cui due cofattori assurdi non producono un fattore concreto.
Eppure, la  Diogene Diagnostics, una ditta di biotecnologie del Maryland, ha ottenuto l’appoggio e i fondi del governo federale per il suo test del papilloma virus.

Molti altri laboratori di ricerca, sulla scia di questo fatto, hanno bussato ai finanziamenti del Nhi, per cui la frode prosegue e va avanti in tutto il mondo. La beffarda teoria del papillovirus: terrorismo puro al servizio della donna.
Tutti parlano ormai la lingua della pestilenza e del lazzaretto. Gli scagnozzi delle industrie farmaceutiche stanno convertendo mezzo mondo alla loro beffarda teoria Papillovirus.
Hanno oliato per bene governi, stati e sanità.  Si sono comprati giornali, riviste e canali televisivi. Tutti parlano ormai la loro lingua, la lingua della pestilenza e del lazzaretto.

Terrorismo puro al servizio della donna - vedi: Guerra contro le Donne
Stanno arringando la popolazione femminile, invitandola a fare sonni tranquilli, a non aver paura di niente.Basterà solo far vaccinare bambine e adolescenti, per ora dai 10 anni in poi, ma più avanti forse già dalla culla.

Decine di vaccini pronti e altri centinaia in cantiere
Loro hanno già pronti  20-30 vaccini per i diversi tipi di Hpv appena individuati, ma ne stanno già preparando un altro centinaio.
Anche perché il virus Hpv consta di un’infinità di varianti, per cui la copertura totale, la protezione globale dalle infezioni, si realizzerà mediante non una o due vaccinazioni/anno, ma con qualche decina di esse.
Fuori e dentro gli ambulatori, con grande soddisfazione dei  Nuovi Monatti, i quali, udite udite, amano spacciarsi per benefattori dell’umanità e, sulle orme di Luc Montagnier, sono puire in corsa per il Nobel.

La motivazione ufficiale sarà  Per i loro grandi meriti e le loro benemerenze, per la difesa dell’amore e della vita, della serenità di bambine, donne e controparti maschili.
Come difendersi dai monatti e dagli untori del Terzo Millennio
I test diagnostici e le vaccinazioni non sono solo interventi inutili, superflui, assurdi, seccanti (a meno che qualcuna non ami stare più negli ambulatori che a casa o distesa sull’arenile a prendersi il sole), ma possono pure avere drammatiche conseguenze.
Come difendersi dunque dai monatti e dagli untori del Terzo Millennio ?
Molto semplice.
State tutte felici, pimpanti e tranquille, verruche o non verruche, e migliorate le vostre conoscenze sulla salute, studiando di più, andando più di frequente a spasso per campi e i boschi, a respirare aria pura e a raccogliere erbe selvatiche.
Meglio se in buona compagnia dell’amico o del fidanzato (per le maggiorenni), del marito o dell’amante (per le sposate), delle sorelle o delle amiche (per le monache), frequentando più il fruttivendolo che la macelleria e la formaggeria,  lasciando le farmacie e gli ambulatori per le rarissime emergenze, o meglio ancora per il 32 dicembre e per il 30 febbraio di ogni anno.
Non date retta ai persecutori e riscoprite la grandezza di Florence Nightingale
Fate una bella pernacchia a tutti i rivoltanti agenti della paura.
Non date retta alla coalizione del maschilismo farmaco-vaccino-terrorista.
Riscoprite il maggior medico della storia, la magnifica dottoressa inglese Florence Nightingale, ed imparate a memoria il suo prezioso insegnamento.
Non fatevi condizionare ed accalappiare da chi vuole trasformarvi da sexy e procaci creature, o comunque da simpatiche compagne e controparti del maschio, in orribili esche rivoltanti, in trappole infernali, in esseri dai seni tagliati e siliconati, in depositi viventi di verruche, di herpes e di papillomi.
Non siate arrendevoli.
Ribellatevi a questa colossale ed epocale macchinazione persecutoria nei vostri confronti.
By GPaolo Vanoli & Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA  (Associazione Vegetariana Animalista) - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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Gli esseri umani, la forma potenzialmente più elevata di espressione della vita su questo pianeta ha costruito la vasta industria farmaceutica con lo scopo primario di avvelenare la forma di vita "più bassa" presente sul pianeta, i germi !
"Una delle più grandi tragedie della civiltà umana è quella di dare la precedenza alle sostanze chimiche invece che all'alimentazione" - By Dott. Richard Murray

"Nelle scienze, le persone considerano con slancio come loro propria proprietà personale quello che hanno imparato ed è stato trasmesso a loro dalle università e dalle accademie. Se qualcun altro arriva con nuove idee che contraddicono il Credo e di fatto minacciano persino di rovesciarlo, allora tutti gli sforzi vengono indirizzati contro questa minaccia e nessun mezzo viene lasciato intentato per sopprimerla. Le persone fanno resistenza in tutti i modi possibili: fingendo di non averne mai nemmeno sentito parlare, parlandone con disprezzo, come se non valesse nemmeno lo pena di approfondire l'argomento. E così una nuova verità può avere una lunga attesa prima di venire finalmente accettata." -  By Goethe

Le concezioni erronee sulla salute sono radicate nella nostra cultura. La strada per capire il processo di mantenere e ripristinare salute è stata lunga e contorta.
La scienza ha preso il sopravvento sulla conoscenza antica e intuitiva, ha fatto errori colossali, rimanendo aggrappata ad essi nel timore di venire sopraffatta.
La saggezza e le scoperte scientifiche sono state rigettate a favore di un sistema più diffuso, conveniente, o politicamente desiderabile.
Proprio come Socrate è stato avvelenato per le sue idee, e Galileo è stato forzato da un clero fanatico a ritrattare le sue dichiarazioni sull'astronomia, ignoranza e potere possono essere una combinazione pericolosa.

Noi non prendiamo malattie. Le fabbrichiamo. Lavoriamo duramente per sviluppare le nostre malattie. Dobbiamo lavorare più duramente di quanto dobbiamo per ripristinare la salute. La presenza di germi non costituisce la presenza di una malattia.
I batteri sono gli spazzini della Natura ... riducono i tessuti morti agli elementi di base. I germi o i batteri non hanno alcuna influenza di alcun genere sulle cellule vive e sane.

I germi o i microbi prosperano facendo gli spazzini nelle aree malate. Vivono solo con i rifiuti metabolici non elaborati e con i tessuti malati, denutriti e deboli. Non sono la causa della malattia, allo stesso modo che le mosche e i vermi non sono la causa della spazzatura. Le mosche, i vermi e topi non causano la spazzatura ma piuttosto si nutrono della spazzatura. Le zanzare non sono la causa dell' acqua stagnante. Vediamo sempre i pompieri vicino al fuoco, ma non significa che abbiano causato il fuoco. Le iene e gli avvoltoi ripuliscono la prateria e la savana dai cadaveri, non sono la causa della morte.

La medicina occidentale insegna e pratica le dottrine del chimico francese Louis Pasteur (1822-1895.)
La teoria principale di Pasteur è nota come la Teoria dei Germi della Malattia.
Tale teoria afferma che specie fisse di microbi da una sorgente esterna invadono il corpo e sono la prima causa di malattia infettiva. Il concetto che tipi di batteri immutabili causano malattie specifiche è stato ufficialmente accettato come il fondamento della medicina allopatica e della microbiologia verso la fine del 19º secolo in Europa.
Chiamato anche monomorfismo, (condizione di avere una singola forma,) venne adottato dal complesso medico industriale, che iniziava ad affermarsi verso la svolta del secolo.
Questo cartello si organizzò intorno all'Associazione Medica Americana (AMA), costituito da interessi legati al commercio di farmaci, con lo scopo di manipolare il sistema giuridico per distruggere la professione medica omeopatica. Controllato dalle società farmaceutiche, il complesso è diventato un affare da trilioni di miliardi di Euro all'anno.
Include anche molte compagnie di assicurazioni, l'Amministrazione per gli Alimenti e i Farmaci (FDA), gli Istituti Nazionali della Salute (NIH), i Centri per il Controllo delle Malattie (CDC), gli Ospedali e le strutture di ricerca delle università, le varie associazioni sulla ricerca su qualsivoglia malattia, il Ministero della Sanità, quando il ministro è un medico che è stato messo lì dalla lobby delle case farmaceutiche.

La dottrina dei microbi ha dato origine alla tecnica della vaccinazione che è stata iniziata ciecamente nel 1796 da Edward Jenner. Jenner ha preso del pus dalla ferita purulenta di una mucca malata e l'ha iniettato nel sangue dei suoi "pazienti".
Così si diede inizio a una spregevole pratica (chiamata i,propriamente immunizzazione o vaccinazione) la cui forma è cambiata di poco ai giorni nostri, e la cui comprensione è ancora oscurata dalla teoria di Pasteur.
Tale dottrina ha dato origine anche allo sviluppo degli antibiotici, di cui il primo è stata la penicillina nel 1940. Un antibiotico è materiale di rifiuto velenoso di germi, utilizzato nel tentativo di ucciderne altri. La penicillina è il veleno di un fungo. Questo ha causato la proliferazione delle forme aggressive e resistenti di microorganismi che ci perseguitano oggi.

Il Microscopio Universale di Rife, sviluppato dalla fine degli anni '30 all'inizio degli anni ' 40, ha dimostrato chiaramente che i germi (i microrganismi) sono il risultato di malattie (gli spazzini di cellule morte) e non la causa. Se dei germi sono coinvolti, si presentano come sintomi principali di quella condizione generale. Sebbene i germi non causino malattia, i sintomi secondari sono prodotti in risposta alla loro attività (chiamata comunemente malattia).
Una delle ragioni per cui la comunità medica convenzionale non vede tutta la scena sono i metodi con cui guarda.
Molto dipende da come e con che cosa si guarda.

In Istologia Fondamentale di Junqueira & Carneiro, 3 a edizione del 1980, scopriamo le limitazioni del microscopio elettronico per il fatto il fascio di elettroni richiede l'uso di sezioni di tessuti molto sottili in una condizione di un vuoto elevatissimo.
Gli autori affermano a pagina 9: "Queste condizioni impediscono l'uso di materia vivente... e... il fascio di elettroni su di un tessuto può danneggiarlo e produrre cambiamenti indesiderati alla struttura del tessuto. Dirigendo un fascio di elettroni su una scena vivente e mutevole come un campione di sangue, per esempio, l'ordine viene mutato e il campione di sangue risulterà alterato. Gli osservatori fanno una fotografia di questa situazione disorganizzata e la interpretano come se fosse l'intera storia.
Durante lo studio e l'interpretazione di sezioni di tessuti colorati osservati al microscopio, il prodotto osservato è il risultato finale di una serie di processi che distorcono notevolmente l'immagine osservabile nel tessuto vivente e non è più la scena inizialmente presente sul vetrino.
È stato suggerito in passato che i puntini visti con il microscopio elettronico identificati come virus potrebbero essere, molto più che probabile, niente di più che particelle di proteine, senza vita, degradate - peptidi disintegrati dalla morte cellulare - resti catabolici di citoplasma, o proteine prodotte dalle cellule in risposta al terreno biologico non più equilibrato.
È stato riportato da ricercatori, in cerca di ipotetici virus "elusivi", che i virus possono " imitare" i tessuti umani ! infatti sono tessuti umani.
Tratto dal altrogiornale - medicinenon.it

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PROMEMORIA
: La duplicazione dei virus avviene per opera delle cellule, quindi per opera del terreno !
Cio’ e’ vero ed il meccanismo e’ questo:

Il DNA-RNA e’ una antenna ricetrasmittente, data anche dalla sua forma ad eslisse; qualsiasi pezzo di DNA (acidodesossidoribolnucelico) e’ on grado di ricevere e trasmettere informazioni ad altro DNA, in un processo di scambio di informazioni; qualsiasi virus (proteina complessa di lipidi a DNA) eterologo od autologo e’ in grado di farlo. In un processo di mitosi, cio’ avviene regolarmente seguendo meccanismi identici.
Si dice: autologo - " di organo, tessuto, sostanza, micro organismo, virus, derivati da, o presenti nei propri tessuti o cellule .  
Si dice:
eterologo -"di organo, tessuto o sostanza organica o micro organismo, virus, che proviene da una specie diversa da quella considerata o peggio da una specie animale diversa; esempio quelli derivanti dai Vaccini").
Quando vi e’ la morte cellulare (apoptosi susseguente a stress ossidativo cellulare intenso), essa si disgrega, si disintegra nel sue varie parti, grazie ai propri lisosomi,  anche perche’ la membrana cellulare che trattiene e contiene il citoplasma perde di valore = carica bioelettronica, che si abbassa sotto i 15 microvolt per vari motivi:  intossicazione endo cellulare, mancanza di eliminazione di tossine e nutrimento di sostanze vitali, o per la conseguente alterazione della carica bioelettronica della matrice extracellulare, introduzione di proteine tossiche a DNA, cioe’ virus eterologhi (per esempio quelli dei vaccini) , essa si “rompe e rilascia” il suo calla matrice extracellulare il suo contenuto (mitocondri, nucleo, reticolo emoplasmatico, enzimi presenti, ecc.); i mitocondri (ricordiamo che ogni cellula ne contiene almeno 30 mila che producono energia termica e biolelettronica),  alcuni si disintegrano completamente, altri rimangono  intatti o si disintegrano in parte mantenendo il loro contenuto informazionale=DNA, il quale circolando nell’organismo, quando viene a trovarsi vicino ad altre cellule, trasportato dai liquidi corporei, anche quelli della matrice extracellulare, viene da esse, le cellule contattate,  “detettato” cioe’ rivelato e testato, cioe’ letto dal DNA della cellula nelle vicinanze, la quale, se autologo, gia’ lo conosce e riconoscendolo come sostanza proteica di scarto, informa tutto il DNA dell’organismo e quindi il sistema emuntorio (in primis quello renale) se ne fa carico per eliminarlo dall’organismo, ma se la cellula e/o tessuto cellulare e’gia piu’ o meno  malata/o, potrebbe introdurselo nel citoplasma per “testarlo”(per un meccanismo di riconoscimento errato), con le conseguenze del caso; se invece essa e’ sana, lo isola, informando tutto l’organismo dello scarto proteico presente  nell’organismo, scarto che deve essere eliminato utilizzando le normali vie emuntorie del corpo, se esso vi riesce altrimenti rimanendo nell'organismo puo' rimanere latente per anni e ricomparire con il suo carico informazionale tossico e danneggiare il sistema vitale corporeo.

Se quella proteina complessa (di  scarto) virale, non e’ autologa ma eterologa, sempre quella cellula nelle vicinanze del virus (ripetiamo che il virus e’ una proteina complessa a DNA), DEVE leggere il suo DNA per identificarlo e cosi facendo NON, essendo una informazioni  gia’ presente nel suo DNA (cosi come in tutto il DNA corporeo che e’ costantemente informato del proprio DNA autologo) essa lo decodifica, lo legge e cosi’ si INFORMA, cioe’ subisce facilmente mutazioni nel suo DNA autologo (quando la cellula non e’ sana) e quindi ecco che si manifesteranno anomalie cellulari (stress ossidativo), tessutali (intossicazioni ed infiammazioni), con le conseguenti malfunzioni organiche e sistemiche nel soggetto, oppure se mediamente sano l’organismo invia quelle proteine complesse a DNA nei depositi di grasso nei vari tessuti, nei quali puo’ rimanere inerte per decenni salvo poi “risvegliarsi” essere utilizzato in uno stato febbrile rilasciando il suo potere informazionale virulento, intossicante se queste proteine tossiche non vengono eliminate.

E’ quindi la decodifica effettuata dal DNA cellulare, per il riconoscimento preciso del DNA eterologo, che comporta il pericolo per la cellula (non completamente sana) in special modo il DNA mitocondriale che e' deputato a tale riconoscimento; quindi, meglio evitare di far circolare DNA eterologo nell’organismo, di conseguenza MEGLIO NON vaccinarsi, perche ' i Vaccini introducono materiale tossico nell'organismo e proteine complesse a DNA, cioe' Virus. -
vedi: Contenuto dei Vaccini

Questo il meccanismo genetico, per esempio dell'azione dei vaccini nelle cellule, ma occorre anche tenere presente la grave intossicazione da parte dei vaccini che contengono metalli tossici, sostanze tossiche non autologhe che determinano SEMPRE reazioni immunitarie abnormi con conseguente immunodepressione + gli stati infiammatori cellulari, tissutali, organici consequenziali… ecc.

Qualche cenno storico sugli "ingoiatori" di
MICRORGANISMI, "germi batterico virali"
Personaggi storici come il prof. Max Joseph Pettenkofer (1818-1905), grande igienista e docente a Vienna e Monaco, od il dr Thomas Powell, scomparso in California qualche decennio fa all’età di 88 anni, e’ considerato l’uomo che nella storia ha consumato di proposito, più germi infettivi di chiunque altro, o il dr John Fraser di Toronto, il dr William Osler, lo stesso Arnold Ehret, e tanti altri che non esitarono a trangugiare, in pubblico o di fronte a delle vere giurie, bicchieri colmi di colture microbiche a base di batteri-virus tipo difterite, colera, tubercolosi, meningite, febbre tifoidea, dimostrando cosi’ che i microbi ed i virus non sono causa di malattia.

Questa la significativa corrispondenza tra una studentessa di Charleston-West Virginia, e il rimpianto igienista americano T.C. Fry, premiato alla Sorbona di Parigi con laurea honoris causa, che chiarisce diverse cose.
“Se è vero come dice lei che nemmeno le VD (venereal diseases o malattie veneree) sono contagiose, perché succede che, quando uno va con un partner sessuale ammalato, si ammala della stessa malattia ? E’ difficile poi pensare che il morbillo non sia contagioso.Vorrei davvero crederle, caro dr Fry, ma ho bisogno di maggiori spiegazioni e giustificazioni per poterlo fare”.

RISPOSTA del dr Fry: “Tieni presente che le VD, non si chiamano più sifilide e gonorrea, e che la sifilide non viene più imputata alle famose spirochete, mentre i gonococchi sono stati esentati da responsabilità nella gonorrea. Oggi, quando si parla di VD, le malattie alla moda sono l’herpes e la NGU (non-gonococcal urethritis)”.
Chissa’ in futuro quali altri capri espiatori verranno richiamati agli albori della cronaca, dalla medicina ufficiale….

La STORIA del dr. NOGUCHI.
Il dr Noguchi del Rockefeller Institute, era negli anni scorsi il più osannato ricercatore in fatto di malattie veneree. Per sua sfortuna scoperse troppe cose scomode. Scoperse ad esempio che le spirochete sono presenti solo nel 75% dei casi, e non nel 100%, come dovrebbe essere se fosse davvero il Treponema Pallidum a causare la malattia.
Scoperse pure che il contatto e l’assunzione delle spirochete, non erano causa di infezione in centinaia di soggetti maschi testati.
A conferma delle sue ricerche, c’erano i ripetuti esperimenti condotti dalla Marina Americana, che più volte usò gruppi di marinai volontari, messi a contatto intimo prolungato e non protetto con prostitute giapponesi sifilitiche, senza che nessuno di essi sviluppassero alcuna malattia.
L’innocuità assoluta di tutti i casi di sifilide cronica e di uretrite non-gonococcica, e dei vari tipi di herpes, regolarmente guariti in pochi giorni con semplice digiuno ad acqua distillata, senza alcun farmaco, senza penicillina, senza bismuto, mercurio o arsenobenzolo.

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Nulla al mondo si prende per contagio, se non la scemenza e la stupidità.
La prima cosa che mi viene in testa è chiara e lampante: non ho alcuna paura della febbre.
Sono disposto a sfiorare o baciare in senso tecnico la prima ragazza disponibile, messicana o newyorkese, con 40 di febbre suina aviaria-caprina ed asinina, per dimostrare al mondo che non si prende un accidente.
Sono disposto a farlo di fronte a una commissione internazionale indipendente di tecnici e scienziati verificatori, per dimostrare che niente e nulla al mondo si prende per contagio, quando il proprio sistema immunitario funziona al meglio. Mi servirà solo il nulla osta di mia moglie.

Il discorso vale per l’Aids, il papilloma e tutto il resto.
Ma il mondo allora è fatto di filibustieri da un lato e di gente inscimunita dall’altro ?  Mi ha chiesto incredula una gentile signora milanese. E’ esatto, le ho risposto. Oppure, se vuole, i pochi sani stanno in manicomio e i veri matti stanno tutti fuori.Tutti pronti ad indossare la mascherina, e poi a toglierla per addentare il cuore del vitellino e la trippa di sua madre mucca.
Per non dire del maiale, massimo traguardo del porco-uomo nell’Era Spirituale dell’Acquario.Tutti con le mascherine e gli spray. Tutti pronti a proteggersi e cautelarsi. Tutti chiusi nelle proprie stanze di fronte al computer. Tutti tremebondi e disorientati.
Ma, non appena arriva il morso della fame, tutti pronti a strappare la mascherina di bocca e a gettarsi sulla coscia della povera gallina decapitata il giorno prima.
Tutti pronti ad addentare il cuore del vitellino o le trippe di sua madre, massacrati senza alcuna pietà nel macello del circondario.
Per non dire del maiale, massimo traguardo culinario del porco-uomo del Terzo Millennio, ovvero dell’Era Spirituale dell’Acquario, che la grande civiltà Maya ha datato col 22 dicembre 2012.

Andiamo dunque a interrogare la Scienza Salutistica più affidabile e più libera da corruzione
Ma andiamo a vedere cosa ne pensa la Scienza della Salute, l’Igienismo Naturale, ovvero l’unica fonte attendibile e libera da corruzione in questo mondo folle e sbandato, sull’infettività dei microrganismi.
Lo scienziato tedesco Robert Koch (1843-1910) ha fissato le leggi e i paletti adatti a capire quando si può accusare un batterio (e a maggior ragione un virus) di essere il vero responsabile di un’epidemia:

Il microrganismo deve essere trovato in ogni caso di malattia (in ogni persona colpita).
Il microrganismo non deve essere trovato nei soggetti che non presentano i sintomi della malattia.
Il microrganismo deve essere capace di sopravvivere (batterio) o di permanere (virus) fuori dai tessuti del corpo.
Il microrganismo, reintrodotto nell’organismo, deve essere in grado di riprodurre lo stesso tipo di malattia causata in precedenza.
Ai suoi tempi non erano ancora conosciuti i virus, ma le leggi di Koch valgono oggi sia per i batteri che per i virus (anzi valgono ancora meglio per i virus, essendo essi parassiti non viventi ed incapaci di rilasciare tossine o di adattarsi a mutazioni ambientali come avviene per i batteri).

Criteri di infettività non rispettati nel caso di diverse malattie considerate infettive
Caso 1) Già l’eminente ricercatore canadese William Osler (1849-1919) scoperse che il bacillo della difterite è assente nel 28-40% dei casi di difterite. La prima legge di Koch, per cui il batterio/virus deve essere trovato in ogni caso di malattia, non viene rispettato nella tubercolosi, nella difterite, nella febbre tifoide, nella polmonite e in altre malattie.
Caso 2) Nemmeno la 2° legge viene rispettata, perché specifici batteri/virus della malattia si trovano ripetutamente anche in soggetti nei quali non ci sono sintomi della malattia stessa.
Caso 3) Anche la 3° legge non viene rispettata, perché i batteri/virus non sono capaci di vivere o di prolificare fuori dai tessuti corporali.

Anche per i 3 casi citati ho parlato di batterio/virus associati, nel senso che il discorso vale per entrambi.
Sono le condizioni di suscettibilità del paziente a fare del batterio o del virus un agente infettivo

La Bio-Chemical Society di Toronto (Canada) condusse una serie di esperimenti dove colture di germi della tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi e meningite, vennero fatte consumare in abbondanza a un gruppo di volontari sani e ben pagati.
Il risultato ?  Nessuno di essi si ammalò.
Ma, quando le condizioni di suscettibilità vengono interdette, tutto il discorso cambia, a conferma del fatto che sono le condizioni del corpo ospitante a determinare il tutto, e non il microrganismo in sé.
Il batterio o il virus da solo (Dr Shelton’s Hygiene Review, feb 1972) possono causare una malattia niente più di come un fiammifero non acceso ed attivato può causare un incendio.
Non possiamo schivare i batteri e i virus. Dobbiamo essere a prova di entrambi.
Possiamo evitare le malattie solo mantenendoci in uno stato ottimale di salute tale per cui i batteri e i virus nulla possono contro di noi.

Batteri amici indispensabili, accompagnatori ma non causa di malattia
I batteri sono ubiquitari, stanno con noi da quando nasciamo a quando moriamo. La vita sul pianeta sarebbe impossibile senza di essi.
Trattasi dunque di creature amiche, di collaboratori ottimi, di preziosi alleati mangia-rifiuti, e non certo di nemici.
Entrano in azione immediatamente quando c’è una pericolosa accumulazione di materiale tossico che minaccia l’integrità del nostro corpo.
Non si nega che i batteri siano intimamente associati con molte malattie anche serie.
Non si nega che essi elaborino certe tossine e che emettano pure nel nostro corpo i loro rifiuti corporei, complicandoci ulteriormente la vita.
Non si nega il ruolo dei batteri nell’evoluzione della malattia.
Ma essi non sono affatto la causa primaria e fondamentale della malattia, come troppa gente pensa, in fotocopia con la medicina ufficiale.

I virus come detriti cellulari interni o comunque come entità esterne inanimate nelle quali ci imbattiamo regolarmente
I batteri accompagnano le malattie, non le causano, il che è cosa assai diversa.
Pressappoco lo stesso discorso si può fare per i virus.
Le condizioni dell’ammalato derivano sempre dal suo modo improprio e fasullo di vivere e di mangiare, non dai batteri e non dai virus in sé.
I batteri non producono malattia: è la malattia che li produce.
I virus invece non sono altro che detriti cellulari (derivati da nostre cellule spente e morte).
Più che amici, sono sostanze inevitabili che formiamo al nostro interno con la continua morìa cellulare, oppure sostanze esterne nelle quali ci imbattiamo.
Non sono entità viventi come i batteri, e sono incapaci di riprodursi in un ospite sano, dotato cioè di sistema immunitario funzionante.

E’ assurdo parlare di moltiplicazione dei virus.
Ci può essere solo sommatoria ed accumulazione, derivata sempre dalla moria continua e massiccia di nostre cellule spente, le quali, se non vengono pulite con regolarità da un bel sangue fluido e scorrevole, diventano alimento proteico per i batteri ed anche garitta o guscio di inserimento per i virus cadaverali acquisiti dalle carni, dal pesce, dai latticini, dai gelati, dagli yogurt, dalle uova e da tutte le folli proteine animali di cui l’umanità pazzoide si nutre.
I cibi sbagliati, carnei, cotti, zuccherati, lattati, ovati, salati, incaffeinati ed intheati, hanno la caratteristica di sospendere il normale processo metabolico cellulare, e di far accumulare nel proprio corpo i propri detriti cellulari.
Alla fine, si va a peggiorare ed a rendere densa e rallentata la qualità del liquido nobile che ci nutre e ci ripulisce, del rosso e scorrevole sangue che diventa meno rosso e meno scorrevole, e che la medicina cerca poi di migliorare a colpi di eparina.

L’estrema pericolosità delle proteine animali in ambito virologico
E’ per questo che ogni piatto di carne, più che dannoso, è disastroso e micidiale per l’essere umano, dotato come è di un sistema gastrointestinale, di un sistema immunitario, di un sistema-corpo, smaccatamente fruttariani, e per niente onnivori certi nutrizionisti universitari vanno tuttora insegnando, in questo pianeta quanto mai sprovveduto ed oscurato dall’ignoranza più nera.
Ai cani, ai gatti e alle iene, le proteine animali non causano grossi inconvenienti, essendo essi attrezzati di potenti acidi e di formidabili enzimi antiurici, nonché di un sangue acido, e non alcalino come quello umano.

Cosa sono dunque queste entità sotto-microscopiche chiamate virus?
I virus esistono solo come entità inanimate, fino a quando non vengono decomposti, demoliti, espulsi.
Diversi e molteplici i nostri organi interni, e diversi i tipi di detriti cellulari, cioè i virus endogeni che ne derivano.
Trattasi di molecole di acido desossiribonucleico (DNA), circondate da una catena di membrane proteiche lipidiche.
Ogni cellula umana (10 trilioni di cellule in tutto) possiede milioni di organuli interni i quali, in sede di dissolvimento o morìa, o rinnovo cellulare, diventano detriti o spazzatura organica chiamata virus.
Non basta essere medici, virologi, immunologi, infettologi, per capire profondamente queste cose.
Serve piuttosto avere sempre tanta bussola e corretto orientamento.
Serve acquisire visuale cinematografica e non fotografica, visuale fisiologico-spirituale e non solo materiale-meccanicistica.

Il mito di una immunizzazione che non esiste
Non è possibile rendere una persona immune (disease-proof), renderla a prova di batterio o a prova di virus, con mezzi chimici o biochimici.
Al massimo esiste una debilitazione del vaccinato e quindi una sua ridotta reattività.
Il modo evidente e più garantito per minimizzare la reattività è quello di ammazzare il paziente, mentre per massimizzarla basta tenerlo nella più alta forma fisica possibile.
Le epidemie, le pandemie, non significano effettiva trasmissione di virus o di batteri da un uomo all’altro, come si tenta di affermare.
Esse sono solo la conseguenza di alti livelli di tossine nel sangue di tante persone contemporaneamente, legate ed accomunate da abitudini simili, da intossicazioni simili, da pensieri-preoccupazioni-stress simili e condivisi.

La vaccinazione è la peggiore invenzione mai concepita dall’uomo nella sua storia
Le inoculazioni e i vaccini sono puri veleni, sono interferenze estranee che by-passano il sistema immunitario, sono processi ammalatori e debilitanti della vitalità, che nulla hanno a che fare con la guarigione e la salute.
Non fanno bene ai sani e soprattutto ai bambini, perché quelli hanno già il loro potentissimo sistema immunitario funzionante.
Non fanno bene ai malati e agli anziani, perché essi sono già sufficientemente gracili per subire ulteriori indebolimenti.
La vaccinazione è la peggiore invenzione mai concepita dall’uomo nella sua storia.

Tutte le pandemie vengono superate ed eliminate grazie ai miglioramenti esterni ed interni
L’unica cosa che elimina le pandemie di ogni tipo sono i miglioramenti dell’ambiente circostante e quelli interni al proprio corpo, non certo i vaccini.
Tanto più che tutti i microrganismi hanno la capacità di adattarsi, di mutare in continuazione, rendendo superflua, parallela, ininfluente, e comunque sempre dannosissima la vaccinazione.
Ad esempio il cocco della polmonite diventa bacillo della tifoide alimentandosi del virus tifoide, e viceversa.
E’ stato dimostrato più volte come l’introduzione di colture batteriche e virali non è in grado di causare malattie nei corpi sani.
Si sono fatti esperimenti in cui si sono introdotte colture abbondanti di tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi, meningite, senza che esse abbiano causato alcun effetto.
I batteri sono dunque amici onnipresenti che entrano in azione quando esiste cibo da consumare (rifiuti e tossine da mangiare ed eliminare). Guai se i batteri non ci fossero.

Il batterio o il virus nel corpo non è sinonimo di malattia infettiva
Il dr Rene Dubos, famoso batteriologo e premio Pulitzer 1968, contraddice l’assunto medico secondo cui i germi hanno caratteristiche specifiche e immutabili nella loro struttura e nelle loro caratteristiche chimiche.
Lo stesso Louis Pasteur si accorse nel 1880 dei suoi errori gravi e cambiò radicalmente rotta, ma era agli sgoccioli della propria vita.
Il danno gravissimo lo aveva già fatto.
E la medicina, specialista da sempre a raccogliere il peggio e a scartare il meglio, aveva già adottato ed interiorizzato i suoi schemi stravaganti, portandoli con sé fino alla data odierna.
Il vecchio Pasteur si accorse che i batteri mutavano a seconda delle condizioni del paziente, e che un corpo sano e resistente non era suscettibile ad essi.
Si convinse alla fine che fattori fisiologici controllabili erano basilari nello stabilire la vulnerabilità alla malattia e concluse, con parole sue, che  La presenza nel corpo di un agente patogeno non è necessariamente sinonimo di malattia infettiva, ovvero hanno ragione i miei detrattori, tipo Bernard e Koch, secondo i quali il seme è niente ed il terreno è tutto.

Le malattie non sono suddivise in classi come cani e gatti
La più famosa nurse-dottoressa della storia, miss Florence Nightingale, che spesso cito nei miei articoli, condusse il più bell’attacco alla teoria dell’infezione batterico-virale, pur non conoscendo ancora batteri e virus.
Le malattie non sono individui organizzati in classi, come cani e gatti, ma sono piuttosto condizioni che si sviluppano le une dalle altre a seconda delle condizioni di nettezza che caratterizzano ciascun organismo. Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi ?
Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia da un lato, e l’aria viziata e la sporcizia esterna-interna a determinare lo stare bene o lo stare male delle persone ?
Non sono forse tutte le malattie delle reazioni naturali alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo ?

La dottrina delle malattie specifiche, grande rifugio delle menti deboli e fragili della medicina

Mi è stato insegnato, sia da scienziati superbi che da donne ignoranti, a temere la febbre, la scarlattina e le varie malattie infettive.
Ma la vera assistente sanitaria ignora le infezioni, non ne ha paura, ed eventualmente le previene.
Stanze pulite, finestre aperte ed assistenza amorevole ai pazienti. Questo è da richiedere a una buona nurse.
Un trattamento saggio e umano è la migliore cura contro le pandemie e le malattie di ogni tipo.
La dottrina delle malattie specifiche e classificate è il grande rifugio delle menti fragili e deboli della medicina.
Non esistono malattie specifiche. Ci sono solo condizioni adatte a rendere la gente malata.

Le migliori parole pronunciate in campo medico negli ultimi 200 anni.
Un monito divino ed extraplanetario ai medici e all’umanità disorientata.
Più che una teoria intelligente sull’origine e la cura delle malattie, le parole della Nightingale sono quanto di meglio sia mai stato pronunciato negli ultimi 200 anni in ambiente medico, e meriterebbero di essere scolpite sui muri di ingresso di ogni clinica e di ogni ospedale del mondo, come avveniva con la frase  Conosci Te Stesso in tutti i templi della Grecia antica.
Esse suonano come un monito formidabile, divino ed extraplanetario, contro tutte le follie della medicina moderna, e contro tutte le scemenze in circolazione presso la gioventù delle discoteche e degli sballi, e contro le distrazioni e le dimenticanze della gente di oggi, per troppo tempo privata di insegnanti saggi ed avveduti, per troppi decenni preda di una banda di ladroni operanti dietro il paravento di cattedre, camici, governi, parlamenti e uffici presidenziali.
Per troppo tempo preda dei ladroni radiotelevisivi e della carta stampata.
La storia delle vaccinazioni insegna, ma non ai sordi che non vogliono ascoltare e ai ciechi che non vogliono vedere
I processi della natura sono sempre caratterizzati da due qualità: efficienza ed economia.
Il corpo non promuove mai crisi difensive quando ciò non è necessario. I corpi sani non necessitano di detossificazioni.

Farmaci e vaccini costituiscono pertanto attacchi addizionali all’integrità dell’organismo.
I processi della natura sono sempre caratterizzati da due qualità: efficienza ed economia. Il corpo non promuove mai crisi difensive quando ciò non è necessario. I corpi sani non necessitano di detossificazioni.
Farmaci e vaccini costituiscono pertanto attacchi addizionali all’integrità dell’organismo
.
Tant’è vero che le malattie diminuiscono non appena ci sono miglioramenti concreti nelle condizioni ambientali, non appena si smette di avvelenare la corrente sanguigna con farmaci e vaccini.
L’Inghilterra fu il primo stato al mondo a imporre vaccinazioni obbligatorie alla sua gente.
Dopo 50 anni, quello stesso paese, patì la più grande epidemia virale di vaiolo della storia, sia in numero di casi colpiti che in alta percentuale di morti. Un popolo vaccinato, richiamato e rivaccinato ancora, che veniva colpito in quel modo.
Una cosa davvero assurda ed inconcepibile. Venne immediatamente tolta l’obbligatorietà.
Ma oggi, nel 2009, la maggiore vaccinatrice mondiale GlaxoSmithKline, ha sede esattamente in quel medesimo paese.

Le più spaventose  pandemie arrivano sempre per condizioni di vita insane.
La gente di oggi è apparentemente sana e pulita, mentre al suo interno sta marcendo.
La verità è che le peggiori epidemie sono sempre arrivate per condizioni di vita insane.
Più le abitudini della gente migliorano in termini di pulizia esterna ed interna, e meno si è soggetti a problemi.
Purtroppo, gli stili di vita della gente sono sì migliorati, ma soltanto in apparenza.
La gente di oggi è indebolita da irresponsabili svezzamenti a latte bovino ed omogeneizzati, da adozione successiva di cibi carnei e di cibi cotti, da trattamenti sanitari invasivi, da tensioni e paure continue, da tragiche carenze affettive, da impedimenti e tensioni sessuali, da cocacola e sigaretta, da videogiochi e videomania, dalle sale di ammalamento intensivo chiamate discoteche.
Nel 1948 un’epidemia di polio venne causata ad esempio da un eccessivo consumo di zucchero, e il tutto si risolse con un drammatico appello ad abbassare l’uso improprio di tale insidioso dolcificante.
(NdR: ...e dall'immunodepressione dei soggetti precedentemente vaccinati per il vaiolo) .

Dall’epocale Spagnola del 1918 ai casi di meningite di Treviso, il filo logico è sempre quello
Le epidemie vengono provocate dal protrarsi di situazioni debilitanti di massa, come prolungata umidità e freddo, preoccupazioni, guerre, panico.
La spaventosa febbre Spagnola del 1918-1919 che decimò le popolazioni europee e mondiali con cento milioni e oltre di morti (cifre probabilmente approssimative e per difetto, data la mancanza di metodi statistici efficaci), non giunse forse dopo le lunghe ed incredibili privazioni del primo conflitto mondiale ? (NdR: ...e dall'immunodepressione dei soggetti precedentemente vaccinati per il vaiolo).
Ma, per venire ai nostri tempi, le meningiti che arrivano spesso dopo lunghe ore di discoteca (vedi casi di Treviso nel 2008 ed altri casi simili in altri paesi), non insegnano proprio nulla ?
Più snervata ed intossicata è la gente e prima si ammala. Poi, quando ha perso la salute, e comincia a spaventarsene, va disperatamente alla ricerca della panacea e del vaccino, ovvero della soluzione rapida e miracolistica.
Non le viene in testa di cambiare strada, di diventare più saggia e rispettosa di se stessa e del prossimo suo.

I vaccinatori privi di risposte logiche.
La virulenza putrefattivo-animale assai peggiore di quella carbonico-vegetale.
I difensori delle vaccinazioni non hanno mai tentato di spiegare come mai quelli che sono stati vaccinati in precedenza sono sempre i primi a riammalarsi.
Gli stati di malattia più gravi e virulenti si sviluppano nella gente che porta dentro di sé quantitativi di veleno putrescente, soprattutto dopo le feste di Natale e di Pasqua. Le eccitazioni e il mangiare sballato portano ad inevitabili crisi.
La peggiore forma di avvelenamento è quella da putrefazione proteica, che supera di molto la fermentazione carbonica, perché le proteine della carne producono tossine molto più pericolose delle proteine vegetali.
Ad esempio (Dr Shelton’s Hygiene Review, marzo 1972), la tonsillite arriva da virulenza carbonico-vegetale, mentre la difterite giunge da virulenza putrefattiva-animale.
In entrambe queste malattie ci sono decomposizioni nel tratto intestinale, ma le tossine putrescenti possono anche degenerare in polmonite e meningite, o in febbre tifoide ed altre forme di influenza grave.

La malattia come prezioso processo di detossificazione
Il corpo espelle i suoi scarti ineliminati attraverso delle crisi acute.
La malattia dunque è un percorso obbligato di detossificazione e di recupero, ed è rimediale e benefico, è un processo di auto-preservazione.
L’abituarsi, l’accomodarsi al fumo, al caffè e al the, all’alcol e alle bibite gassate-dolcificate, alle varie carni e al pesce, ai farmaci e ai vaccini, impone al corpo la compresenza di pesanti livelli di tossine.
L’inevitabile effetto è la moltiplicazione del livello tossico e l’abbattimento della forza nervina, mentre la tossiemia interna tende ad aumentare a causa del continuo flusso di cellule morte non ripulite e non riciclate.
Il risultato è lo scatenamento di un processo guaritivo chiamato malattia.
Il salutismo etico-naturale che noi proponiamo e promuoviamo comincia nella mente e nell’anima
La malattia non è mai nemica, nemmeno in questo caso ben s’intende.
Quelli che ci rimettono le penne, e finiscono al camposanto, ci sarebbero andati comunque, vaccino o non vaccino, più in fretta col vaccino che senza, perché erano davvero malmessi internamente.
I fastidi e i dolori fisici per gli influenzati sono antipatici, ma rappresentano dei segnali positivi ed utili.
Ci vengono a dire che qualcosa nel nostro comportamento è andato storto.
L’igiene naturale che guarisce, il salutismo scientifico che noi proponiamo a tutti i cittadini del mondo, al Messico colpito, agli USA colpiti, all’Europa in via di essere colpita, comincia nella mente, nel cervello, nel comprendonio, senza mai escludere la nostra parte eterea e la nostra anima.

Il regime alimentare è un fattore critico e determinante nella maggioranza dei casi.
L’esercizio fisico e l’armonia interna sono pure basilari. Ci vuole Scuola con la S maiuscola e Maestri Igienisti con la M maiuscola.
Provare per credere. Non malattie infettive, ma malattie accomunate e ritmate da effetto grilletto scatenante. Il vero contagio è quello della stupidità umana. Le stesse allergie si producono allorquando il sistema immunitario si guasta.
Nei casi estremi, il corpo diventa così sguarnito e sensibile che persino sostanze innocue e normalmente utilissime, tipo fragole, pere, lamponi, ecc, finiscono per provocare fenomeni di allergia e intolleranza.
Il responsabile non è la frutta, ma il sistema immunitario finito malamente.
Il contagio prevalente in tutte le pandemie non è la febbre aviaria, la febbre suina o la febbre asinina, ma è invece il contagio della stupidità umana.
Il contagio delle pessime abitudini a fumare, a mangiare carne di maiale-bue-pollo-pesce e di qualsiasi altra carogna in circolazione.
Il contagio dell’andare a chiudersi in una discoteca, carica di fumo e di decibel, di vapori e umori intossicanti, di bevande atroci, di ore preziose rubate al sonno (le ore tra le 21 e le 24 sono le più importanti e nutrienti della notte).
Chiaro poi che, nelle malattie  accomunate, scatta pure l’effetto grilletto che trasmette gli stessi sintomi a chi è nelle medesime condizioni, a chi è già pronto ad ammalarsi.

I teorici della peste bubbonica sempre a corto di risposta
Vengano a spiegarci i teorici della peste bubbonica e delle vaccinazioni a tappeto come mai tantissimi  sviluppano raffreddori e febbri pur non essendo stati assolutamente in contatto con nessuno.
Vengano a spiegarci gli stessi monatti il perché migliaia di persone sane, che vanno in contatto con dei  malati, non sviluppano poi un bel niente.
Sappiamo già che tireranno fuori scuse e ragioni che non stanno né in cielo né in terra.
Nel 1967, dice Shelton, lavoravo in un piccolo ufficio, a stretto contatto con una decina di altre persone.
Arrivò un’epidemia di influenza e tutti finirono a letto. Fui il solo a non sviluppare la febbre.
La stessa cosa successe a me medesimo più di una volta, quando ero ragazzo vegetariano dissidente in famiglia normale ed onnivora.
Ad ogni influenza stagionale o asiatica, tutti a letto per una settimana con febbre alta, ed io regolarmente in piedi senza mai alcun sintomo.

Dalle esperienze del dr Shelton a quelle del dr Mendelsohn (massimo pediatra mondiale)
Devo ancora conoscere un singolo caso di bambini, figli di vegani o di igienisti, che siano stati ammalati di polio.
Un regime salubre e naturale non causa polio, non causa colera, vaiolo o difterite, scrive in proposito Herbert Shelton (Dr Shelton’s Hygiene Review, May 1976, pag 195).
Succede invece che una lunga lista di malattie, tipo cecità, convulsioni, eczema, ed anche morte improvvisa ed inesplicabile, sia stata più volte imputata alle vaccinazioni.
Il dr Robert Mendelsohn (Confessioni di un Medico Eretico, pagg 143-145), accusa le vaccinazioni di essere simili a un gioco alla roulette, dove si cerca di stoppare dei virus sfuggenti e giocherelloni che variano in continuazione, e porta l’esempio dell’influenza americana del 1976 che portò a un fiasco medico colossale, con 565 casi di paralisi Guillan-Barré e 30 casi di morti inspiegate, tutte derivanti da una vaccinazione effettuata poche ore prima.
Da quella volta Mendelsohn diventò nemico mondiale numero uno di ogni vaccino antibatterico ed antivirale.

I virus, per fare danni, hanno bisogno di molte cose
I virus non possono vivere o aumentare di numero da soli, essendo materiale morto e decrepito, privo di vita e di enzimi.
Abbiamo, come già visto sopra, virus endogeni derivati da morìa intensa e regolare delle nostre cellule che vengono normalmente eliminati, e i virus esogeni (presi dai cibi sbagliati e dall’aria viziata ed inquinata che respiriamo).
Ricordiamo in proposito che frutta e verdure pulite contengono zero virus e zero batteri, mentre tutte le carni ne sono spaventosamente stracariche.
Per svilupparsi e fare dei danni, un virus ha bisogno di molte cose. Serve innanzitutto la possibilità di occupare e di insediarsi, ovvero di attaccarsi a delle cellule vive. Ma serve pure che tali cellule, e l’organismo nel quale il virus si trova, abbiano alle spalle un sistema immunitario distratto ed inefficace.
A quelle condizioni si può sviluppare una condizione virale generalizzata.
Attribuire intelligenza, volontà ed abilità tattica ai virus, può solo fare sorridere
E’ evidente come il virus sia il perfetto esempio di sostanza parassitaria, ma sempre morta e priva di volontà, di pianificazione, di programmi.
Parlare di virus latenti, mutanti, cambianti, cattivi, o cose simili, attribuendo ai virus intelligenza e abilità tattica o altro, può solo far sorridere. E’ sempre il nostro corpo che conduce la danza nel bene e nel male, o a non condurla affatto perché lo abbiamo rovinato malamente. Il virus è inanimato a tal punto che nessun antibiotico al mondo lo può colpire.
Non si può ammazzare qualcuno che è già morto (NdR: meglio dire che non e' mai stato vivo).

Un corpo sano è un’autentica fortezza, una macchina da guerra
Il corpo comunque è in grado di distruggere il virus allo stesso modo con cui distrugge e si libera degli altri veleni, e allo stesso modo in cui colpisce i batteri invasori.
Un corpo sano è autentica fortezza, ed anche macchina da guerra. Distrugge tutto e non ha problemi.
La stessa cellula sana tiene sotto attento controllo la situazione, e impedisce a qualsiasi microrganismo di causare danni.
Il corpo umano può essere benissimo infettato da un virus (può cioè avere il virus al suo interno) senza però ammalarsi o manifestare malattia.
Le  infezioni virali (cioè le presenze di virus nei cosiddetti portatori sani) sono comunissime e quasi universali, mentre le  malattie virali sono al contrario rarissime. Il virus della polio ce l’hanno in tantissimi.
L’adenovirus è presente nel 90% della popolazione, ma pochissimi se ne ammalano.

La salute e l’equilibrio sono concetti diversi da quello di immunità
Esistono invece agenti interni ed esterni che mettono a repentaglio e sovvertono l’armonia corporale, convertendo un virus latente in un virus attivato e reso virulento.
E’ risaputo che le cellule trattate con un virus in un tessuto colturale sono in grado di inibire ed interferire con lo sviluppo di altri virus.
Questo materiale cellulare modificato è stato per l’appunto definito interferone e possiede capacità antibiotico-antivirali.
In ogni caso, la salute e l’equilibrio sono concetti opposti a quello di immunità, non dipendendo essi dagli anticorpi sviluppati in seguito alla vaccinazione, ma dalla saggia normalizzazione delle funzioni corporali.

Tutti gli esseri viventi ospitano batteri e virus inattivati, ma solo pochi si ammalano. Perché ?
Infatti, oltre il 90% delle persone alberga ed ospita diversi virus, mentre solo una percentuale minima sviluppa poi effettivamente una malattia virale.
La malattia virale, allo stesso modo di quella batterica, richiede qualcos’altro, qualche altro fattore snervante in grado di causare prostrazione e indebolimento alle funzioni protettive, inducendo così il virus a entrare in qualche modo nelle attività biologiche cellulari, spingendolo a diventare un ingrediente sempre inattivo ma scomodo, una sporcizia diffusa ed invadente.
Un igienista naturale, un salutista con la testa sulle spalle, non ha paura di alcun virus, di alcun batterio e nemmeno di alcuna malattia.
Un igienista naturale, un salutista naturale, sanno benissimo che non c’è virus che tenga, e che non esiste al mondo malattia virale che spaventi.
La cosa che deve spaventare è piuttosto la cattiva abitudine, la testardaggine ad andare contro se stessi e a mettere nel proprio canale gastrointestinale l’anti-cibo per eccellenza che si chiama carne, sia essa bianca, rossa o di colore viola.
I virus potenzialmente più pericolosi sono quelli interni che produciamo normalmente con la fisiologica morìa cellulare, non fosse altro perché arrivano in continuazione e a getto continuo dal nostro sistema cellulare, senza sosta e senza vacanza.

Guai interrompere la salute e la pulizia interna.
Le diete alto-proteiche sono la manna per quelli del  Codex Alimentarius e per i fabbricanti di farmaci e di vaccini
I virus cellulari interni sono come un cumulo di spazzatura che occupa impropriamente le nostre stanze corporali, e che deve essere utilizzato (riciclandone in parte le componenti utili) e poi spazzato via con regolarità.
Se noi rallentiamo o impediamo tale operazione metabolica giornaliera, adottando comportamenti demenziali tipo l’alimentazione carnea, l’uso di latticini, di cibi cotti, di droghe, delle sigarette e del caffè, allora sì che firmiamo la nostra condanna capitale.
Tutte le diete alto-proteiche promosse da certi medici e da certi nutrizionisti, da certi venditori di fumo, sono funzionali non solo alle industrie che producono gli stessi prodotti appena citati, ma anche ai desideri del  Codex Alimentarius, della Bayer, della GSK, della Pfizer, della Monsanto, della Rockefeller, tutte coalizzate a tifare contro la salute umana.

Più proteine animali e più virus.
Mangiate maiale che noi della Pfizer, della Bayer e della GSK vi aspettiamo al varco !
Le proteine animali nel corpo umano equivalgono ad introdurre virus a raffica.
Da qui il gran coro mondiale in difesa della carne di maiale.
Mangiate maiale che noi della Pfizer e della GSK vi aspettiamo al varco !
I virus variano allo stesso modo dei batteri.
Cos’è che fa cambiare le loro condizioni?
Nei batteri è l’ambiente normale il quale, se diventa tossico, li cambia da batteri normali in batteri virulenti.
Nel caso dei virus, essi si formano in un ambiente già tossico, accompagnato da eccesso di rifiuti metabolici interni (detriti cellulari) non espulsi, nonché da veleni e virus ambientali esterni che trovano in tali rifiuti cellulari endogeni il rifugio per accasarsi e non essere poi distrutti facilmente dal sistema immunitario indebolito.

Servono mezzi salutari di recupero e non vaccini
La medicina invece, anziché ragionare in termini di corpo sano che distrugge il virus, lo trasforma da virulento in innocuo, e preferisce ragionare in termini di immunizzazione del corpo contro il virus.
Ma immunizzare davvero è pure impossibile, proprio per la variabilità e l’alterabilità continua dei ceppi virali.
Il corpo ha i mezzi per eliminare agevolmente i virus, a patto che la sua salute non sia compromessa.
Però, attenzione, se una persona è in condizioni insane, farmaci e vaccini fanno ancora peggio, in quanto indeboliscono ed intossicano ulteriormente un organismo già ai minimi termini.
Servono mezzi di recupero salutari sia nei sani che nei malati.
Il ricorso a mezzi azzardati come quello di iniettare dei virus attenuati, è una colossale presa in giro della gente, è il peggiore insulto che si possa fare contro il proprio corpo.

Stesso discorso per il vibrione del colera
Anche col vibrione del colera valgono le medesime considerazioni. Esso appare e riappare
Quando non c’è, dov’è mai finito ? E’ forse andato in vacanza ? Ce l’abbiamo costantemente addosso.
Molti igienisti mai vaccinati che viaggiano in Medio ed Estremo Oriente, mangiano frutta e verdura fresca in abbondanza, senza mai sviluppare alcuna malattia, mentre gente che si è vaccinata e che sta alla larga da insalate e da frutta torna spesso a casa col colera, un’infiammazione acuta del canale intestinale.
Da cosa è mai causata ? Dallo spargimento di liquame organico nei campi ?
Balle. Quello è il modo migliore e più igienico, visto che il terreno è il maggior purificatore-trasformatore di rifiuti organici.

E’ lo stato del tuo corpo intasato a favorire lo sviluppo batterico e l’accumulazione virale
Il colera non è altro che una severissima diarrea intestinale dovuta ad eccessi alimentari e conseguente putrefazione delle proteine nell’intestino.
Il dr Pettenkofer, professore di batteriologia all’Università di Vienna, sbalordì i suoi allievi ingerendo di fronte a loro una coltura di vibrioni capace di avvelenare un intero reggimento, senza essere poi colpito dal colera, dimostrando così un’ennesima volta che il seme è niente e il terreno, cioè il corpo, è davvero tutto.

Germi e virus sono onnipresenti.
Anche i virus dell’aviaria e quelli della febbre suina, asiatica o messicana, sono onnipresenti.
Le malattie non sono causate da essi. E’ lo stato del tuo corpo a favorire la fioritura e lo sviluppo batterico, oppure l’accumulazione di sporcizia virale.
By Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA (Associazione Vegetariana Animalista)  - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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E per riassumere.
La storia dei virus non è misteriosa, strana, perversa, ma comincia dalla normalissima morte delle nostre cellule.
Vediamo allora di fare una sintesi più logica dei microrganismi in questione, mettendo assieme i dati che provengono da biologia, fisiologia, biochimica e microbiologia.
Ogni cellula contiene alcune migliaia di mitocondri, gli organuli che creano la maggior parte della nostra energia corporale.
Alla morte della cellula (e ne abbiamo ben 300 miliardi che muoiono regolarmente ogni santo giorno, ovvero 9 miliardi di cellule/ora) la cellula stessa si autodistrugge coi suoi enzimi interni (i lisozomi), che la disintegrano in infiniti pezzi di detriti cellulari, definibili come virus endogeni interni.

I nostri grandi amici ed alleati batteri
Cosa sono dunque i batteri. - Trattasi di entità vive (non piante e non animali comunque).
Hanno funzione simbiotica nell’organismo umano, al punto che senza di essi moriremmo.
Ne abbiamo miliardi come parte della preziosa flora intestinale, e pare che messi assieme riescano a pesare addirittura un paio di etti. Ovvio che non causano nel modo più assoluto nessuna malattia. Aiutano ad eliminare quel materiale tossico che potrebbe intasarci e rapidamente distruggerci.
Da rilevare che i batteri fermentativi predominano nei vegani e nei naturalisti, mentre i batteri putrefattivi predominano negli onnivori-carnivori.

L’assurdità di mettere sotto accusa i batteri
Accusare di malattia i batteri è assurdo al pari di accusare di incendio i vigili del fuoco che vengono ad estinguerlo.
Accusare di malattia i batteri, come fa la medicina ufficiale, è una forma di vuduismo, un ritorno al tempo dei demoni e degli spiriti maligni.
I batteri non possono comunicare, cospirare, tramare, concertare azioni, intavolare piani assassini contro chi li ospita.
Essi proliferano o muoiono in relazione ed in proporzione logica alla quantità di sporcizia alimentare a loro disposizione.
Più rifiuti abbiamo nel cassonetto e più mosche, formiche, scarafaggi e topi gireranno nei paraggi.
Pulito alla perfezione il cassonetto, niente più ospiti.
E’ un paragone efficace, ma piuttosto infamante per i batteri, che sono sicuramente molto più utili dei topi, delle mosche e delle zanzare.

Cerchiamo di distinguere tra il significato del termine  essere vivi e del termine  essere morti
Andiamo ora ai virus.
Caratterizzare le malattie come attacchi virali è ancora peggio, in termini di assurdità. Non sono vivi in alcun caso.
Se non sono vivi, significa che sono esattamente morti, non storditi, non facenti finta, non moribondi, ma cadaveri sotto ogni punto di vista.
Il cadavere non trasporta, non attecchisce, non mangia, non si nutre, non approfitta, non agisce e non fa.
Se non ci capiamo su questo significa che parliamo lingue diverse e che sommiamo pure in modo diverso per cui l’uno più uno comincia a fare tre anziché due. I virus sono totalmente incapaci di qualsiasi azione possibile ed immaginabile.
Però esistono.
Attribuire a del materiale morto capacità di pensiero e di azione non è degno dell’intelligenza umana.
Un essere senza vita non può fare nulla, e men che meno può infettare qualcuno di sé.
Dire poi che si moltiplica significa toccare i vertici della fantascienza o della demenza.
La moria cellulare è continua, e la malattia da  intasamento è sempre in agguato
Gli antichi greci già conoscevano i virus o, meglio, conoscevano l’herpes. La parola herpes equivale al verbo insinuarsi, accapponarsi.

Il termine virus invece deriva dal latino e significa più semplicemente veleno. Con l’invenzione del microscopio elettronico nel 1930 i virus poterono finalmente diventare visibili, essere osservati. Non presentano vita, mobilità. Non hanno metabolismo.
Non defecano e non si riproducono. Si trovano solo all’interno di un organismo vivente, o tra le essudazioni e le deiezioni.
Con un carico di sporcizia cellulare accumulata, non ripulita prontamente, ci si ammala, e i sintomi possono essere l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche, i dolori muscolari, la febbre e un malessere diffuso.
Trattasi di malattia specifica da  intasamento.
Tutti questi segnali indicano che siamo in preda ad una tossicosi, ovvero a un’intossicazione del sangue.
Non esiste alcuna malattia specifica e localizzata, ma piuttosto uno stato generale di intossicazione corporea. Quando il corpo è in stato di tossicosi, toxemia, intossicazione, esso seleziona uno o più punti o siti del corpo nei quali eliminare tali tossine in eccesso.

I detriti cellulari sono composti da materia inanimata e non-vivente. L’eliminazione può avvenire anche nella forma di un foruncolo, di una vescica sulla pelle (herpes).
Lo sfogo epidermico continuerà fino a quando il corpo avrà eliminato l’intero eccesso di tossine.
Nel caso dell’herpes, il tutto può durare da una a due settimane, essendo l’herpes una malattia a tempo determinato (self-limiting disease). Tutti questi detriti cellulari sono materia inanimata e non-vivente.
Mentre i batteri e i protozoi assorbono e metabolizzano cibo, danno fuori scarti organici, si muovono e si riproducono, e sono insomma dotati di tutte le qualità che caratterizzano la vita, i virus, piaccia o non piaccia ai monatti e ai vaccinatori, sono testardamente inerti.
Per la teoria medica, la malattia comincia quando una persona trasmette il virus (peste, influenza, polio, o altro) a una seconda persona che non ha ancora quel virus.
Più che di virulenza è il caso di parlare di condizioni generalmente insane della gente
Ma come può mai una sostanza inerte, morta, inattiva esercitare potere ammalante ?
A partire dal 1979 c’erano in America tra le forze armate 500 mila casi/anno di herpes keratitis.
Quella però non era l’indicazione della virulenza di quel virus, quanto piuttosto la prova evidente delle condizioni insane della gente americana.
Qualche medico sosteneva la teoria della auto-inoculazione, come quella di passare le dita tra un herpes sulle labbra e toccare poi uno o entrambi gli occhi. Ma in quel caso si tratterebbe in caso di irritazione chimica e non certo di induzione virale.

Dalla cellula morente al virus finale
Nelle nostre cellule ci sono migliaia di mitocondri, come dicevamo all’inizio, e ognuno di essi ha il codice genetico necessario per la riproduzione e la sintesi delle proteine. Ricordiamo che le proteine sono grandi molecole (anche enzimi, anche anticorpi, anche tossine batteriche), e sono costituenti essenziali di tutte le cellule viventi e morte (sono composte da aminoacidi essenziali).
Gli aminoacidi (leucina, treonina, alanina, metionina, asparagina, ecc) sono composti contenenti gruppi organici COOH e gruppi amminici NH2. Le micromolecole RNA e DNA forniscono le informazioni affinché le cellule possano replicarsi nell’esatta forma e struttura originaria.
Nel caso dei virus, trattasi quasi sempre di detriti cellulari derivanti dalle cellule di cui sopra, tutti diversi in disegno, misura e struttura, perché derivanti da diversi tipi di cellule, anch’esse diverse per funzioni, dimensioni, disegno. Essi arrivano in grossi quantitativi e con  ritmo di 9 miliardi di unità/ora. Per gli eventuali virus di origine esterna, dipende da quello che mangiamo.
In ogni caso si tratta sempre di quantità modeste, che qualsiasi sistema immunitario funzionante è in grado di controllare.

Evitare l’accumulazione di materiale ingombrante ed intasante Quando la cellula arriva a fine-ciclo, essa muore e si disintegra.
Migliaia di molecole di DNA vengono liberate assieme agli altri detriti cellulari. Dopodiché la cellula morta diventa inerte e priva di funzioni. Normalmente viene scaricata dal corpo coi rifiuti metabolici, ed è esattamente questo materiale ingombrante e di scarto (particelle di DNA) che viene chiamato virus.
Un certo tipo di medicina antiscientifica attribuisce molte malattie a queste particelle, a questi detriti cellulari, come se tali sostanze fossero feroci demoni con lo strano hobby di attaccare povere vittime indifese.
In realtà, l’unico modo in cui esse possono causare fastidi ed inconvenienti è la loro stessa accumulazione come materiale ineliminato (che diventa oggettivamente tossico nel senso di essere da impedimento alle altre funzioni).

Mangiar male, dormir male, muoversi poco: questi sono i virus Tali particelle, tali virus, non possono ammalare nessuno, non possono causare malattia a nessuno.

Cos’è allora che causa le malattie e favorisce le accumulazioni ingombranti di virus ?
Sono tutte le azioni umane che impediscono o rallentano il metabolismo, che rallentano l’assimilazione, l’assorbimento e il ricambio (il mangiar male, il bere male, il dormire male, il muoversi male (cioè poco o troppo), il respirare male, il pensare male.
Chiaro, a questo punto, che nessuna malattia può essere causata dai virus, dai batteri, o da agenti infettanti.

Malattia come processo di purificazione e di recupero
La malattia poi è di per sé un processo di purificazione e di recupero, avviato intelligentemente dal corpo per espellere le tossine accumulate da quegli stili di vita impropri appena accennati (carenze di moto, di aria pura, di sonno, di sole, di calma e pace, di amore, di rispetto, di apprezzamento, di nutrimenti giusti).
Per riacquistare la salute è indispensabile ritrovare la pulizia interna, l’equilibrio, il funzionamento ritmato e stabile, l’omeostasi.

Il corpo non avvia un processo guaritivo quando non serve.
Il fattore causante di malattia è la suscettibilità del corpo alle conseguenze dei nostri errori.
La necessità oggettiva di ammalarsi sopravviene solo quando eliminiamo la causa di malattia e diamo modo al corpo di avviare tranquillamente le sue procedure eliminatorie. I virus, i batteri, e gli agenti infettivi non hanno niente a che fare con le malattie.
Non cambiamo nomi e non cambiamo le carte in tavola. Diamo il nome appropriato ed esatto a ogni cosa.

Il vero causatore del male, il vero diavolo ammalatore, è la  suscettibilità. Ovvero il corpo malandato e reso tale dalle castronate umane che partono dalle 7 del mattino a arrivano alle 23 di notte.
By Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista) - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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TUTTI i parassiti, funghi, batteri, virus, sostanze, si possono detettare - sequenziare con la: Spettrofotometria
Bioelettronica del Terreno, Tessuto, malato - vedi anche: PLEOFORMISMO

La Biotron Stiftung è una fondazione promossa dall’italiano Ing. Enzo Maggiore, esperto internazionale in elettrostruttura della materia vivente e dinamica dei segnali elettromagnetici, d’amplificazione genetica e radiestesici.
Principale impegno della Fondazione è incentivare l'evoluzione della scienza  che studia le metodologie per la esatta determinazione delle cause e concause scatenanti le infezioni che originano le malattie.
In quest'ottica ha promosso e specializzato tecnici in Biorisonanza e realizzato  metodologie  derivate dal  PCR (Polymerase Chain Reaction)  che  attraverso  test   individuano le componenti infettive ospiti nella  massa biochimica dell' individuo, singolarmente o in combinazione tra  loro (funghi, batteri autoctoni mutati, protozoi, stafilococchi, virus (mutati e/o eterologhi=estranei) e che sono concause terziarie delle patologie.
Tecnici e medici, grazie ad analisi e confronti, sono in grado di offrire nuovi orientamenti e proporre idee alternative per approcci complementari nella individuazione delle componenti infettive presenti nell'organismo umano che sono fonte di patologie anche complesse.
I risultati confortano l’impegno della Fondazione anche se le metodologie adottate non collimano con scuole di pensiero cosiddette “ufficiali”.
La Fondazione promuove attività diagnostiche, raccolta dati, condivisione di esperienze e confronti a livello internazionale sul miglioramento della conoscenza dell’uomo e della sua salute nonché sui diritti del malato in ambito medico e sociale.

Le patologie
Dalle risultanze dei lavori promossi dalla Biotron Stiftung è emerso che la "probabile" (non certa) eziologia di molte patologie a tutt’oggi non curabili o di origine sconosciuta sia da collegare alla presenza anomala nell’organismo umano per mancanza di antagonisti, di batteri, virus, funghi, lieviti (autoctoni mutati e/o eterologhi=estranei) e parassiti estranei che il più delle volte non sono rilevabili dalle consuete indagini di laboratorio.
A seguito di ciò, nell’approccio a molte patologie acute e soprattutto croniche, la rimozione delle sorgenti infettive ha coinciso con delle importanti regressioni, ed anche con casi di completa guarigione, ribaltando diagnosi e terapie di prassi consolidata, inutili e a volte crudeli ed inumane, con accanimenti di sola utilità economica per operatori e strutture sanitarie, aziende farmaceutiche e commerciali. vedi anche: +
Conflitto di Interesse
La ricerca Biotron evidenzia che ogni malattia è scatenata da una o più componenti infettive (sono oltre 150.000 i microrganismi che potrebbero aiutare ad infettare l'uomo, divisi tra le famiglie dei virus, batteri, funghi, parassiti e streptococchi).
Eliminando ogni singola componente indipendentemente dalle altre, si arriva alla rimozione della con causa della malattia, per curare poi i danni subiti dai vari organi.
Una rapida individuazione di sorgenti patogene è di vitale importanza per la prevenzione e la cura di numerose malattie.

Diagnostica e terapie
La diagnostica elaborata dalla Fondazione ha per cardine i principi della biorisonanza perfezionati da recenti tecnologie informatiche applicate alla biologia molecolare e genetica. La biorisonanza è lo studio e l’interpretazione delle frequenze elettromagnetiche emesse dalla materia vivente.
Ogni microrganismo ha infatti una propria frequenza di oscillazione elettromagnetica originata dalla sua peculiare composizione molecolare.
Rilevazioni singole od associate ed in confronto tra loro hanno permesso ai ricercatori della Fondazione (indipendenti da canoni prestabiliti) di individuare le componenti infettive presenti nei vari organi umani nonché lo stato funzionale degli organi colpiti.
L'individuazione delle componenti infettive, che in certi casi è impossibile rilevare nei comuni laboratori (come nel caso dei virus epatici, dei quali solo alcuni sono individuabili), permette al medico di procedere con tempestività e sicurezza alla loro rimozione.
Un settore vitale di questa ricerca è infatti quello riguardante la messa a punto di strumenti elettronici e principi attivi naturali mirati alla eliminazione selettiva delle varie componenti infettive rilevate. 
Tratto da: biotronstiftung.net (con piccole modifiche del Redattore di questa pagina in mednat.org, per chiarire meglio i concetti)

Commento NdR: queste ricerche confermano la possibilita’ di intervento non invasivo sui tessuti ed organi dei pazienti, ma ci si dimentica di dire che i microrganismi, micoplasmi, virus, sono solo con-cause terziarie dei vari sintomi, chiamati impropriamente malattie dalla medicina ufficiale, quelle Primarie sono le alterazioni della Psiche-mente (Conflitto Spirituale irrisolto) ed il Terreno, i liquidi del corpo + i tessuti, la matrice tissutale, come concause secondarie.

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Teoria dei GERMI - 1 + Ecosistemi Microbici + Pleoformismo