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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


FALLIMENTO della MEDICINA UFFICIALE
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari dei Rothschild, di impadronirsi
dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
i Rockefeller (legati ai Rothschild), amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
QUESTI I VERI PADRONI del MONDO

Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea

Aziende farmaceutiche e pubblicazioni scientifiche; corruzione e giro d’interesse ?...SI !
 

Mortalità da errori medici prevedibili e quindi evitabili. - By Achille P. Caputi

"L'industria farmaceutica è grande e potente come l'industria delle armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in vita" (By Hans Ruesch)  ....magari con i Vaccini

"Noi medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli insegnamenti universitari che ci vengono propinati da un manipolo di "professori" che hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza sulla vera origine delle malattie. Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni positive nel Tutto."
By  Dott. Giuseppe De Pace (medico ortopedico ospedaliero)

Ex VICEPRESIDENTE PFIZER - dr. Peter Rost afferma su: "il malaffare farmaceutico"
"Le università, le istituzioni sanitarie e tutti coloro che ho incontrato quand'ero a capo di una casa farmaceutica, tutti vogliono soldi.
Nessuno ha soldi e tutti ne hanno bisogno. Il governo non ha soldi, le università non ne hanno.
Le uniche coi soldi, sono le grandi multinazionali e loro ne hanno tanto, e lo usano per esercitare influenza.
Il modo in cui viene fatto è il seguente: dai a queste istituzioni e organizzazioni delle donazioni per ricerche contro il cancro, per sviluppare insieme delle ricerche, sviluppi delle amicizie, ti assicuri che queste istituzioni siano in debito con te, e paghi i professori, i ricercatori e dottori direttamente o come Speaker, li fai andare in giro per il paese per parlare a conferenze, li paghi 1.000, 2.000 dollari al giorno, a volte di più...".
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vedi video intervista su : http://www.infoautismo.it/radioautismo.org/watch.php?vid=39bdbae70
vedi: Corruzione

Studio Usa, i pazienti muoiono di meno se curati da medici formatisi all'estero (2017)
Gli assistiti Medicare, ricoverati in ospedale e trattati da internisti laureati fuori dagli Stati Uniti, hanno una mortalità a 30 giorni più bassa rispetto ai coetanei curati da chi ha frequentato università nordamericane, secondo i risultati di uno studio pubblicato sul British Medical Journal.
«I medici laureati in paesi come Cina, Egitto, India, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine e Siria vengono spesso percepiti come meno competenti dal punti di vita professionale rispetto ai colleghi che hanno frequentato le scuole di medicina statunitensi» esordisce Yusuke Tsugawa, della TH Chan School of Public Health di Harvard, che assieme ai colleghi ha svolto uno studio osservazionale sui beneficiari Medicare, ricoverati in ospedale per confrontare la qualità delle cure prestate da internisti laureati all'estero o negli Stati Uniti. I marcatori di efficacia erano la mortalità a 30 giorni (endpoint primario), il tasso di riammissione a 30 giorni e i costi delle cure. I risultati ottenuti sono stati normalizzati sia per le caratteristiche del paziente come età, genere, etnia, diagnosi e reddito, sia per quelle del medico (età, genere e numero di pazienti trattati).

A conti fatti i ricercatori hanno scoperto che il 44,3% dei 44.227 internisti che lavorano negli Stati Uniti è laureato in facoltà di medicina estere. «I medici stranieri sono lievemente più giovani dei laureati in USA - 46,1 contro 47,9 anni - e hanno maggiori probabilità di curare persone di etnia non caucasica assistite da Medicaid e con un reddito medio familiare basso» dice l'autore. «Inoltre, i pazienti curati dai medici laureati all'estero avevano un numero maggiore di comorbilità croniche tra cui insufficienza cardiaca congestizia, malattia polmonare cronica ostruttiva e diabete» riprende Tsugawa, precisando che i soggetti curati dai laureati stranieri avevano una minore mortalità: 11,2% contro 11,6%. «Secondo i nostri calcoli, una differenza di rischio di 0,4 punti percentuali significa che, se la qualità delle cure fosse equivalente nei due gruppi di medici, si potrebbe salvare un paziente in più ogni 250» concludono gli autori.

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edi: Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata + Sindacato Rockefeller = Dittatura sanitaria + Comparaggio farmaceutico

2.000.000 di reazioni gravi ai farmaci ogni anno !

"Recentemente in Italia, con l’introduzione del D.L. n. 95/03 si è provveduto ad abolire l’obbligo (diventa spontanea) di segnalazione di tutte le A.D.R. con le correlative sanzioni, ma rimane tuttavia obbligatoria la segnalazione delle A.D.R. gravi o inattese, di tutte le A.D.R. che riguardino i vaccini e quelle per quei farmaci che vengano inseriti in speciali elenchi, periodicamente pubblicati dal Ministero della Salute, riguardanti essenzialmente farmaci immessi di recente in commercio."
Tratto da: http://www.altalex.com/index.php?idnot=10104

NUOVA MEDICINA: HUMAN DEVELOPMENT INTERPRISE
(PDF in Italiano, del dott.Verzella F.)

Basandosi su due studi (1,2) che hanno valutato la mortalità da errori medici, lo IOM (Institute of Medicine) ha affermato: "Gli eventi avversi prevenibili sono la principale causa di morte" e "almeno 44.000 americani, se non 98.000, muoiono ogni anno in ospedale a seguito di errori medici" (3).

Sebbene questi numeri siano stati contestati (4) o accettati (5), è evidente l'interesse del mondo americano ad indagare questo fenomeno ed a sviluppare strategie atte alla sua riduzione (6 -10).
Ancor più interessante è il fatto che a seguito del rapporto dello ION (3) il Congresso Americano ha cominciato delle audizioni ed il Presidente ha ordinato un grande studio di fattibilità per migliorare le raccomandazioni dei segnalatori. Lo IOM ha inoltre richiesto un grande sforzo nazionale per migliorare ed accrescere il numero di segnalazioni di eventi avversi ed errori, per sviluppare programmi di sicurezza nelle organizzazioni sanitarie, per intensificare gli sforzi delle società scientifiche e del personale sanitario.

Secondo Leape (5) "il rapporto dello IOM ha galvanizzato un movimento nazionale per migliorare la sicurezza dei pazienti. Era ora. Sebbene l'impatto iniziale del rapporto sia in parte dovuto allo shock determinato dai numeri, il suo effetto a lungo termine sarà dato dalla forza del messaggio che afferma che gli errori medici possono essere evitati ridisegnando il lavoro del medico".

Continua Leape (5) " Gli errori e l'eccesso di mortalità possono essere eliminati, ma soltanto se l'attenzione e la preoccupazione verranno spostate dall'individuo al sistema orientato all'errore del lavoro medico. Questo è il messaggio dello IOM ed è un messaggio di speranza.

I medici dovrebbero abbracciare questo messaggio con forza ed entusiasmo.

A quando un segnale simile nel nostro Paese (Italia) ?

Bibliografia.
Brennan TA et al. Incidence of adverse events and negligence in hospitalised patients: result of the Harvard Medical Practice Study - I. N Engl J Med,1991; 324: 370-376.

Thomas EJ et al. Incidence of types of adverse events and negligent care in Utah and Colorado. Med care 2000; 38: 261-271.
Kohn LT et al. To err is human: building a safer health system. Washington, DC: Institute of Medicine; 1999.
Mc Donald CJ et al. Deaths due to medical errors are exaggerated in Institute of Medicine Report. JAMA 2000; 284: 93-95.
Leape LL.
Institute of Medicine medical error figures are not exaggerated. JAMA 2000; 284: 95-97.
Thomas EJ et al.
Costs of medical injuries in Utah and Colorado. Inquiry 1999; 36: 255-264.
Phillips DP et al. Increase in US medication-error deaths between 1983 and 1993. Lancet 1998; 351: 643-644.
Weingart SN et al. Epidemiology of medical error.
BMJ 2000; 320: 774-777.
Dubois RW et al.
Preventable deaths: who, how often, and why? Ann Intern Med 1988; 109: 582-589.
Andrews et al. An alternative strategy for studying adverse events in medical care. Lancet 1997; 349: 309-313.
vedi anche:
http://www.farmacovigilanza.org/corsi/mortalita.htm#1

vedi: MINISTERO "SALUTE" italiano informato sui Danni dei vaccini su 
+ Medici una minaccia ? + MEDICI IMPREPARATIMalati cronici + Dittatura Sanitaria + BARONIE, Universita' e MEDICI + Falsificazioni degli Studi Scientifici + Ricerca Scientifica + Pubblico Credulone + Morti della medicina ufficiale  +  Fallimento della medicina ufficiale USA  +  Inquisizione medica + Conflitto di Interesse
 

RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
 INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !

 Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.


vedi: FALSITA' della medicina ufficiale + Conflitti di interesse fra medici e Big Pharma + Fallimento della medicina ufficiale USA +
Conflitti di Interesse in Medicina
Ecco descrizione di cio' che e' l'attuale medicina allopatica
(dott. S. Stagnaro)
Lettera Aperta al Ministro della Salute - dott. Fazio - (By S. Stagnaro Ott. 2010)
 

Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

COME si INVENTANO le MALATTIE (ovvero come i sintomi sono promossi a malattie) + Malattie Inventate
 

La strategia della creazione di malati

Informatore dei CDC CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli studi della correlazione VACCINO=AUTISMO


Malattie e  MORTE da farmaci e VACCINI (4° causa di morte negli USA) - vedi: i GRAVI DANNI dei VACCINI
http://www.fda.gov/Drugs/DevelopmentApprovalProcess/DevelopmentResources/DrugInteractionsLabeling/ucm110632.htm
http://jama.ama-assn.org/content/279/15/1200.full.pdf 
http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJM199102073240605

 

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Oltre 43 milioni di persone l’anno riportano danni per cure mediche di scarsa qualità, secondo le stime della Harvard School of Public Health - anno 2013
presentate in uno studio su BMJ Quality and Safety. «Questo è il primo tentativo di quantificare le sofferenze derivate da errori medici per cui milioni di persone al mondo restano ferite, disabili o perdono la vita» dice Ashish Jha, professore di politica sanitaria ad Harvard e primo autore dell’articolo. I ricercatori statunitensi, in collaborazione con i colleghi del programma Patient Safety della Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) a Ginevra e del programma Health Care Quality and Outcomes dell’Rti International, un istituto di ricerca no-profit a Durham, North Carolina, hanno passato in rivista più di 4.000 articoli pubblicati sugli eventi avversi negli ospedali, come pure numerosi studi epidemiologici commissionati dall'Oms per stimarne i danni sui pazienti.
«Dai dati raccolti emergono le sette patologie che più spesso complicano le cure ospedaliere: lesioni da farmaci, infezioni da catetere urinario, infezioni ematiche da catetere centrale, polmoniti ospedaliere, trombosi venose, cadute e piaghe da decubito» riprende il ricercatore, sottolineando che nei paesi ad alto reddito gli eventi avversi legati ai farmaci sono i più comuni, con un’incidenza del 5%, mentre nei paesi in via di sviluppo sono in testa le trombosi venose, che arrivano al 3%.
«Se i sette eventi avversi fossero considerati una singola malattia sarebbero al ventesimo posto tra le cause di morbilità e mortalità al mondo, escludendone tuttavia altri tra cui l'uso di aghi infetti, la contaminazione degli emoderivati o i danni da farmaci contraffatti» conclude Jha, ricordando che la grande maggioranza dei danni si verificano nei paesi a basso e medio reddito.
«Tutte le parti interessate, tra cui medici, politici, dirigenti sanitari, ricercatori, rappresentanti dei pazienti, finanziatori e organizzazioni di accreditamento sanitario dovrebbero porre maggiore enfasi non solo nel migliorare l'accesso alle cure, ma anche nel garantirne la sicurezza» commenta in un articolo di accompagnamento Hardeep Singh, professore associato di medicina al Baylor College of Medicine di Houston, in Texas.
Fonte: BMJ Qual Saf 2013;22:809–815.

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Usa, infezioni ospedaliere più diffuse costano 10 miliardi di dollari l'anno - Sett. 2013
Da sole, le cinque principali infezioni correlate all'assistenza sanitaria in ospedale (Hai, nella sigla inglese per  Hospital-acquired infections) comportano negli Stati Uniti un costo annuo che sfiora i 10 miliardi di dollari, e le più costose risultano essere quelle del sito chirurgico: la stima proviene da uno studio pubblicato sulla rivista Jama internal medicine da un gruppo diretto da Eyal Zimlichman, internista al Center for patient safety research and practice della Harvard medical school.
"Non solo le infezioni ospedaliere sono tra le fonti più comuni di danno evitabile, ma rappresentano anche una grave minaccia per la sicurezza del paziente, nonché un importante problema di salute pubblica" premette Zimlichman, che ha voluto fornire anche una migliore valutazione del loro impatto in termini finanziari, per aiutare chi offre o acquista prestazioni sanitarie a tenerne conto per valutare la convenienza degli investimenti sulla prevenzione.
I ricercatori hanno raccolto gli studi pubblicati sull'argomento tra il 1986 e il 2013, usando la Rete nazionale per la sicurezza sanitaria dei Centers for disease control and prevention (Cdc).
Le infezioni dei cateteri delle vene centrali sono risultate le più onerose, con ogni caso che genera costi per circa 46.000 dollari. Seguono la polmonite associata alla ventilazione con oltre 40.000 dollari, le infezioni del sito chirurgico, 20.785 dollari, le infezioni da Clostridium difficile, 11.285 dollari, e quelle da catetere urinario, 896 dollari. «A conti fatti la spesa annuale globale per le cinque Hai ammonta a quasi 10 miliardi dollari, con le infezioni del sito chirurgico che più contribuiscono al totale dei costi (33,7% del totale), seguite dalla polmonite associata a ventilazione (31,6%), dalle infezioni del catetere centrale (18,9%), da quelle da C. difficile (15,4%) e da catetere urinario (<1%)» riepiloga Zimlichman. "Le iniziative di miglioramento della qualità delle cure hanno ridotto l'incidenza e i costi delle Hai, ma molto rimane da fare. Fortunatamente gli ospedali si rendono ormai conto del risparmio derivato dalla prevenzione delle Hai, e sono più propensi a investire in tali strategie".
Fonte: JAMA Intern Med. 2013 Sep 2. doi: 10.1001/jamainternmed.2013.9763. [Epub ahead of print]
  
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Big Pharma perde colpi - La reputazione del farmaceutico ? In caduta libera ! Mar. 2013
Un'emergenza che rappresenterà uno dei temi forti del 2013, sul quale AboutPharma ha già acceso i riflettori attraverso il mensile di gennaio e non solo (vai alla nostra news sull'impasse delle Pharma vista da Harvard).
Oggi arrivano i risultati del report "Patient View" 2012, secondo il quale la corporate reputation delle aziende farmaceutiche avrebbe subito un tracollo tra il 2011 e il 2012.
L'indagine riporta le impressioni di 600 gruppi di pazienti, intervistati su credibilità, affidabilità e reputazione in genere di 29 case farmaceutiche specificamente individuate, ma anche del comparto nel suo complesso.
Solo il 34% dei gruppi di pazienti intervistati nel 2012 ha definito la reputazione dell'industria farmaceutica "eccellente" o "buona" (rispetto al 42% del 2011: - 8% in un solo anno).  Tra le ragioni del malcontento, spicca il disappunto per il livello di assistenza ai pazienti e l'accesso ai farmaci garantito dalle aziende nei Paesi dell'Europa meridionale, come Portogallo, Grecia, Romania e Spagna: il 40% degli intervistati ha attribuito a queste insufficienze il suo giudizio negativo per l'anno 2012.

I pazienti hanno poi denunciato un doppio record negativo nella performance dell'industria farmaceutica dello scorso anno: secondo il 50% degli intervistati il 2012 sarebbe stato l'annus horribilis dell'equità nelle politiche del prezzo, e per il 48% le Pharma avrebbero toccato un minimo storico nella trasparenza.
Ecco i campi nei quali il farmaceutico 2012 ha fatto registrare, secondo i gruppi di pazienti reclutati da Patiet View, le performance più deludenti: gestione delle notizie negative sui prodotti (- 29% rispetto al 2011), etica delle politiche commerciali (- 23%), rapporti con i media (- 19%).
Tra le altre ragioni con le quali i pazienti hanno motivato il loro giudizio negativo sull'industria farmaceutica del 2012, figurano:preoccupazione rispetto ai farmaci che mostrano di offrire solo benefici di breve termine per la salute, sforzi insufficienti nella ricerca per l'individuazione di nuove armi contro le malattie neglette, strategie di marketing inappropriate, mancanza di trasparenza soprattutto con riguardo alla diffusione di notizie chiare sui trial clinici più deludenti; infine un'impressione, molto diffusa tra i pazienti, che i profitti vengano prima della salute delle persone.

Le storie negative, riportate dalla stampa su singoli episodi o sulle politiche generali di alcune industrie, sembrano incidere molto sensibilmente sulla reputation delle farmaceutiche. Ad ogni modo, all'interno di questo quadro di riserve e malcontenti, Lundbeck conquista il primo posto, per trasparenza e credibilità, nell'anno 2012 (in ascesa rispetto alla terza piazza dell'anno precedente); buona anche la prestazione di Gilead che risale otto posizioni rispetto al 2011 e approda al secondo posto della classifica;
Novartis, invece, che pure si aggiudica la medaglia di bronzo, risulta in calo rispetto al primo posto che aveva ottenuto nel 2011.
Tratto da: http://www.aboutpharma.com/

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I rimedi alternativi si diffondono a insaputa dei medici
Anche in ambito pediatrico, soprattutto per le patologie croniche, l'impiego di medicine complementari e rimedi alternativi è molto comune, ma molto spesso il medico curante non ne è a conoscenza: una nuova indagine ha confermato che la diffusione di questi metodi è in aumento un po' dappertutto, anche se è molto variabile da nazione a nazione, dovrebbe essere valutata con più sistematicità da chi è chiamato a gestire complessivamente la salute dei pazienti anche pediatrici.
Il dato messo in rilievo dagli autori è quello dell'insufficiente attenzione da parte dei clinici: anche se la maggior parte dei genitori interpellati ha dichiarato di sentirsi a proprio agio all'idea di discutere di rimedi alternativi con il proprio pediatra, molti pazienti che usano medicine complementari e alternative accanto alle medicine ufficiali. tuttora non ne discutono con i propri medici, dato che questi ultimi li ignorano.

I bambini e gli adolescenti italiani  ricoveri per impreparazione dei medici
vengono ricoverati in ospedale  piu' spesso dei loro coetanei di altri Paesi del mondo e consumano molti farmaci, spesso in maniera inappropriata. È quanto emerge dal Quaderno del Ministero della Salute Italiano, dedicato alla promozione e tutela del bambino e dell'adolescente.
La stessa domanda posta prima, la si puo' porre anche qui......come mai non vengono risanati  dai medici per evitare le ospedalizzazioni ?

L'eccesso di prescrizioni per evitare contenziosi con i pazienti pesa sulla spesa sanitaria pubblica per 10 miliardi di euro, lo 0,75 del PIL.
Domanda perche’ cio’ succede?
perche’ i medici non essendo in grado di diagnosticare e sanare i pz. Questi si rivolgono all’autorita’ giudiziaria per ottenere un parziale riconoscimento delle imperizie dei medici, per le malattie iatrogene indotte, od altro, dovute all’impreparazione attuale dei medici.

Errori in ospedale: dannosi in Uti, quasi sempre sottaciuti
Raramente, in ospedale, ai pazienti e ai loro familiari vengono riferiti errori commessi nella somministrazione di farmaci.

Malattie croniche:
In Italia vi sono più di 25 milioni gli italiani affetti da una malattia cronica e 7,6 milioni in modo grave.
La risposta e' ovvia, il medico che li ha curati ne e’ l’unico responsabile, in quanto NON conoscendo tutte le tecniche terapeutiche possibili, ed utilizzando farmaci di sintesi, senza eliminare le cause che producono il male dell’ essere (la malattia) che sono sconosciute alla medicina ufficiale che quel medico ha imparato,  non riuscendo a sanarli, li porta inesorabilmente verso la cronicita’, se non addirittura in certi casi, verso il trapianto e/o la morte prematura.

Farmaci e controindicazioni
Sono sempre piu’ evidenti le patologie indotte dai farmaci di sintesi somministrati dai medici, perche’ questi non conoscono rimedi alternativi, in quanto educati dall’Universita’ ad utilizzare solo i farmaci di Big Pharma..
- all'interno di ospedali, proprio per la
liberta’ di cura, utilizzare pratiche non invasive, dietro richiesta da parte del paziente, es. l'anestesia fatta con agopuntura e non con i farmaci, se richiesta dal paziente.
Tutti i farmaci di sintesi utilizzati lasciano un'intossicazione lenta da smaltire, sempre se cio’ avviene, altrimenti rimangono nell’organismo e manifestano le loro controindicazioni anche nel tempo.

Diagnosi errate e/o inutili o mancanti per qualsiasi malattia, ecc.; cio’ e’ possibile ed ormai frequente.
Le liste d'attesa per le diagnosi sono lunghe perché è meglio visitare negli studi privati dove si prendono tanti soldi senza fattura e dove spesso si dice al malato tutto e il contrario di tutto. Le apparecchiature sono accatastate negli scantinati, perché si devono usare quelle delle strutture private a pagamento. E capita anche che i posti letto negli ospedali pubblici siano riservati a chi passa dagli studi privati.

Si parla di responsabilità generica o di responsabilità specifica del sanitario a seconda che questa dipenda da errore colposo nell'ambito dell'esecuzione di una prestazione medico–chirurgica, o dall'inosservanza di disposizioni normative relative all'esercizio della professione.
La responsabilità generica può concretizzarsi in un'errata diagnosi, nell'omissione o ritardo della stessa, nell'errata esecuzione della terapia medica e di quella chirurgica.
In caso di mancata diagnosi o di errata diagnosi, a cui dovesse seguire un'errata terapia e questa dovesse produrre effetti deleteri al paziente, saremmo in presenza di una lesione dell'integrità psico-fisica che darebbe luogo al risarcimento dei danni.

Nel caso in cui all'errore diagnostico non segua un'errata terapia occorre distinguere tra la prestazione del singolo medico e la prestazione offerta dalla struttura sanitaria e/o clinica privata. Nell'ambito della responsabilità del medico, il professionista risponderà ex articolo 2236 codice civile, ovvero per colpa grave nel caso di ipotesi di speciali difficoltà. Viceversa, risponderà ai sensi dell'articolo 1176 codice civile per colpa lieve nel caso di interventi di normale difficoltà.
In caso di mancata guarigione e di peggioramento delle condizioni di salute è possibile richiedere a titolo di risarcimento danni, in via aquiliana, solo il peggioramento delle condizioni di salute, poiché trattasi di fatto illecito ex articolo 2043 codice civile.
In ambito di responsabilità ospedaliera occorrerà distinguere tra casa di cura privata e ospedale.
Aumento del 400 % delle denunce ai medici da parte dei pazienti.

RIEDUCARE e Riqualificare i MEDICI sulle varie e possibili tecniche diagnostiche e terapeutiche alternative della Medicina Naturale.. ed individuare gli “istruttori” per attuare tale programma rieducativo.
Questa e’ l’unica soluzione per risolvere questi problemi ed aiutare seriamente la Riforma del Programma Sanitario della Nazione Italiana.


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Malati di farmaci. Come difendere la propria salute dalle medicine inutili e pericolose 
vedi: Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

Siamo sicuri che i benefici di quella pasticca antiipertensiva che prendiamo tutte le mattine valgano i suoi fastidiosi effetti collaterali ? Perché il medico prima di prescrivermi l'antibiotico non mi ha chiesto se stavo assumendo altre medicine ?
Perché quel nuovo farmaco antiallergico costa più di quell'altro che ha lo stesso principio attivo ?
I farmaci generici sono sicuri quanto i farmaci di marca ?
La mia leggera patologia necessita di una terapia farmacologica ?
Perché ci dobbiamo curare con farmaci sempre più costosi quando esistono alternative altrettanto efficaci a un costo molto più basso ?
A queste e a molte altre domande sulla salute prova a rispondere questo manuale. Dallo strapotere dell'industria farmaceutica all'uso strumentale delle ricerche sui nuovi farmaci, dall'abilità degli informatori alla "complicità" di medici, dalle carenze legislative alla timida soggezione dei pazienti davanti al medico, nessun momento della "filiera del farmaco" è trascurato dalla critica documentata dell'autore del libro, il quale contiene inoltre un aggiornato elenco dei farmaci che non danno alcun beneficio o che sono addirittura dannosi.
By Mauro Di Leo - Editori Riuniti

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Ospedali, è allarme virus: in  Italia, ogni anno 7.500 vittime - Più degli incidenti stradali - Ma e' cosi anche nel resto del mondo.... - Nov. 2010 - Tratto da: ilgiornale.it
Macche' virus....d'egitto...quando non sanno cosa dire danno la colpa ai virus inesistenti....od a problemi psicomentali.....
In realta'  e' la giusta conseguenza di una medicina da medio evo che impiega farmaci tossici (di sintesi) che ammalano invece di guarire...oltre al fatto che l'alimentazione fornita ai pazienti e' TOSSICA infatti gli alimentaristi che determinano le diete per i pasti ai malati, sono degli emeriti incompetenti !
TUTTI i malati in ospedale e non, dovrebbero essere alimentati con frutta e verdura, cruda ed in certi casi frullata o centrifugata + micro diete + fermenti + enzimi, ed in ogni caso dovrebbero seguire il Protocollo della Salute.
Oltre alle forti dosi di farmaci specie antibiotici, che propinano ai malati prima e dopo di ogni operazione chirurgica od in osservazione, che indeboliscono anche il sistema immunitario, e quindi i piu' deboli muoiono !
VERGOGNA,  la sanita' e' in mano a Big Pharma (produttori di farmaci e vaccini) e le universita' licenziano medici impreparati perche' non conoscono tutte le tecniche sanitarie possibili offerte dalla Medicina Naturale.

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Dagli anni 1950, subito dopo la guerra mondiale, in tutti paesi occidentali si è iniziato, nell’ambito della medicina ufficiale, a ricercare le “cause delle malattie” per tentare di debellarle, e molti medici hanno cominciato a richiedere il denaro a privati e politici per iniziare le ricerche, che però sono state indirizzate unicamente sulle ideologie esistenti, es.: “il cancro è l’impazzimento della cellula”, senza mai verificare la correttezza dell’ideologia stessa; e ciò è valso per qualsiasi altra malattia.

NESSUNO, per ora, ha mai pensato che l’ideologia ufficiale, appresa alle università, potesse essere rimessa in discussione !
Un esempio: sono passati ormai oltre 50 anni ed in nessuna parte del mondo negli oltre 80 centri oncologici sono stati fatti dei passi avanti per capire i meccanismi del cancro, tant’è che oggi dopo tanti anni e con miliardi di dollari spesi evidentemente inutilmente per i malati, ma utilmente per i medici e le strutture sanitarie che si sono arricchite e consolidate verso un sistema imperante medicale condizionando strutture finanziarie e con “stretti” legami politici ($)….. stanno iniziando a rivedere le proprie teorie…… pensando che forse il cancro dipende da “problemi genetici”…altra teoria campata in aria….ma molto redditizia, perché permette un nuovo “ricatto emotivo a privati e politici” per ricevere nuovo denaro da spendere in ricerche fasulle ed impotenti a trovare soluzioni definitive sulle cause e quindi sulle terapie utili e risanatrici per i malati, che nel frattempo aumentano sempre più……

Se non ci fosse stata nel frattempo la chirurgia (che non è una terapia) a “soccorrere” quei medici ed i loro pazienti….molto pazienti….. sarebbe stato il fallimento totale; ed è proprio sui casi trattati con la chirurgia che le statistiche delle “guarigioni” si basano per “dimostrare l’efficienza” di quel tipo di medicina….. ma la chirurgia NON è una terapia risolutrice delle cause, essa elimina solo dei sintomi, che nel caso del cancro si modellano e si fissano, in alcuni casi, in certi organi o parti di essi, eliminando i quali, il malato riprende vigore fino alla prossima volta………o fino alla prossima grave malattia…..; non avendo eliminato le cause (che essi non conoscono) la guarigione NON avviene, perché si è eliminato solo un sintomo !

In tutti questi anni, nel frattempo si sono anche costruiti ospedali, cliniche, centri medici, laboratori, apparecchiature, ecc., generando un enorme giro di affari molto remunerativo (sulle spalle dei malati) tant’è che le industrie farmaceutiche sono diventate delle multinazionali ricchissime come nessuna altra categoria industriale; si sono fatte sperimentazioni sui malati di farmaci (costosi) molto nocivi e grandemente tossici che hanno dimostrato l’impotenza, la stupidità, l’incapacità professionale di quei medici “ricercatori” nel tentare di sanare i loro pazienti; ma neppure davanti a questi risultati incerti, fasulli, e deprimenti, quella classe medicale, ha avuto il coraggio di dichiarare la propria impotenza, ma addirittura ha  rilanciato la propria presunzione dichiarando di tanto in tanto con affermazioni altisonanti sui mass media, per sollevare il morale della categoria stessa, e quella dei malati, che stavano sulla buona strada per risolvere il problema di una data malattia….; affermazioni fasulle, che solo dopo qualche anno si dimostravano essere delle grandi bufale ! purtroppo la pazienza dei pazienti….è infinita, perché la speranza non muore mai…….

La truffa del sistema medicale imperante tende anche oggi a sopravvive più che mai, perché hanno insegnato anche parallelamente che le malattie sono solo generate da “mostri” (batteri, virus, prioni, ecc.) mutanti che impediscono loro di venire a capo del problema….generando sempre aspettative puntualmente disattese !

Pensate che se un ingegnere, architetto, geometra,  lavorasse con quel tipo di approccio sperimentale, perché basato su false ideologie……farebbe le stesse vittime che la medicina ufficiale ammazza od ammala in modo più o meno grave, nel suo tentare di guarire e/o prevenire con i farmaci e vaccini e con le terapie che utilizza, i malati che le si affidano... e trattasi di milioni di individui ogni anno……….

Di tanto in tanto in questi anni si sono levate delle voci solitarie di medici e non, che hanno dimostrato percorrendo altre strade terapeutiche, che forse si poteva rimettere in discussione l’ideologia stessa, quella imperante; puntualmente il sistema medicale ufficiale, ha fatto di tutto per non perdere le posizioni acquisite di potere e di denaro (leggasi reddito), per NON confrontarsi sul piano ideologico, né su quello pratico sperimentale sui malati, negando, deridendo, diffamando, impedendo, terrorizzando, minacciando, ecc. quei pochi veri ricercatori che pur non avendo essi stessi magari trovato la soluzione, indicavano comunque una seria volontà di ridiscussione della ideologia stessa, quella insegnata ma mai dimostrata con i risultati di guarigione, alle università.

Oggi siamo nel nuovo secolo, ma pare che questi medici allopati, non se ne rendano conto; essi stessi sono malati di “credulità” in un sistema che li ha indottrinati e resi ciechi e quindi incapaci a sanare i malati, però finalmente uno spiraglio si sta aprendo nella loro “monolita” corporazione……diversi e sempre più medici stanno riflettendo sulla loro “malattia” spirituale: l’indottrinamento, e stanno correndo ai ripari…magari iniziando dall’Omeopatia….per arrivare infine alla ridiscussione dei principi ideologici stessi che hanno pedestremente imparato a “scuola”…..; questi veri medici (per ora ancora pochi, speriamo presto molti….) stanno iniziando a guarire dalla loro malattia e portano nuova speranza ai pazienti che “pazientemente” stanno attendendo che i loro “maestri” guariscano essi stessi !

Questi veri medici stanno comprendendo che la malattia non dipende come hanno stupidamente imparato a scuola, dai virus, batteri, prioni ecc., ma dal “Terreno” del malato stesso e che il malato è una entità complessa fatta anche di spirito e che quindi deve essere curato sotto un aspetto olistico d’insieme riordinando il suo terreno (fisico e Spirituale), per ottenere dei risultati certi e definitivi.

Questa è la sola e giusta strada che nel tempo porterà ad ottimi risultati anche per i malati……sperando che il sistema imperante medicale, basato solo sul dio denaro e non sulla tutela della salute e della qualità della vita, non riesca nel frattempo a soffocare, con i metodi che gli sono congeniali (disinformazione, diffamazione, violenza, ecc.) questa ribellione che è una vera rivoluzione ideologica.

Cerchiamo tutti quanti di aiutare (siamo tutti pazienti) in ogni luogo ed con ogni mezzo questa benedetta rivoluzione, reclamando il sacro diritto alla tutela ed alla qualità della vita in ogni frangente, anche quando si è malati….. richiedendo a gran voce che la medicina ufficiale  “certifichi” che i farmaci NON siano tossici, che i vaccini NON vengano piu' utilizzati, che le terapie non siano invasive s/o tossiche (salvo la chirurgia, traumatologia e la rianimazione) e che i medici siano re-istruiti tutti quanti sulle Medicine Naturali, che da sole possono ridare la salute compromessa perché eliminano le Vere Cause di OGNI malattia: il Terreno Psico-Fisiologico.

Importante: ….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies  farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati.

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La disumanizzazione della medicina...Malattie in costante crescita
Gli esperti in televisione ci confortano dicendo che le malattie sono in diminuzione, che la vita media si è allungata e quindi dobbiamo essere tutti felici e contenti.
Eppure, dati alla mano, le patologie cardiovascolari e tumorali stanno decimando l'opulento occidente (nel 2005 i morti per cardiopatie sono stati oltre 17 milioni, mentre nel 2007 per cancro circa 9 milioni); le malattie artritiche e reumatiche stanno invalidando sempre più persone; il diabete porta alla morte circa 3 milioni di persone ogni anno; le leucemie, soprattutto infantili, sono in paurosa crescita e quelle persone che arrivano intorno agli ottanta, sono imbottite di farmaci e sempre più spesso presentano l'Alzheimer.
E allora, come la mettiamo con le parole degli esperti ? Chi ha ragione: gli esperti o la vita stessa ?
L'altra cosa interessante è che stiamo parlando proprio di quelle malattie per le quali la "ricerca scientifica", l'unica riconosciuta vera, più si è accanita su poveri animali.
Domanda: a cosa serve allora, torturare, vivisezionare e massacrare ogni anno milioni di vittime innocenti, per non risolvere assolutamente nulla ? E se anche ci fosse stato un risultato, dal punto di vista umano, morale e spirituale avrebbe senso "curare" da una parte e produrre sofferenza dall'altra ?
Cerchiamo di fare un po' d'ordine mentale.
Durata della vita
La durata media della vita, verso fine XIX° secolo, si era prodigiosamente allungata con la reintroduzione dell'igiene ippocratica, a seguito delle migliorate condizioni economiche e alimentari, per poi cessare di crescere. Questo è il motivo per cui in molte nazioni del mondo si accusa da qualche anno una leggera flessione, smentendo le ottimistiche previsioni dell'OMS stessa.
Le persone più longeve del mondo sono quelle che vivono lontane dalle farmacie e che adottano uno stile di vita sano, moderato e sobrio !
Negli Stati Uniti, la durata media della vita non è aumentata nell'ultimo ventennio, nonostante l'arsenale terapeutico a disposizione; quello che invece è aumentato è il periodo di degenza medio. Quindi gli americani oggi non vivono più a lungo dei loro padri, ma soffrono di più, cioè trascorrono più giorni in ospedale prima di morire (mantenuti in vita - se così si può chiamare - con flebo, trasfusioni, farmaci, polmoni artificiali, dialisi, trapianti, ecc.).
Secondo Ivan Illich, autore del discusso libro "Nemesi medica", un inglese su cinque che soffre d'insufficienza renale riceve il raro privilegio di morire a fuoco lento grazie a quello strumento di tortura che è il rene artificiale.
La storia insegna che c'erano molti più longevi nell'antichità, quando non si parlava di medicine, esami clinici, screening, esami diagnostici, ecc.
Pitagora per esempio giunse all'età di 91 anni, Sofocle a 92, Seneca a 94 anni, Eraclito a 96.
A quei tempi chi moriva giovane, moriva quasi sempre in battaglia o perché veniva avvelenato. Oggi è molto difficile morire in guerra, ma è assai più facile morire per avvelenamento da farmaci e/o vaccini !
La dietetica e igiene di Ippocrate
Ippocrate di Cos è considerato il più grande medico dell'antichità e probabilmente la sua sapienza non è mai stata sorpassata !
Visse tra il 5 e 4 secolo a.C. e gli studiosi concordano che da lui provengono tutti i migliori insegnamenti antichi sulle epidemie, le febbri, l'epilessia, la differenza tra tumori maligni e benigni, la salute in genere e soprattutto l'importanza dell'igiene e dei valori etici in medicina.
Grande clinico, osservava attentamente il malato e lo aiutava a lasciarsi guarire dalla "Vis Suprema Guaritrix", la Natura.
Solo la Natura può guarire ! Il compito del medico dovrebbe essere quello di accompagnare per mano il suo assistito, di rafforzare le sue capacità risanatrici naturali ( la Vis Medicratix Naturae), di guidarle e soprattutto di non ostacolarle (Primum non nocere).

Oggi il medico, avendo perduto questa importantissima Arte ("ars medica"), imbottisce di farmaci il malato fino alla morte.
Il trattamento medico secondo Ippocrate è essenzialmente quello dietetico, perché attraverso il cibo corretto e il non-cibo, cioè il digiuno, le forze interiori dell'uomo si rigenerano. L'altra cosa fondamentale è l'igiene, cioè la pulizia esterna del corpo e interna dell'anima.

Galeno
Galeno (130-200 d.C.) entusiastico vivisettore, fu il primo medico della storia a dimostrare, suo malgrado, la dannosità delle esperienze vivisezioniste per la scienza medica; esperienze purtroppo che divennero fonte di errori clamorosi, che si protrarranno per oltre 1500 anni.
Le convinzioni monoteistiche di Galeno fecero sì che più tardi la Chiesa eleggesse il suo lascito scientifico a "dottrina medica ufficiale". Per secoli, chi metteva in dubbio un'affermazione galenica era un eretico e doveva ricredersi sotto la scure o il fuoco della Santa Inquisizione. Questo assicurò all'umanità per quindici secoli la perpetuazione di errori fatali, provenienti dalle osservazioni che Galeno aveva fatto nel corso delle sue vivisezioni animali.

Gli errori galenici
Col passare del tempo, i precetti umani e igienici e dietetici di Ippocrate vennero spazzati via, dimenticati.
Secondo Plinio, il romano era stato un popolo sano durante il periodo iniziale dell'Impero e anche prima, grazie all'igiene assicurata dagli acquedotti, fognature e dall'uso delle terme.
A poco a poco, le regole semplici come una dieta sana e una rigorosa pulizia del corpo, non fecero più presa su un popolo a cui i nuovi medici predicavano la necessità della magia, degli amuleti e dell'astrologia.
Il graduale abbandono dell'igiene ippocratica rendevano sempre più pericolosi gli interventi chirurgici, che non solo in Oriente e nell'antico Egitto, ma anche nella Roma del Primo Impero avevano raggiunto un alto livello di sviluppo. Per questo vennero ridotti al minimo.

Nel Medioevo l'evoluzione culturale era ancora lentissima e in molte arti e tecnologie si era addirittura andati a ritroso: il progresso umano si è alternato con lunghi periodi d'inspiegabile regresso.
Gli insegnanti di anatomia non conoscevano altri testi che quelli di Galeno:  la donna per esempio aveva due uteri, uno per i figli maschi e l'altro per le femmine! Molti altri errori ebbero gravissime conseguenze nei secoli seguenti, come l'insegnamento che il pus era un buon segno ed essenziale alla guarigione di una ferita e che la frutta era dannosa per la salute !

Forse l'errore più catastrofico per l'umanità, l'errore che diede avvio alle grandi epidemie del Medioevo, fu l'abbandono delle regole igieniche di Ippocrate.
Galeno le considerava come una antica superstizione, avendo osservato che gli animali vivevano benissimo senza lavarsi le zampe e le loro ferite si rimarginavano anche senza alcuna cura.

Paracelso
Il medico-filosofo-alchimista Paracelso aveva compreso questi pericolosi errori e in aula bruciò le opere di Galeno.
Per questo affronto alla scienza considerata ufficiale dalla chiesa, fu cacciato dall'Università di Basilea dove insegnava anatomia. Invano lo svizzero Paracelso aveva tentato di rispolverare l'igiene e la dietetica ippocratica, ma nel Medioevo, magia, superstizione e religione, in mezzo ad una sporcizia inconcepibile, dominavano l'arte medica.

Il nuovo galenismo
Si può datare l'inizio della dottrina incentrata sulla vivisezione nel 1865, allorché apparve l'opera che in Francia viene considerata uno dei due capolavori della sua letteratura scientifica, a pari merito con il "Discorso sul metodo" di Cartesio, e cioè l' "Introduzione allo studio della medicina sperimentale" di Claude Bernard.

Considerato genio universale, Claude Bernard, fu invece uno scrittore drammaturgo fallito che s'indirizzo verso la medicina, dove però non ebbe migliori risultati, quando venne bocciato - come molti colleghi vivisettori - all'esame di abilitazione per l'esercizio della professione medica.
Le sue numerosissime vivisezioni con animali vivi lo portarono a risultati assolutamente contradditori, che lo spinsero a moltiplicare gli esperimenti e con questi le confusioni.
Il suo metodo preferito per scoprire i segreti della vita, era quello di distruggere un organo, ossia estirparlo, per poi osservare l'animale tenendolo in vita il più a lungo possibile, sino a praticargli la respirazione artificiale. Il tutto ovviamente in nome della "scienza".

Nel suo "capolavoro" letterario, troviamo riportato il suo motto: "tutto ciò che si ottiene con gli animali è perfettamente concludente per l'uomo"[1]

Nessuno dei tanti errori che il galenismo aveva imposto in quindici secoli al mondo occidentale (dimenticando l'igiene e la dietetica di Ippocrate) è paragonabile, per gravità e conseguenze, a questo errore fondamentale che Claude Bernard ha tramandato a generazioni di medici,fisiologici e biologi. Errore purtroppo assurto a dogma dalla medicina  ufficiale, quasi interamente basata sulla disumana e ascientifica vivisezione animale.

In pratica tutto quanto concerneva l'organismo vivente poteva essere ridotto a formula precisa, ossia a materia inerte.

Il quadro si è complicato ulteriormente da quando la ricerca medica si è data totalmente alla biologia: ossia pretende di applicare una scienza esatta come la chimica, alla vita organica (biologia), e per di più estrapolando all'uomo i risultati ottenuti su animali (altro regno della Natura).

Questo è il motivo per cui la medicina ufficiale - basata su tali gravissimi errori - non ottiene risultati nella cura delle malattie; questo è anche il motivo per cui è destinata al fallimento totale.
In biologia non esiste standardizzazione, le reazioni individuali variano sempre, sia tra uomini, che tra animali, che tra le piante.

La gabbia mentale
"L'uomo è sempre incline ad accettare come una verità ciò che gli è stato insegnato"[2], parola di Claude Bernard!
Essendo per natura un animale gregario e conformista, l'uomo tende ad adattarsi alla maggioranza, sia nell'ambito mentale che in quello materiale.
Il pensiero umano si è sempre mosso entro una gabbia ben delimitata, in conformità alla propria epoca.
Ecco un esempio per tutti: il grande filosofo e pensatore Aristotele, affermava che un grosso sasso cade più velocemente di uno piccolo. Più che l'errore in sé, oggi quello che appare stupefacente è come non sia venuto in mente a nessuno per secoli e secoli di controllare questa affermazione con un semplicissimo esperimento. Si dovette attendere l'enunciazione di Cartesio e le prove di Galileo.
La gabbia si sposta nel corso dei secoli, ma il pensiero umano, tranne poche eccezioni, continua a rimanere confinato entro i limiti della gabbia stessa, da cui non può evadere.

Il metodo cartesiano
Scrollatisi di dosso il giogo oscurantista del Medioevo, gli uomini si davano anima e corpo alla sperimentazione.
La scienza cosiddetta sperimentale aveva cominciato a modificare la faccia del mondo con l'apparizione nel 1637 del "Discorso sul metodo" di Cartesio, che insegnava all'uomo un nuovo modo di pensare, dando l'avvio alla moderna tecnologia.
Ma questo "nuovo mondo" nascondeva il pericolo di un sapere freddo e meccanicista. Cartesio (che praticò tra le altre cose anche la vivisezione) credendo in una biologia meccanicista diede inizio al più grande errore della scienza moderna.
Il metodo di Cartesio allargò rapidamente i confini del sapere, ma sprezzando deliberatamente il pensiero filosofico e l'intuito, sostituì un nuovo e macroscopico errore agli errori precedenti: errore che conteneva il seme della futura disfatta perché indusse gli scienziati ad allontanarsi, dalla Verità.
Negando l'esistenza di tutto ciò che non è dimostrabile (metodo empirico), essi si separarono dalla realtà della vita.

La disumanizzazione
Nemmeno Claude Bernard poteva immaginare che solo cinquant'anni dopo la disumanizzazione alla quale aveva tanto contribuito con l'esempio e la parola, si sarebbe sperimentata la vivisezione umana su decine di migliaia di individui (i prigionieri nei campi di sterminio nazisti), e non da parte di spietati aguzzini carcerari, ma da parte di medici titolati e cattedratici, allevati e istruiti nella scuola vivisezionista di cui egli era stato il principale apostolo.

Possiamo affermare che la disumanizzazione inizia con quel primo esperimento a cui lo studente (di medicina) è obbligato ad assistere.
Negli Stati Uniti si parte dalle elementari. "Il costante dilagare del mondo vivisezionista non ha fatto altro che aumentare anche la tortura e l'omicidio scientifici di essere umani"[3]
Che la vivisezione portasse irrimediabilmente alla vivisezione umana lo aveva capito già Orazio quando scrisse le seguenti parole: "cruelitas in animalis est tirocinium crudelitatis contra homines", la cui traduzione è più o meno questa: "la crudeltà nei confronti degli animali, è il tirocinio per la crudeltà nei confronti degli uomini".
Il senso morale
Tutte le leggi che hanno retto le organizzazioni umane in passate e le reggono attualmente sono basate sul senso morale: su ciò che giusto e ingiusto. Anche se negli ultimi anni c'è stato un vero e proprio ribaltamento (in senso orwelliano) del senso stesso delle parole e dei termini.

Oggi non si sa più cosa sia bene e di conseguenza cosa sia male !
Tanto più gli "adepti" di questa pseudoscienza - alla base della medicina ufficiale - considerano moralità e immoralità, bene e male, parole totalmente prive di significato, concetti "ascientifici" perché non riproducibili in laboratorio.
Come si può sperimentare in sala operatoria su di un gatto o cane, la moralità ?
Invece è proprio il senso morale a spingere l'uomo verso la pietà.
Pietà significa compassione, la capacità di avvertire la sofferenza altrui quasi fosse la propria.
La maggior parte dei vivisettori si limita a giustificazioni machiavelliche come "il fine giustifica i mezzi", il triste grimaldello che ha sempre aperto tutte le porte delle nefandezza umane, comprese quelle di Auschwitz e Buchenwald.
A parte il fatto che i pretesi vantaggi non esistono (e lo si vede con l'aumento delle malattie degenerative e delle sofferenze), rimane l'inacettabilità morale della tesi secondo cui un atto crudele non è riprovevole qualora ne derivi un beneficio materiale.
Altrimenti, se fosse giusto torturare animali in laboratorio per il bene dell'umanità, allora sarebbe altrettanto giusto torturare un uomo in laboratorio per il bene di mille uomini..
By Antonio Bruno 

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L’approccio "slow" fa breccia in medicina - 06/03/2012
Niente cure inutili, né uso eccessivo di farmaci, nuovo rapporto con i pazienti, attenzione a tenersi sempre aggiornati.
Ridurre i costi sanitari e aumentare la qualità dell’assistenza è possibile
. "Mai avrei immaginato che la mia scoperta di quarant’anni fa avrebbe provocato un simile disastro sanitario". Sembra di risentire le riflessioni di Alfred Nobel, in preda al rimorso per aver inventato la nitroglicerina.


Come Nobel, anche Richard Ablin, scopritore del test Psa per il tumore alla prostata, ha sconfessato, dalle colonne del New York Times, l’utilità della propria “creatura”, messa in dubbio da varie ricerche e, infine, scaricata anche dalla United States Preventive Service Task Force, perché costringe a terapie con effetti collaterali enormi (impotenza e incontinenza), appesantisce i costi della sanità (solo negli Usa, per lo screening Psa si spendono tre miliardi di dollari) ed è ritenuta incapace di discernere tra tumori sintomatici e asintomatici. 


Ma il dietrofront di Ablin è solo uno degli esempi di un mondo medico che sempre più si domanda se l’uso eccessivo di test, terapie e interventi invasivi non provochi più danni che possibili vantaggi.
Clamoroso, in tal senso, un articolo apparso recentemente fra le pagine degli Archives of Internal Medicine, che suggerisce una top five di comportamenti nella medicina interna, per evitare casi di sovradiagnosi e sprechi di soldi.



Suggerimenti shock che intaccano comportamenti finora ritenuti inevitabili:

- bisogna attendere almeno sei settimane prima di prescrivere indagini diagnostiche per il mal di schiena, a meno di sintomi specifici; nelle persone sane le periodiche analisi del sangue sono inutili;

- gli esami cardiologici e gli elettrocardiogrammi in pazienti a basso rischio non sono predittivi;

- contro il colesterolo va evitato l’uso di statine specifiche, perché, rispetto a quelle generiche, costano solo di più;

- la densitometria ossea effettuata su pazienti senza fattori di rischio non migliora la qualità della vita rispetto a chi non si sottopone al test.



Liberarsi dal giogo di mercato

Un approccio per certi versi rivoluzionario. Una svolta all’insegna della sobrietà, che ha spinto anche alcuni medici e operatori sanitari italiani a fondare Slow Medicine, associazione indipendente che si colloca nel grande mondo di Slow Food. «Ci siamo ritrovati uniti dalla voglia di ritornare a una professione medica libera dalle esigenze di mercato, perché siamo convinti che fare di più, usare troppi farmaci, eccedere in esami non aiuti a combattere le malattie», spiega Antonio Bonaldi, presidente di Slow Medicine e direttore sanitario dell’ospedale San Gerardo di Monza.

«La nostra non è una medicina alternativa. Seguiamo le tecniche tradizionali, ma cerchiamo di applicarle in modo più riflessivo e tenendoci sempre aggiornati con la più recente letteratura medica indipendente». Aggiornamenti essenziali per confutare quelli che i medici slow definiscono “i sette veleni” della medicina moderna. Sette convinzioni finora ritenute oro colato, che vengono però messe in discussione da prestigiose ricerche scientifiche.



Adesioni controllate

A Slow Medicine potranno aderire medici, infermieri, fisioterapisti, ricercatori. Ma l’adesione non sarà libera: «Non vogliamo una campagna associativa selvaggia», spiega Silvana Quadrino, del direttivo di Slow Medicine.
«Le domande d’iscrizione dovranno essere accompagnate da brevi curriculum, che saranno vagliati dai soci fondatori e dovranno dimostrare la coerenza con i valori del nostro gruppo». Sono poi in programma campagne di comunicazione rivolte sia ai medici sia ai pazienti, per offrire informazioni corrette, rigorosamente documentate, non soggette alle pressioni delle lobby.
By Emanuele Isonio - Fonte: Valori (Rivista)

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Una follia curare le donne con i farmaci degli uomini - 11 marzo 2012, 08:00
Era tutto scritto fin dalla notte dei tempi: «Maschio e femmina li creò» (Genesi, 1, 27). Cioè differenti. Ma la ricerca scientifica e l'industria farmaceutica hanno preferito credere che fossero uguali. E si sono comportate di conseguenza. Prendete i quattro studi mondiali che rappresentano tuttora i capisaldi per il trattamento delle malattie cardiovascolari.
Blsa (Baltimore longitudinal study of aging) durato dal 1958 al 1975: nessuna donna presa in esame.
Physicians' health study of aspirin and cardiovascular disease del 1982: 22.071 arruolati, nessuna donna.
Mrfit (Multiple risk factor intervention trial) del 1986: 355.222 uomini, nessuna donna.
Woscops (West of Scotland coronary prevention study) condotto dal 1989 al 1991: 6.595 uomini, nessuna donna.
Peccato che nel frattempo l'infarto, considerato fino a ieri un accidente tipicamente maschile, in Italia sia diventato la prima causa di morte per il sesso femminile.
È prevalsa la teoria della costola: se Dio trasse la donna dall'uomo, le cure che vanno bene per lui andranno senz'altro bene anche per lei. «Non è affatto così. E oggi si scopre che la medicina è un buco nero, un baratro. Come se fosse rimasta ferma agli anni Quaranta. Bisogna ricominciare tutto daccapo, partendo dall'anatomia e dalla fisiologia, per capire come s'instaurano le malattie nei due sessi e poi stabilire quali terapie vanno adottate. Ma per farlo servono tanti quattrini. E le multinazionali farmaceutiche si metteranno di traverso, perch´ hanno il terrore che i loro prodotti vengano giudicati inutili per metà della popolazione mondiale». La professoressa Giovannella Baggio, primario di medicina generale nell'Azienda ospedaliera di Padova, emette una sentenza senza appello. È stata lei la prima in Italia, nel 2009, ad accorgersi di «questa vergogna mondiale», a dedicarvi un congresso e a fondare il Centro studi nazionale su salute e medicina di genere, del quale è tuttora presidente. «Attenzione: la medicina di genere non è la salute della donna o la salute dell'uomo, bensì una nuova dimensione della medicina che studia l'influenza del sesso e del genere su fisiologia, fisiopatologia e patologia umana».
Musica per le orecchie delle femministe. «Purtroppo. Ma io le detesto cordialmente. Mai stata una di loro».
La professoressa Baggio ha cominciato all'età di 7 anni a formarsi a tutt'altra scuola di vita, quella di sir Robert Baden-Powell e della sorella Agnes. È stata esploratrice dal 1954 fino al 1999 e per un quinquennio ha anche ricoperto la carica di capoguida d'Italia, il grado massimo nella diarchia maschio-femmina che governa lo scoutismo mondiale. Da questo punto di vista ha raccolto l'eredità della madre Agnese, scultrice scomparsa nel 1988, figlia del conte Emilio Figarolo di Gropello e dell'inglese Agnese Treherne, la quale fu una leader del movimento scout femminile e un'intrepida scalatrice, spesso in cordata con gli alpinisti Emilio Comici e Giovanni Demez: aprì una via dolomitica, che porta il suo nome, nel gruppo Puez-Odle.

La vocazione per la medicina l'ha invece presa - come del resto suo fratello Marco, psichiatra in Svizzera - dal padre, il professor Giovanni Baggio, vicentino, primario chirurgo prima nell'ospedale di San Giovanni Valdarno, dov'è nata, e poi in quello di Adria. «Dall'età di 5 anni non ho mai pensato di fare nient'altro nella vita. Giocavo con le bambole, però io ero il loro medico, non la loro mamma. Mio padre era chirurgo generale, stava in sala operatoria 12 ore al giorno e doveva fare di tutto. Dalle condizioni in cui tornava a casa, intuivo che giornata aveva avuto. Quand'era stanchissimo, voleva dire che era stato impegnato in una resezione gastrica; se aveva le mani imbiancate di gesso, che era reduce da interventi ortopedici».

Giovannella Baggio s'è laureata in medicina e chirurgia 40 anni fa all'Università di Padova, con il massimo dei voti e la lode. Poi s'è specializzata in endocrinologia e in medicina interna. Ha insegnato geriatria e gerontologia negli atenei di Pavia, Padova e Sassari. In Sardegna, dov'è rimasta per cinque anni, ha avuto fra i suoi pazienti il pastore Antonio Todde, abitante a Tiana, entrato nel Guinness dei primati come l'uomo più vecchio del mondo, morto nel 2002 pochi giorni prima di compiere 113 anni. Il quale solo all'età di 101 aveva cominciato a prendere le pastiglie contro il diabete. In quel periodo la professoressa creò un database contenente i nomi di un migliaio di ultracentenari. «Sull'isola ho assistito a un paradosso genetico, per cui la metà di coloro che avevano superato i 105 anni erano portatori di anemia mediterranea». Nel reparto che dirige attualmente l'età media si aggira sui 79 anni. Un paziente ne ha 105. «Non disponiamo di conoscenze sufficienti per dire che uomo e donna vanno curati in modo diverso. Però abbiamo delle constatazioni agghiaccianti, soprattutto in cardiologia».

Quali constatazioni ?
«Negli ultimi 30 anni la mortalità per malattie cardiovascolari è calata del 40 per cento nell'uomo e appena del 3-4 per cento nella donna, a parità di prevenzione su entrambi i sessi per quanto riguarda ipertensione, ipercolesterolemia e sindrome plurimetabolica. L'infiammazione delle arterie causa aterosclerosi nella donna più che nell'uomo. Nei primi sei mesi dopo un infarto le probabilità di morire sono del 26 per cento nella donna e solo dell'11 per cento, cioè meno della metà, nell'uomo. L'aspirinetta nelle donne non serve a prevenire gli accidenti vascolari: al massimo può essere utile solo a ridurre le ricadute sulle pazienti che hanno già avuto un infarto o un ictus. Il diabete è tre volte più pericoloso nella donna che nell'uomo. Persino la sintomatologia dell'attacco cardiaco cambia nei due sessi: invece della tipica stretta al petto percepita dai maschi, le femmine spesso avvertono dolore al dorso, alla pancia e al collo, motivo per cui finiscono nei reparti sbagliati quando non vengono addirittura dimesse dal pronto soccorso con la diagnosi: “Non è nulla”».

Assurdo. Un infarto è un infarto.
«Sì, ma nell'uomo i danni sono concentrati nei grossi vasi dell'albero coronarico, mentre nella donna vengono coinvolti i piccoli vasi, che nelle coronarografie non si vedono. Vuole un altro esempio? La frequenza cardiaca è più veloce nel sesso femminile anche durante il sonno. Qual è il medico che ne tiene conto quando prescrive a una paziente ipertesa taluni farmaci, come i calcioantagonisti, che provocano tachicardia? Tutti i medicinali cardiovascolari hanno effetti collaterali 10 volte più pesanti sulle donne che sugli uomini e non sappiamo ancora perch´».
Oltre al cuore, quali altri organi femminili ha sottovalutato la ricerca ?
«Il cancro del polmone nelle donne è aumentato di 30 volte negli ultimi 30 anni».Per forza, fumate più dei maschi. «Anche. Ma nella donna la neoplasia si sviluppa in periferia, quindi provoca meno sintomi e non viene individuata per tempo. I tumori intestinali aggrediscono più frequentemente il colon discendente negli uomini e quello traverso nelle donne».
Perche´ la medicina di genere, arriva soltanto nel terzo millennio ?
«Perche´ per secoli ci si è occupati degli uomini, che portavano a casa il cibo e quindi dovevano vivere a lungo. Siamo state vittime della sindrome del bikini: si studiavano solo gli organi del nostro apparato riproduttivo, seni, utero e ovaie.

Inoltre, quando agli inizi del 1900 la durata media della vita era di appena 50 anni, negli ospedali si vedevano molti più maschi, dal momento che nelle femmine le patologie senili s'instaurano con un decennio di ritardo. Sembrava che noi non ci ammalassimo mai. Oggi invece sappiamo che i cinque anni in più di sopravvivenza della donna rispetto all'uomo sono tutti contrassegnati dalla malattia. Infatti all'età di 50 anni l'aspettativa di vita sana è praticamente uguale nei due sessi: 20 anni e 230 giorni gli uomini, 20 anni e 314 giorni le donne. Una differenza di appena 84 giorni».

Resta la follia scientifica degli studi clinici. Perche´ le donne ne sono state sistematicamente escluse ?
«Per praticità. Prenda gli esami del sangue: a una paziente la glicemia va dosata prima, durante o dopo il ciclo mestruale? Non volendo seccature, i ricercatori hanno lavorato soltanto sugli uomini. Perfino gli animali da laboratorio, in oncologia, sono tutti maschi».

Però la professione medica ormai è in mano al gentil sesso. Un bel paradosso, non le pare ?
«L'80 per cento delle specializzande in medicina interna qui a Padova sono donne. Finiremo come la Russia di 40 anni fa, dove c'erano solo medici di sesso femminile. Non è una buona cosa. Abbiamo teste diverse e la collaborazione uomo-donna vince sulla competizione».

A quali malattie sono più soggette le donne ?
«Infarto, osteoporosi, demenza senile, depressione. Ma non sappiamo se vanno curate diversamente. Abbiamo mappato il genoma umano, ci riempiamo la bocca di farmacogenetica, presto daremo le medicine in base a un piccolissimo puntino di differenza nel Dna, eppure ci siamo dimenticati dei cromosomi XX e XY che distinguono l'uomo dalla donna. Fino al 2007 di questi temi non trovavo traccia nelle grandi pubblicazioni scientifiche, come Lancet. Le uniche osservazioni sulle differenze uomo-donna apparivano nelle riviste per infermieri».

Dell'osteoporosi si parla solo al femminile. Ma i maschi non ne sono immuni.
«È l'unico esempio contrario. Qui è più studiata la donna, perche´ si ammala prima. Ma sopra i 65-70 anni l'osteoporosi colpisce molto anche l'uomo e, in caso di fratture, è assai più letale».

La gravidanza è un fattore di rischio o protettivo? Insomma, diventare madri allunga o accorcia la vita ?
«Equivale a un doping. Nella donna che ha allattato, è un ottimo fattore protettivo contro il tumore al seno. Ma se durante la gravidanza s'instaurano ipertensione e ipercolesterolemia, questi vanno considerati indici predittivi negativi».
Non per insistere nel comparativismo sessista, ma la menopausa è studiatissima e curatissima nelle donne, mentre dell'andropausa manco si parla.
«La menopausa è stata eccessivamente medicalizzata. L'abbiamo trasformata in una malattia. Come la gravidanza».

Almeno lo stress è uguale in entrambi i sessi ?
«Direi di sì. Ma la stanchezza è diventata lo status abituale della donna che lavora e contemporaneamente porta il peso della famiglia e della casa. Vedo sindromi da astenia sempre più poderose».

Quale incidenza ha lo stress nel predisporre gli individui ad ammalarsi ?
«È una concausa in molte malattie delle coronarie. Una piccola placca, se associata agli spasmi di un'arteria provocati dallo stress, dà luogo a un evento acuto. Ma lo stress che offre soddisfazioni fa bene. Stiamo attenti a non demonizzarlo. Se un individuo è stressato ma felice, non corre pericoli. Un po' di adrenalina ci fa alzare dal letto al mattino».

Se la medicina di genere è così decisiva, perche´ a uomini e donne vengono allegramente trapiantati organi provenienti da donatori di entrambi i sessi ?
«Non ci siamo mai nemmeno posti il quesito. Guardavamo soltanto alle dimensioni degli organi: quelli maschili spesso sono troppo grossi per essere trapiantati in una donna. Di recente ci si è resi conto d'aver sottovalutato gli aspetti legati al sistema immunitario e all'istocompatibilità. Facciamo il caso di una paziente che sia diventata madre di un bambino. Durante la gravidanza avrà convissuto con un essere vivente riconosciuto dal suo organismo come non femminile e quindi avrà sviluppato gli anticorpi di difesa, che dopo il parto vanno in quiescenza. È fisiologia umana. Che cosa succede se le viene donato un organo maschile? Questi anticorpi si riattivano. Se poi di gravidanze maschili ne ha avute più d'una, peggio ancora: il trapianto diventa a rischio».

Lo chiedo a lei che ha studiato gli ultracentenari: ha senso aggiungere anni alla vita ? Non sarebbe meglio aggiungere vita agli anni ?
«Dipende dallo spirito del gioco, come spiego nel mio saggio Adulti e gioco. Le componenti del gioco sono due: l'entusiasmo per l'avventura e le regole che impongono autocontrollo. Per vivere bene bisogna saper giocare bene».

Qual è l'aspetto peggiore della vecchiaia ?
«La perdita dello spirito di gioco, la paura dell'oltre. È l'età in cui si comincia a scorgere la fine. Alcuni sperano che sia una frontiera al di là del quale vi è qualcosa. Altri, compresi vescovi e sacerdoti, ne hanno una paura tremenda, la scotomizzano, non la vogliono vedere. La frontiera spaventa».

Per quale motivo un ultraottantenne con gravi invalidità dovrebbe essere felice di tirare avanti ?
«Dipende dal suo credo. Io ho avuto una mamma che ha vissuto gli ultimi 11 anni della sua vita tormentata da un mieloma multiplo. Diceva: “Una volta facevo roccia, adesso mi dedico all'alpinismo spirituale”. Trovava un senso anche nelle sue diminuzioni. Ha scritto quattro libri su questo. Da malata».
By Stefano  Lorenzetto - Tratto da ilgiornalie.it