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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


ELETTROSMOG  e reti WIRELESS  +  Elettrosmog 1 
 

Elettrosmog e reti Wireless

Comunque, le molecole, appunto, non si mettono a vibrare a caso, qualunque sia l'onda da cui vengono raggiunte: ci vogliono delle frequenze ben precise, che entrino in risonanza con quelle caratteristiche delle molecole stesse. Altrimenti i tessuti se ne stra fregano. 
Quindi, non e' necessariamente vero che "se lo fanno le microonde, allora devono farlo TUTTE le onde
, altrimenti, ripeto, dovresti stare alla larga anche dalla normalissima luce visibile" !... 
Esatto.
Ma se vai a controllare, il cellulare ed il forno a microonde lavorano a frequenze poco distanti.
Solo che hai un piccolo problema: l'antenna reale è diversa dall'antenna teorica.
L'antenna teorica trasmette SOLO a quella frequenza, quella reale trasmette PRINCIPALMENTE a quella frequenza, e la distribuzione dell'energia per la frequenza crea una gaussiana la cui forma può essere ricondotta ad un coefficiente di qualità.
Ora, se il tuo cellulare trasmette a 900 MHZ, puoi stare tranquilla che almeno un 6-7% delle onde arrivano al gigahertz.
Il guaio è che queste frequenze somigliano a quelle di alcuni microonde, ovvero alla frequenze di dipolo dell'Acqua.
Certo, sono troppo poco polarizzate per concentrarsi su un singolo dipolo, ma non mi dire che non funzioneranno.
Ma questa è una considerazione teorica, possiamo anche prescindere dalla frequenza:
Ora, il fatto è che le antenne del vaticano stanno producendo un campo elettrico di 45V/M, significa che se sei alta 1.80 tu becchi 81V di differenza di potenziale tra la testa e i piedi, se ti metti nel senso del gradiente.
Significa che se prendi un neon spento lungo 1.50 dovresti vedere una debole luminescenza nel neon....tenendolo in mano, sconnesso dalla rete elettrica, perché ha già una 60ina di volt tra una
estremità e l'altra.
Se lo tieni in mano stile Giussano, 1.80 + 1.50 diventano 3.30 che per 45 fa 148,5 volt.
Sono sicuro che la corrente indotta sarà piuttosto bassa....ma non vivrei tutta la vita sotto tensione.

By Lev -  Links: http://www.verdinrete.it/ondakiller/  +  http://it.egroups.com/messages/forum-campi-em

Video sull'elettrosmog

IMPORTANTE visionare questi PDF:
Studi e ricerche del dr. ANGELO GINO LEVIS,
laureato a Padova in Scienze Biologiche nel 1961
Sentenza + Commento alla Sentenza + Gazzetta Ufficiale +
CAMPI MAGNETICI e SALUTE   (studi del prof. Levis)

Commento
(NdR): quello che non si vuol MAI dire pero' e' che i CEM in questo caso agiscono piu' profondamente e negativamente sui soggetti VACCINATI, perche essi sono immunodepressi dai vaccini che hanno subito, vedi Danni dei vaccini, e per i metalli pesanti (mercurio ed alluminio) oltre ai prodotti cancerogeni, che gli hanno inoculato con le vaccinazioni !

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RISCHIO di CHIUSURA per RADIO VATICANA -  SCILIPOTI (IDV):  
Roma, 15/11/2010: “Leucemie, linfomi, mielomi: questi sono i rischi provati, per la nostra salute, derivanti da esposizione a elettrosmog”. Così l’On. Domenico Scilipoti (IDV), con riferimento anche ai risultati degli accertamenti effettuati dall’Istituto Nazionale  dei Tumori di Milano sulle emissioni di onde elettromagnetiche di Radio Vaticana. “Da tempo mi batto contro i danni terribili causati da elettrosmog, prodotto non solo da potenti emittenti su vasti territori, ma anche da  wi-fi nei luoghi chiusi; per non parlare del cattivo uso di telefoni cellulari e della durata delle telefonate con apparecchi senza fili.” Continua il deputato di Italia dei Valori: “Se dovessero risultare veri gli accertamenti pubblicati su alcuni quotidiani nazionali, o Radio Vaticana abbatte drasticamente la potenza di emissione, oppure dovrà chiudere”. “Bisogna abbassare la potenza emessa da antenne, ponti radio e quant’altro produca campi elettromagnetici e utilizzare idonee strategie che garantiscano efficacemente la salute, prevenendo la diffusione di tecnologia potenzialmente lesiva.” Conclude l’On. Scilipoti (IDV): “Ormai le parole di allarme degli scienziati si sono trasformate in un coro di urla”.

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I TIMORI per la SALUTE INDUCONO le SCUOLE a SMANTELLARE le RETI WIRELESS
Nel Regno Unito genitori e studenti stanno costringendo alcune scuole a smantellare le reti di computer wireless, nel timore che possano risultare nocive per la salute dei bambini.

Sempre più scuole stanno installando nelle classi trasmettitori, allo scopo di fornire agli allievi accesso wireless dai portatili alla rete di computer scolastica e ad Internet.
Tuttavia alcuni genitori e molti scienziati temono che i bassi livelli di radiazione di microonda emessa dai trasmettitori possano risultare nocivi, determinando perdita della concentrazione, mal di testa, affaticamento, problemi comportamentali e connessi alla memoria e forse, sul lungo periodo, l'insorgenza del cancro.

Presso la Prebenda’ School, prestigiosa scuola primaria privata di Chichester, West Sussex, il mese scorso un gruppo di genitori ha fatto pressioni affinché il preside Tim Cannell eliminasse la rete wireless.
Mr. Cannell ha detto al Times: "Abbiamo ascoltato le ragioni dei genitori, i quali erano ovviamente assai preoccupati. Abbiamo svolto anche molte ricerche. Le autorità sostengono che la rete è sicura, tuttavia non sono stati condotti studi a lungo termine a riprova di tale affermazione."

Judith Davies, la cui figlia frequenta la scuola, ha detto: "Molti protestano contro la presenza di antenne per i cellulari in prossimità delle scuole, nondimeno vi è una grande ignoranza in merito alle reti wireless; è come se avessero delle antenne in classe e i trasmettitori piazzati molto vicino ai bambini."

Anche la Stowe School, scuola secondaria privata del Buckinghamshire, ha eliminato parte della propria rete wireless dopo che un insegnante si è ammalato.
Michael Bevington, da 28 anni professore di lettere classiche, ha affermato che la sua reazione alla rete è stata talmente violenta da renderlo troppo malandato per poter insegnare.
Bevington ha dichiarato: "Ogni qualvolta mi trovavo in classe avvertivo una serie sempre più ampia di sintomi sgradevoli. Prima un forte mal di testa, quindi dolori in tutto il corpo, improvvise vampe, pressione dietro gli occhi, improvvisi dolori cutanei e sensazioni di bruciore, il tutto condito da attacchi di nausea. Nel fine settimana, lontano dalla scuola, mi sono sentito in condizioni perfettamente normali."
Fonte: The Times. UK. 20 novembre 2006

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CEM = Inquinamento elettromagnetico dai Computers
L'uso prolungato del PC può comunque provocare disagi fisici anche per:
- posizione inadatta del tronco
- posizione inadatta dei polsi e gomiti
- affaticamento della vista
- affaticamento da stress se il lavoro al PC è impegnativo in proposito stanno nascendo delle nuove patologie per quei soggetti che stanno oltre 4 ore al giorno davanti ad un PC.

NON Dimentichiamo la cosa piu' importante per i PC portatili : l'emissione di CEM da parte dell'Hardisk che in genere nei portatili e' messo vicino alla tastiera e quindi le mani sono sempre, quando si scrive, a "contatto" con quei  CEM  - controllando l'emissione con un'apparecchiatura speciale si evidenzia che l'emissione esiste; CEM vengono "trasmessi" anche dai collegamenti elettrici esistenti che fuoriescono dall'Hardisk, ecco perche' in genere i dolori ed i fastidi che molti segnalano non sono dovuti esclusivamente alla postura del polso e/o delle spalle rispetto al bacino, ma soprattutto per i portatili, ai CEM emessi che vengono "raccolti" come antenne dalle mani/braccia.

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L'Elettrosmog nuoce gravemente alla salute. 
Come l'amianto, come il benzene, come le polveri sottili,
(Pm 10, Pm 2,5), come il fumo di sigaretta.
Lo stato italiano trae grandi profitti dalla vendita del fumo (tabacco e sigarette). Lo stato italiano trae grande profitto da attività (produzione e vendita di energia elettrica, trasporti ferroviari e telecomunicazioni) che generano eccessivi campi elettromagnetici ad alte e basse frequenze. Per l'amianto, il benzene, le polveri sottili, il fumo di sigaretta si scrivono regole certe e si fanno campagne di tutela sanitaria. 
Ad esempio per combattere il fumo si è scelto correttamente di etichettare i pacchetti di sigarette con la scritta "nuoce gravemente alla salute"; inoltre, si informano i cittadini sulle malattie causate dal fumo.
Nel corso della XIII legislatura, sotto l'impulso della maggioranza di centrosinistra, dopo un dibattito politico di cinque anni, a tratti anche aspro, si deciso di fare altrettanto per combattere e prevenire l'inquinamento da onde elettromagnetiche ad alte e basse frequenze. Tuttavia ora la battaglia contro l'elettrosmog è diventata una battaglia per la certezza del diritto. Non è più soltanto un problema ambientale o sanitario, è la necessità di regole certe.
La legge è uguale per tutti e va applicata. Sconvolge vedere chi rappresenta le istituzioni criticare le leggi volute fortemente da tutto l'esecutivo e approvate dal parlamento, persino con la non ostilità delle opposizioni.
Che l'elettrosmog faccia male alla salute è assodato da oltre 20 anni, tramite studi epidemiologici, ricerche scientifiche di cui è ricca la letteratura, che non può sfuggire a chi ricopre incarichi di pubblica utilità. Ad esempio, una recente meta-analisi, finanziata dalla commissione dell'Unione europea, basata su 9 importanti studi epidemiologici nazionali, ha rilevato un raddoppio del rischio di leucemia infantile per i residenti esposti ad un campo magnetico maggiore di 0,4 microTesla, unità con cui si misura il campo magnetico (A.Ahlbom ed altri A pooled analysis of magnetic fields and childhood leukaemia Br,J.Cancer 83(5),692-698, September 2000). L'Istituto superiore della sanità (Iss) in un rapporto del 1995 intitolato Rischio cancerogeno associato ai campi elettromagnetici a 50/60 Hz, per intenderci gli elettrodotti, scrive: "Il quadro che emerge dalla letteratura scientifica esaminata depone nel complesso a favore di una associazione positiva fra esposizione a campi a 50/60 Hz e leucemia infantile". Nel rapporto viene inoltre individuato nel valore di 0.2 micro Tesla, il limite oltre il quale si determina un aumento del rischio di leucemia infantile.
Recenti studi esposti in Italia in numerose conferenze scientifiche da ricercatori indipendenti quali Cherry (Nuova Zelanda), Kundi (Università di Vienna), Szmigielski (Polonia), confermano tali connessioni sia nel campo della frequenza di rete elettrica che in quello delle radiofrequenze e microonde e suggeriscono l'adozione di limiti massimi di esposizione molto più restrittivi di quelli finora considerati.
Per dare un'idea della rilevanza del problema a livello globale, si consideri che solo nel 1950 si rilevavano al suolo dei paesi occidentali appena 10 pW/cm2 (10 picowatt al centimetro quadrato) nello spettro di requenze da 100 kHz a 300 GHz, mentre attualmente si misurano valori da un milione a un miliardo di volte più alti, a causa del rapido sviluppo delle telecomunicazioni.

Siamo trafitti, senza rendercene conto, ogni giorno da migliaia di onde elettromagnetiche con il loro carico energetico incontrollato. Alte e basse frequenze, alti e bassi livelli energetici trasportati dalle onde sempre più spesso causa di malanni alla salute.
Il nostro paese ha raggiunto il non invidiabile primato, se rapportato al'estensione del territorio e alla popolazione, di circa 60.000 antenne radiotelevisive, laddove, ad esempio, negli Stati Uniti il numero delle antenne è di circa di 10.000 unità. Nei prossimi anni, per dare attuazione alla telefonia di terza generazione, Umts, dovranno essere posizionate almeno 50.000 nuove antenne. Ciò non potrà essere fatto senza regole certe, con limiti chiari. Non è neppure possibile oggi nascondere il problema elettrosmog con interviste giornalistiche o estemporanee affermazioni tranquillizzanti. 
Non è neppure politicamente corretto adesso insinuare strumentalmente la presunta incertezza scientifica per rimettere in discussione una partita esclusivamente politica conclusa con atti del parlamento prima e del governo poi.
La storia dell'elettrosmog somiglia molto a quella dell'amianto. La fibra di amianto, le cui doti tecnologiche erano già note all'epoca di Plinio, sin dal 1963 era indicata da studi epidemiologici e ricerche scientifiche come cancerogena. 
Questi studi furono messi in discussione, esattamente come accade ora per le migliaia di lavori scientifici ed epidemiologici fatti sin dal 1970 sulle onde elettromagnetiche a bassa e poi ad alta frequenza.

Nel 1993 lo stato italiano ha messo fuori legge l'amianto. Oggi, con trenta anni di ritardo, vengono riconosciuti i risarcimenti alle centinaia di famiglie di lavoratori morti di cancro o ammalati di asbestosi a causa dell'esposizione all'amianto. La scienza, che a volte può comportarsi come una lobby, deve fornire in modo accurato e riproducibile dei dati con delle indicazioni e chiavi interpretative. 
La politica fa proprie queste indicazioni, le valuta con le chiavi di lettura fornite dalla scienza e, nel solo interesse della collettività, elabora leggi e atti amministrativi tesi
a minimizzare il rischio, applicando il "principio precauzionale" e il principio "chi inquina paga", di ispirazione comunitaria.
Il politico deve scegliere il prevalente interesse collettivo dei cittadini, e non arrendersi a mediazioni in favore di interessi particolari o di minoritari gruppi lobbistici. E' grave se conflitti di interessi o esigenze di bottega negano, o solo attenuano, i diritti della collettività. Tra essi vi è quello sancito dall'articolo 32 della Costituzione della Repubblica, il diritto alla salute.
Sull'elettrosmog tutto ciò in Italia è già accaduto: il parlamento ha approvato la "Legge quadro" che è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale 8 marzo 2001; è quindi legge a tutti gli effetti dal 23 marzo 2001. E' legge per i ministri e per i cittadini, per le aziende e per le associazioni, per i laici e per la chiesa cattolica. Tuttavia, vista la confusione pre-elettorale, il coordinamento Alce (soggetto che raggruppa oltre 300 comitati spontanei e molte associazioni tra cui Greenpeace, Wwf, Italia nostra, Federazione italiana medici di famiglia (Fimg), Samba, Associazione italiana medici per l'ambiente (Aimpaa), Bambini senza radiazioni) avverte l'esigenza di fare alcune considerazioni.
Oggi è politicamente scorretto riportare la discussione sull'elettrosmog al livello di cinque anni fa, ad inizio legislatura, ai tempi del governo Prodi, tornando a discutere se fa male, ma quanto fa male, se i risanamenti sono troppo costosi, ma quanto costosi. Significherebbe ignorare oltre cinque anni di dibattito scientifico e politico, mediazioni e scontri aspri.
Il tutto solo perché qualcuno ha scoperto tardivamente, alle soglie della campagna elettorale, il problema elettrosmog, nella sua drammatica realtà di problema sociale, ambientale e sanitario.
La politica ha già raggiunto equilibrate mediazioni e ha promulgato una legge. E' la legge della maggioranza del centro sinistra. Voluta fortemente da tutti i governi della legislatura. Voluta dal governo Prodi che ha innescato l'iter parlamentare, accettata dal ministro della sanità Bindi, che ha fatto proprie correttamente le indicazioni dell'Iss e dell'Ispesl sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche. Difesa e mandata avanti dai governi D'Alema e finalmente approvata nell'elenco delle leggi irrinunciabili prima della fine legislatura dal governo Amato.
Le leggi si applicano, non si commentano sulla stampa. E' ormai tardi e profondamente scorretto bloccare l'emanazione dei decreti a corredo della legge senza i quali essa è una scatola vuota, inapplicabile. I decreti attuativi per regolamentare l'esposizione delle popolazioni ai campi elettromagnetici a basse e alte frequenze, previsti dalla legge, devono essere emanati entro 60 giorni. 
I decreti sono pronti, già redatti dal ministero dell'Ambiente e consegnati alla Conferenza stato regioni per essere emanati, vincolati nei tempi e nei contenuti a due risoluzioni parlamentari approvate all'unanimità. Tali risoluzioni, e quindi i decreti, dopo aver fatto proprie le indicazioni di Iss e Ispesl, hanno fissato i numeri per i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici e i limiti
sotto ai quali si debbono fare i risanamenti ad esempio degli elettrodotti.
Se venissero invece stravolti i valori dei limiti sanitari di esposizione, di attenzione e di risanamento sulla base di valutazioni economiche, si creerebbe un pericoloso precedente: un governo che smentisce una propria legge e ignora due risoluzioni approvate all'unanimità dal parlamento.
Infatti, anche sui costi dell'applicazione della legge, in parte a carico dei contribuenti, in parte a carico delle aziende, vi era stato un tentativo in commissione ambiente del senato di vincolare i risanamenti alle analisi economiche dei costi benefici.
Tuttavia, poiché questo fatto aberrante costituiva una monetizzazione della salute umana, nella mediazione finale, la politica ha deciso di eliminare il vincolo dei costi benefici per i risanamenti, parte significativa dei costi associati alla legge. E questa legge si deve applicare, minimizzando i rischi per la salute e per l'ambiente. A qualsiasi costo.
L'invasione invisibile di ultra onde - By ALDO IACOMELLI - presidente Alce (coordinamento associazioni e comitati contro l'elettrosmog) - Tratto da "Il Manifesto" del 14 maggio 1999

vedi anche la relazione del dr. Marinelli (CNR) sulle interazioni dei CEM e le cellule
http://www.verdinrete.it/ondakiller/marinelli.htm