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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
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DICHIARAZIONE di PECHINO
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
 

La Dichiarazione di Pechino, adottata nell’ottobre del 2000, è il documento alla base del Forum cino-africano, la cui ultima edizione si è tenuta nella capitale cinese dal 3 al 5 novembre di quest’anno 2008.

Oltre alla dichiarazioni relative allo sviluppo della cooperazione tra la Cina e i paesi africani e all’aiuto che paesi sviluppati devono portare a quelli in via di sviluppo, il documento, che traduciamo integralmente, contiene alcune importanti, e assai attuali, prese di posizione: il tema del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali non deve essere il cavallo di battaglia utilizzato da alcune potenze per imporre le proprie scelte, e ogni paese, nel rispetto delle proprie specificità storiche e sociali, ha il diritto sovrano di scegliere la propria via di sviluppo.
Una violazione di questo principio è, anzi, considerata essa stessa una violazione dei diritti dell’uomo.

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Oms: si alla medicina ufficiale integrata con altre forme di trattamento - Livorno, Italy -  Nov. 2008.
L´Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha approvato la "Dichiarazione di Pechino" che chiede di favorire un più frequente utilizzo della medicina ufficiale
e di integrarla con altre forme di trattamento.

La dichiarazione, approvata da tutti i partecipanti al Congresso dell´Oms sulla medicina tradizionale, fa riferimento alla Conferenza internazionale sulla cure mediche primarie tenutasi ad Alma Ata 30 anni fa e sottolinea che "le genti hanno il diritto e il dovere di partecipare individualmente e collettivamente alla pianificazione ed alla messa in applicazione delle loro cure mediche che devono includere l´accesso alle medicine tradizionali".

La dichiarazione riconosce le medicine tradizionali come "una delle fonti delle cure mediche primarie. Esse possono aumentare la disponibilità e l´abbordabilità di queste cure, e possono così contribuire a migliorare la sanità in generale".
I Paesi membri dell´Oms e alle loro diverse legislazioni interne hanno la responsabilità di regolamentare e modellare le norme e per la medicina tradizionale e la sua distribuzione.

L´Oms è anche soddisfatta dei progressi registrati nell´applicazione della sua strategia 2002 - 2005 per le medicine tradizionali e sottolinea "Il bisogno di azione e cooperazione della comunità internazionale, dei governi, dei professionisti e del personale della sanità in vista di assicurare un utilizzo appropriato delle medicine tradizionali come componente importante della salute delle popolazioni, in funzione delle possibilità di ogni Paese, delle sue priorità e della sua legislazione in materia".

Margaret Chan, direttrice dell´Oms, ha detto che "Il ruolo delle medicine tradizionali nelle prime cure deve essere meglio conosciuto. Sono 30 anni che la dichiarazione di Alma Ata riconosce il ruolo delle pratiche di medicina tradizionale nelle cure primarie a livello delle loro comunità. Ne è risultato un aumento del suo uso e della sua importanza nel corso degli ultimi 30 anni".

Per milioni di persone che vivono nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo, l´erboristeria, le medicine ed i trattamenti tradizionali sono il principale (e spesso il solo) modo per ricevere cure.

Invece in nord America e in Europa le medicine tradizionali sono diventate una vera e propria industria che produce miliardi di dollari e la Chan ha sottolineato che "Questa tendenza non è priva di pericoli, e non bisogna che le medicine tradizionali diventino la medicina del povero". La direttrice dell´Oms ha chiesto ai Paesi membri di non opporre la medicina tradizionale a quella occidentale ma di utilizzarle ambedue nelle cure primarie.
Tratto da: greenreport.it

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Dichiarazione di Pechino:
Noi, Ministri degli affari esteri, del commercio estero e della cooperazione internazionale, degli affari economici e sociali della Cina e dei paesi africani, siamo riuniti a Pechino dal 10 al 12 ottobre del 2000.

Noi abbiamo proceduto ad un ampio scambio di vista sulle questioni internazionali così come sullo stato delle relazioni tra la Cina e i paesi africani. Noi tutti pensiamo che il Forum sulla Cooperazione sino-africani sia il quadro di un dialogo collettivo tra la Cina e i paesi africani sulla base dell’uguaglianza e dei vantaggio reciproci e che la ricerca della pace e dello sviluppo costituisca il nostro comune obiettivo.

Noi siamo coscienti del fatto che all’approssimarsi del nuovo secolo, la pace e lo sviluppo sono lontani a dall’essere realizzati nel mondo d’oggi a causa della persistente esistenza di gravi fattori destabilizzanti e di un enorme scarto tra il Nord, ricco, e il Sud, povero.

Noi riaffermiamo che le ingiustizie e le disuguaglianze nell’attuale sistema delle relazioni internazionali non seguono la corrente della nostra epoca nella ricerca della pace e dello sviluppo sul globo, e che esse compromettono lo sviluppo dei paesi del Sud e minacciano la pace e la sicurezza internazionale. Noi sottolineiamo che lo stabilimento di un nuovo ordine politico ed economico internazionale, giusto ed equo, è indispensabile per la democratizzazione di queste relazioni internazionale e la partecipazione effettiva dei paesi in via di sviluppo al processo decisionale internazionale.

Noi consideriamo essenziale per la pace e la sicurezza mondiale il disarmo generale e completo e la proibizione di tutte le armi di distruzioni di massa.

Noi notiamo che la globalizzazione accresce l’interdipendenza delle diverse economie, che, tuttavia, essa va a profitto soprattutto dei paesi sviluppati e che la maggior parte dei paesi in via di sviluppo, particolarmente le economie fragili e vulnerabili così come i paesi meno sviluppati dell’Africa, si trovano in una situazione sfavorevole che mette seriamente a rischio la loro sicurezza economica, perfino la loro sovranità statale.

Noi ricordiamo la lotta eroica dei paesi e dei popoli africani per la conquista dell’indipendenza come gli ammirevoli sforzi che essi hanno prodotto in seguito per lo sviluppo dell’economia nazionale, e noi constatiamo che i paesi africani e il Continente africano nel suo insieme si trovano ancora di fronte molte difficoltà e sfide nel loro processo di sviluppo.

Noi notiamo con viva preoccupazione che dopo anni di sforzo, alcuni paesi africani non sono ancora riusciti a realizzare la stabilità politica, economica e sociale; noi sottolineiamo che fattori economici e sociali sono all’origine dell’instabilità politica, delle tensioni sociali e dei frequenti conflitti in Africa. Di più, la diffusione dell’HIV/AIDS, della malaria, della tubercolosi come delle altre malattie trasmissibili causa ai paesi africani delle pesanti perdite in risorse economiche e umane; e l’aggravamento della povertà compromette lo sviluppo dell’Africa.

Noi sottolineiamo che il pesante fardello del debito ostacola gli sforzi dei paesi africani per lo sviluppo e penalizza le loro economie. Noi siamo dell’avviso che la comunità internazionale ha la responsabilità e l’obbligo di aiutare l’Africa a risolvere i suoi problemi di debito.

Noi apprezziamo altamente lo sviluppo regolare della relazioni Africa – Cina dopo dei decenni, confidiamo totalmente nell’avvenire della nostra cooperazione, stimiamo che le relazioni d’amicizia e di cooperazione tra la Cina e l’Africa riposano su di una base solida e che la tradizionale amicizia sino-africana affonda le sue radici nella profondità delle età. Noi sottolineiamo inoltre che l’appartenenza della Cina e degli Stati africani alla stessa famiglia dei paesi in via di sviluppo accomuna i loro interessi fondamentali; e noi abbiamo la convinzione che sia particolarmente importante, per il rafforzamento della solidarietà tra i paesi in via di sviluppo e la promozione dell’avvento di un nuovo ordine internazionale, intrattenere dei legami stretti di consultazione tra Cina e Africa sul piano internazionale.

Noi ricordiamo lo sviluppo della cooperazione tra la Cina e i paesi africani nei campi economico, commerciale e altri, e constatiamo l’esistenza di enormi potenzialità a riguardo. Noi consideriamo che questa cooperazione si iscrive nel quadro di quella Sud-Sud e che il rafforzamento della cooperazione tra la Cina e i paesi africani corrisponde agli interessi tanto immediati quanto a lungo termine delle due parti.

Noi proclamiamo solennemente ciò che segue:
1. Bisogna rispettare gli Scopi e i Principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite e la Carta dell’Organizzazione dell’Unità africana, i Cinque principi della Coesistenza pacifica così come le altre norme che reggono le relazioni tra gli Stati che sono universalmente riconosciute. Tutti gli Stati hanno il diritto di partecipare, su di un piede di parità, agli affari internazionali. Nessun paese o gruppo di paesi non hanno il diritto di imporre agli altri la propria volontà, né di immischiarsi negli affari interni degli altri con qualsiasi pretesto, né di imporre loro unilateralmente delle misure economiche coercitive. Il Nord e il Sud devono rafforzare, sulla base dell’uguaglianza, il loro dialogo e la loro cooperazione.

2. È necessario aderire fermamente al principio della regolazione pacifica dei conflitti internazionali. I conflitti tra gli Stati devono essere regolati attraverso negoziati, consultazioni o altri mezzi pacifici, senza ricorrere alla forza, né alla minaccia dell’uso della forza o alla minaccia nucleare. Tutti i paesi dotati di armi nucleari devono impegnarsi a non utilizzare per primi le loro armi nucleari né di servirsene o minacciare di servirsene contro i paesi non nucleari o le zone denuclearizzate. Tutte la parti interessate devono aprire alla promozione del processo di disarmo e della non proliferazione nucleare, per realizzare finalmente l’obiettivo della proibizione completa e della distruzione totale delle armi nucleari come delle altri armi di distruzione di massa in modo da garantire la sicurezza di tutti i paesi. Le due parti sono disposte a rafforzare la loro cooperazione per bloccare la proliferazione, la circolazione e il traffico illegale delle armi piccole e leggere.

3. Bisogna rispettare e rinforzare il ruolo originario del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel mantenimento della pace e della sicurezza nel mondo, promuovere attivamente le riforme dell’Onu e delle istituzioni finanziarie internazionali. La rappresentanza, nel seno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e delle istituzioni economiche e finanziarie internazionali, dei paesi in via di sviluppo deve essere accentuata in modo adeguato per tradurre pienamente lo spirito della democrazia nelle relazioni internazionali. A questo proposito, noi richiamiamo al riconoscimento all’Africa del posto legittimo che gli spetta in seno al Consiglio di Sicurezza e agli organismi e istituzioni specializzate del sistema delle Nazioni Unite.

4. Conviene rispettare l’universalità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, preservare la diversità del mondo e far prevalere il principio della ricerca dei terreni d’intesa al di là delle divergenze. Ogni paese ha il diritto di scegliere, nel suo cammino in avanti, il proprio sistema sociale, la sua via di sviluppo e il suo modo di vita, in funzione delle sue particolarità nazionali. Come i paesi del mondo differiscono gli uni dagli altri per i loro sistemi sociali, per i livelli di sviluppo, per i loro contesti storici e culturali così come per i loro sistemi di valori, essi hanno il diritto di scegliere i loro propri approcci e modelli per promuovere e proteggere i diritti dell’uomo al loro interno. Di più, le pratiche tendenti a politicizzare i diritti dell’uomo e ad assortire l’assistenza economica di condizioni in materia di diritti dell’uomo sono da condannare vigorosamente, perché costituiscono esse stesse degli atti di violazione dei diritti dell’uomo.

5. Bisogna consolidare il principio della cooperazione mutuamente vantaggiosa in vista di uno sviluppo comune. Ai paesi sviluppati si impongono la responsabilità e l’obbligo di aiutare i paesi in via di sviluppo, soprattutto quelli africani, in materia di assistenza finanziaria e tecnologica così come in altri settori. Devono stabilire dei piani di sviluppo realizzabili e cooperare con i paesi in via di sviluppo sulla base dell’uguaglianza e del reciproco vantaggio, in vista del progresso per il Nord come per il Sud. I paesi invia di sviluppo devono rinforzare di più la loro unità e la loro collaborazione, rilevare insieme le sfide della mondializzazione, tirando profitto nell’evitare i suoi danni.

6. Noi salutiamo gli sforzi messi in campo dai paesi africani per rafforzare la cooperazione sotto-regionale e consolidare maggiormente l’unità africane in vista della creazione di una unione africana. Noi esortiamo la comunità internazionale e le organizzazioni internazionali a sostenere le misure adottate in questo senso dai paesi africani. Tutte le parti interessate devono aprire alla solidarietà, alla pace e allo sviluppo in Africa e trovare delle soluzioni adeguate alle loro vertenze. Noi apprezziamo il ruolo attivo dell’OUA, delle altre organizzazioni regionali e sotto-regionali interessate alla soluzione dei conflitti in Africa. La comunità internazionale, nello specifico l’ONU, devono accordare una attenzione particolare alla soluzione dei confitti in Africa. E deve prendere a questo scopo tutte le misure necessarie, come l’elaborazione di piani efficaci di mantenimento della pace.

7. Noi esprimiamo il nostro apprezzamento di fronte agli sforzi intrapresi dai paesi africani e da tutta la comunità internazionale per combattere l’AIDS, la malaria e le altre malattie infettive e di fronte agli sforzi ingaggiati per sradicare la povertà. Rispetto a questo noi salutiamo l’iniziativa della creazione di un fondo di solidarietà mondiale e chiamiamo le istituzioni interessate ad appoggiare energicamente la sua messa in pratica. Noi siamo d’accordo nel lavorare in comune al fine di rinforzare la nostra cooperazione nella lotta contro il terrorismo per eliminare il fenomeno in tutte le sue forme e manifestazioni.

8. Noi salutiamo gli sforzi lodevoli intrapresi da alcuni paesi divenuti intermediari e altre iniziative bilaterali dei paesi donatori di fondi tendenti ad annullare il debito pubblico dei paesi africani. Noi apprezziamo il recente rafforzamento dell’iniziativa in favore dei paesi poveri molto indebitati, nel quadro dell’alleggerimento del peso del debito e dello sradicamento della povertà in Africa. Sottolineiamo che questa iniziativa cade nel contesto del declino a livelli storici dell’aiuto pubblico allo sviluppo e che lo scaglionamento dei debiti dei paesi africani non deve essere condito di condizioni politiche né operare a detrimento dell’aiuto pubblico allo sviluppo. Noi chiamiamo con insistenza le istituzioni finanziarie internazionali interessate e i paesi sviluppati creditori a prendere maggiori misure concrete tendenti alla riduzione e all’annullamento dei debiti dei paesi meni avanzati e dei paesi ritornati intermediari in Africa. Noi salutiamo le misure concrete che la Cina si impegna a prendere per portare la sua parte di contributo benché sia essa stessa un paese in via di sviluppo.

9. Noi affermiamo la nostra determinazione a rinvigorire e a estendere maggiormente la cooperazione sino-africana a tutti i livelli e in tutti i campi, a stabilire nel quadro della cooperazione Sud-Sud un partenariato di tipo nuovo, tanto duraturo che stabile, basato sull’uguaglianza e i vantaggi reciproci. Noi approfondiremo il dialogo, allargheremo il consenso, continueremo il coordinamento delle nostre posizioni sul piano internazionale e rafforzeremo il mutuo sostegno, in vista della salvaguardia dei diritti e degli interessi legittimi tanto dei paesi africani quanto della Cina e di sviluppare in profondità questo nuovo partenariato.

10. Noi decidiamo di dare un energico impulso, sulla base dei principi enunciati in questa Dichiarazione e e nel “Programma di Cooperazione sino-africana sullo Sviluppo economico e sociale” adottati durante il presente Forum, alla cooperazione tra l’Africa e la Cina nei campi economico, commerciale, finanziario, agricolo, medico, sanitario, tecnico-scientifico, culturale, educativo, della messa a valore delle risorse umane, dei trasporti, dell’ambiente, del turismo e di altri, al fine di contribuire allo sviluppo comune di Africa e Cina.
Traduzione di Diego Bertozzi per resistenze.org

vedi anche:  PROPOSTA-PROGRAMMA di RIFORMA SANITARIA + Legislazione Europea per le Medicine Naturopatiche + Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata + Conflitto di Interesse

IMPORTANTE:

Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto contrasti con le autorita' mediche, e per essere precisi,  affermiamo che NON condividiamo in toto le loro terapie, in quanto per noi seguaci della Medicina Naturale  la malattia (cancro compreso) e' MULTIFATTORIALE, quindi NESSUN prodotto puo', da solo, far guarire dalla malattia della quale si e' malati !
Inoltre e’ bene ricordare
che questa “Legge per la Guarigione” viene sempre eseguita-vissuta inconsapevolmente - piu' o meno intensamente, in genere in forma lieve, da ogni individuo che voglia attuare l’eliminazione della sua malattia in modo completo, per mezzo delle Cure Naturali.


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Importante: ….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies  farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati.

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Verso una Medicina Sistemica
Dall'emozione al sintomo: un approccio olistico alla persona,  la medicina sistemica e’ cosi’ chiamata perché pone la massima attenzione all'interconnessione sempre esistente tra aspetti psichici e fisici nel determinare l'insorgenza della malattia e della sofferenza, di fatto e’ un altro nome della Medicina naturale.
vedi: La Medicina Naturale e' nei fatti la medicina Ayurvedica

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